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Rovesci d'Arte

Sgarbi, bocciato alla soprintendenza, si dimette dalla Biennale

La bocciatura non è proprio piaciuta a Vittorio Sgarbi. E una volta saputa la notizia che non sarà possibile per lui dirigere il Polo museale di Venezia, il critico ha dato immediate dimissioni dal padiglione Italia della Biennale. «Ora te la fai tu», avrebbe ingiunto al ministro per i beni culturali Galan, che si è appellato alla legge e alla sua oggettività. «Ho deciso in base alla legge, non ho valutato Sgarbi. Si può ricorrere alla nomina di un esterno quando non esiste una domanda per quel posto presentata da un dirigente interno. Purtroppo per Sgarbi i dirigenti interni sono quattro e il problema quindi non è comparare lui con loro, ma scegliere il migliore. Questo dice la legge e la Corte dei Conti». Qualcuno in questo braccio di ferro aveva ravvisato anche una possibile ritorsione, se sono vere le voci circolate nei giorni precedenti, secondo le quali Sgarbi avrebbe chiesto al premier Berlusconi di non favorire la candidatura di Galan al ministero al posto di Bondi. «Spero che ci ripensi – ha continuato il ministro della cultura, rimandando al mittente le reazioni infuocate – non voglio nemmeno pensare all’ipotesi. Se poi dovesse insistere nel suo proposito, dovremmo trovare una soluzione, ma si perderebbe una bella dose di originalità».