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Rovesci d'Arte

Sgarbi, bocciato alla soprintendenza, si dimette dalla Biennale

La bocciatura non è proprio piaciuta a Vittorio Sgarbi. E una volta saputa la notizia che non sarà possibile per lui dirigere il Polo museale di Venezia, il critico ha dato immediate dimissioni dal padiglione Italia della Biennale. «Ora te la fai tu», avrebbe ingiunto al ministro per i beni culturali Galan, che si è appellato alla legge e alla sua oggettività. «Ho deciso in base alla legge, non ho valutato Sgarbi. Si può ricorrere alla nomina di un esterno quando non esiste una domanda per quel posto presentata da un dirigente interno. Purtroppo per Sgarbi i dirigenti interni sono quattro e il problema quindi non è comparare lui con loro, ma scegliere il migliore. Questo dice la legge e la Corte dei Conti». Qualcuno in questo braccio di ferro aveva ravvisato anche una possibile ritorsione, se sono vere le voci circolate nei giorni precedenti, secondo le quali Sgarbi avrebbe chiesto al premier Berlusconi di non favorire la candidatura di Galan al ministero al posto di Bondi. «Spero che ci ripensi – ha continuato il ministro della cultura, rimandando al mittente le reazioni infuocate – non voglio nemmeno pensare all’ipotesi. Se poi dovesse insistere nel suo proposito, dovremmo trovare una soluzione, ma si perderebbe una bella dose di originalità».

  • Mario

    La biennale “acritica” ideata da Sgarbi, checche’ se ne pensi di lui, e’ la prima e, credo ultima, occasione di vedere rappresentata alla Biennale una grande fetta di cio’ che avviene nell’arte in Italia senza la “protezione” o gli interessi delle gallerie che da sempre hanno orientato (quantomeno) la biennale nelle scorse edizioni. Nondimeno Sgarbi, come soprintendente ha rivitalizzato la dormiente e immobile Venezia ormai da anni prona e succube dello sfruttamento becero del turismo capace solo di produrre poche e discutibili iniziative (eccetto Guggenheim e fortuny) rappezzate con poche risorse ed ancor meno idee.

  • Spartacus

    Un personaggio come Sgarbi è solo uno spocchioso intrigante pronto a correre per chiunque gli dia una fetta di potere. È stato candidato di tutti e per tutto (sindaco di Salemi, parlamento europeo, deputato, ministro, sottoministro, assessore, presidente di jury, liberale, socialista, radicale, berlusconiano, anzi no, forse sì…), ma soprattutto condannato dalla giustizia italiana per diverse faccenduole fra le quali quelle relative al suo lavoro di Sovrintendente (mal fatto).
    Sgarbi al di fuori degli interessi delle gallerie ? Ma Sgarbi è in sé medesimo un coacervo d’interessi.
    E soprattutto non ha le competenze per fare quello che fa. Ma non avete mai letto cosa ha detto Zeri di lui ?
    Quest’uomo ha assunto una fama usurpata solo grazie ad una forte mediatizzazione (la pubblicazione di libri in gran quantità come preteso storico/critico d’arte ha fatto seguito, prima solo qualche saggio che nessun storico prendeva veramente in conto), sovente sotto il segno della più becera volgarità (verbale e intellettuale).
    Sono stupefatto che si debba ancora parlare di questo figuro che è un puro prodotto degli anni Berlusconi.
    A casa il mentecatto!
    P.S.: chiedete agli abitanti di Salemi se ha rivitalizzato la vita del Comune del quale è stato (è ancora ?) sindaco…. Se mai hanno avuto modo di vederlo, il sig. Sgarbi….