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losangelista

Seymour Hoffman: l’ultima vittima

 Nella triste storia della morte di Philip Seymour Hoffman c’e’ un altra vittima, Robert Vineberg, il musicista di 57 anni che e’ stato arrestato con l’imputazione di aver venduto all’attore le dosi di ero che l’avrebbero ucciso. Vineberg e’ un sassofonista, compositore e arrangiatore di origine canadese da tempo attivo a NY uno che con lo pseudonimo di Robert Aaron ha collaborato con Amy Winehouse, Blondie,  Wyclef Jean e Tom Jones e stato in tournee con David Bowie. Un paio di anni fa aveva anche prodotto un solo album ma di recente aveva lavorato soprattuto da turnista.

Il nome di Vineberg e’ stato fatto agli inquirenti che indagano sulla morte di Hoffman e la polizia ha perquisito il suo appartamento del Village rinvenendo decine di buste di eroina del tipo che si vende a New York, bustine di carta oleata timbrate coi marchi utilizzati per commercializzarle. Quelle trovate in casa di Vineberg non erano Ace of Hearts o Ace of Spades come quelle di Hoffman, ma il numero di telefono dell’attore era nell’agenda di Vineberg che e’ stato arrestato con l’accusa di possesso e tentatao spaccio . E’ un capo di imputazione non certo insolito in una citta’ dove l’ero non e’ mai mancata, soprattutto negli ambienti artistici e musicali di downtown. C’e’ la forte probabilita’  che Vineberg e Hoffman fossero semplicemnte amici abituati a farsi assieme. Ma la magistratura ha chiaramente deciso di fare un esempio di Vineberg per via della notorieta’ della vittima che offre l’opportunita’ di  un caso ad alto profilo mediatico. Infatti in via starordinaria gli e’ stata negata la liberta’ provvisoria che normalmente sarebbe  scontata e che viene concessa anche a spacciatori arrestati con quantita’ di droga anche vastamente maggiori.

Cosi’  Vineberg che ha dichiarato di essere tossicodipendente e di usare il piccolo spaccio per sostentare  il proprio fabbisogno dovra’ rimanere il  galera fino al processo fissato per il mese prossimo, in cui rischia fino a 25 anni di “esemplare condanna” per una busta (forse) venduta alla persona sbagliata il giorno sbagliato.   La figlia ha ammesso alla stampa che il padre faceva uso di eroina e che aveva cominciato a spacciare perche’ non riusciva piu’ a trovare impiego come session man. Ora, pur non avendo precedenti penali potrebbe passare mlti anni in prigione, ultimo triste risvolto di una tragica storia . Se ne sapra’ di piu’ alla sua istruttoria fissata per il 14.