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Poltergeist

Sex and the City – Il mistero degli ignorati elisi

Con quel vaporoso corredo di ingenuità in attesa di un principe, con quelle scarpette vertiginose per falcare ancora gli stessi passi che hanno già portato a castelli caduti, con quelle lunghe giornate da duchesse della metropoli e tutto il tempo del mondo per sperimentare tutti gli errori elencati dal grande libro della vita, le quattro tarde cenerentole di Sex and the City sono state l’amaro specchio delle sognanti trentenni del nostro reame, che non volevano, che non potevano permettersi ancora di diventare disperate casalinghe quarantenni e non potevano nemmeno più continuare a essere le fiabesche e festose gossip girl al ballo delle debuttanti, rischiando, giorno dopo giorno, di rimanere imprigionate per sempre in uno scuro incantesimo assediato dal rimorso e dalla paura.

  • Mavi

    Nefeli ho scoperto ora il tuo blog, e sono entusiasta che ci sia uno spazio dedicato a una penna così pungente come la tua.
    Trovo però che un mozzico di commento su sex and the city, come questo, rovini l’immagine della pagina.
    Ho letto gli altri articoli su lost, le citazioni su grey’s anatomy o dottor house, e il modo in cui le case di produzione e il pubblico li accolgano e ne incentivino le successive serie; e le trovo tutte considerazioni sensate.
    Ma un telefilm come Sex and the city, che ha fatto scalpore quando uscì nel 98, e che come i sopracitati esempi ha avuto il suo declino, trovo che come altre cose non meriti (…ma non nasca nemmeno con l’intento) di avere un significato, uno stile, uno sviluppo tecnico, e qualsiasi altra cosa degna di una critica.
    Sono “così” e basta…stanno lì per strappare una risata, e quel telefilm ci riesce, dando lo spaccato di 4 donne che hanno a che fare con il problema di una società moderna dove gli uomini e le donne si sono scambiati i ruoli.
    Ma soprattutto… se proprio vogliamo dargli un po’ di merito, ha affrontato in tv il sesso DAL PUNTO DI VISTA FEMMINILE in una maniera mai vista prima… ironica, piccante, e finalmente ATTIVA.

  • nefeli

    Cara Mavi, che bello essere letti e meglio ancora le note critiche: questo è un blog, che sta al sito web come il seminario sta alla lezione, ma in pochi commentano. A proposito di significato, Sex and the City è uno di quei telefilm che hanno avuto un significato così forte da oscurare, o insomma da mettere in secondo piano le scelte stilistiche. Non c’è niente di particolare, infatti, nella regia o nella concezione della serie e tuttavia un lato importante della serie, se si vuole vedere la cosa con uno sguardo non-contenutistico, è la sua qualità di scrittura – è scritto molto bene e i suoi dialoghi, sebbene gli autori non abbiano “voluto”, come implichi tu, affrontare temi profondi quali la vita, la guerra o la morte come è accaduto in altri telefilm, sono di altissimo livello. Forse, con il tempo, farò di questo blog una specie di enciclopedia del telefilm; per il momento è un insieme di annotazioni e certo l’articolo su Sex and the City, come quello su True Blood, per esempio, non vuole essere una voce esaustiva. A presto e ricordati di proporre una recensione.