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Antiviolenza

Seppellita viva dal padre perché “brutta”

Pubblico integrale la notizia riportata dall’Ansa, e anche da altri giornali e agenzie, di un padre che ha seppellito viva la figlia appena nata perché “era brutta”. Una neonata uccisa in quanto femmina non coerente con lo stereotipo della “bella bambina”, e per questo uccisa dal padre. Una discriminazione che per questa neonata è avvenuta appena messa al mondo. Ma le bambine che muoiono appena nate hanno un triste primato: in Cina e in India, e in tutta Asia sud-orientale, le piccole vengono spesso soppresse appena nate, o lasciate morire di fame nei primi mesi di vita, in quanto la nascita di una femmina non è “gradita”. Secondo una stima del Premio Nobel indiano per l’economia Amartya K. Sen, nel 1990 all’appello mancavano 100 milioni di bimbe. Oggi il numero è cresciuto e lo squilibrio di questa forbice che si allarga, presenterà presto, in quei Paesi, scenari inquietanti. Il  fenomeno, noto nel mondo come gendercidio, ha avuto un paio di anni fa sull’Economist, un ottimo spazio con un articolo titolato: “Gendercide, the war on the baby girls“, e nel mondo sono apparsi diversi studi e articoli sugli effetti della discriminazione sessuale delle femmine effettuata alla nascita. Non chiedeteci più per favore perché, su questo blog, ci occupiamo di donne e bambine.

DAll’ANSA

Pakistan:

neonata

malformata,

padre la

seppellisce viva

“Era brutta”, ha detto l’infanticida alla polizia

15 luglio, 14:42

ISLAMABAD – Una neonata pachistana di due giorni è stata sepolta viva dal padre nella zona di Khanewal (provincia di Punjab) perché “era brutta” a causa di una malformazione al volto. Lo riferiscono oggi i media ad Islamabad. L’uomo, Chaand Khan, ha ammesso candidamente alla polizia l’infanticidio realizzato a metà settimana, scrive The Express Tribune, confermando di averlo fatto “perché non mi piaceva la faccia che aveva”. Secondo una prima ricostruzione della vicenda Khan, dopo aver visto la bimba in ospedale, ha comunicato ai famigliari e agli amici che era morta e che si stavano organizzando i funerali. Durante la cerimonia funebre però la neonata ha cominciato a piangere sorprendendo i presenti e soprattutto il religioso che la stava celebrando e che ha ordinato al padre di farla vedere ad un dottore. Determinato a portare a termine il suo progetto l’uomo ha chiesto allora a Mohammed Farooq, medico dell’ospedale al-Shifa di Kacha Khoh, di iniettare alla piccola un veleno per ucciderla, richiesta che ovviamente è stata respinta. Lo stesso Farooq ha indicato che la neonata aveva in effetti “una testa piuttosto grande e lineamenti fuori dal normale”. A questo punto Khan si è recato al cimitero e, di nascosto da tutti compresa la moglie che era ancora in ospedale, ha messo in atto il suo piano seppellendo viva la piccola. La vicenda è divenuta di dominio pubblico quando, venutone a conoscenza, un responsabile del comune di Kacha Khoh ha presentato una denuncia alla polizia che ha fermato il padre. Il quale, sottolinea The Express Tribune, ha confermato tutto spiegando che “sarei stato disonorato se l’avessi lasciata vivere. La gente mi avrebbe chiesto sicuramente perché la bimba aveva una faccia tanto brutta e io avrei dovuto chiederne a mia moglie la ragione, Per cui ho deciso di seppellirla viva”. L’uomo è stato difeso pubblicamente dal maggiore dei suoi quattro figli ma rischia la pena di morte se verrà riconosciuto colpevole di infanticidio. Si è infine appreso che un magistrato ha disposto per domani la riesumazione del cadavere della bambina.

  • Antonio

    Signora Betti, così non va bene. Il suo blog deve per forza essere “contro” gli uomini, e pur di continuare su questa linea ci riporta una notizia proveniente dal Pakistan, terra di gloriose tradizioni civili e culla della Bigenitorialità ? A parte il fatto che in Pakistan si uccidono anche i bambini (maschi), e che qui siamo nella civile Italia, per sconfessare i suoi intenti sarebbe sufficiente prendere una qualunque delle notizie che la cronaca estera ci propone, in cui le madri uccidono bambini (o mariti). Se ne trovano tante. Lei ha dovuto attingere dall’Oriente, io potrei andare più vicino: nella civilissima Gran Bretagna, per esempio, o negli USA oppure (e lei lo sa benissimo) nel nostro Belpaese. Si fermi, per favore, e rifletta, perchè così non rende un buon servizio alla collettività, e finisce col tradire anche lo spirito che dovrebbe animare qualunque giornalista.

  • Luisa Betti

    Gentile lettore, non so che mestiere lei faccia, ma credo che ognuno debba fare il suo, e io faccio il mio, e come giornalista mi occupo principalmente di diritti delle donne e sono queste le notizie che riporto. Anche l’Unicef a livello internazionale, quando fa i suoi interventi, fa una differenza di genere sui bambini e le bambine che non è discriminante per loro ma aiuta nell’intervento. Non essendo quindi obbligata a dare a lei, o a chiunque altro, delle giustificazioni se mi occupo di tematiche di genere, concludo dicendo che se questo blog non le interessa non è costretto né a leggerlo né a intervenire. Grazie

  • Tommaso

    Signora Betti, lei è troppo democratica.
    Non c’è articolo sui temi di genere che non veda assaltato da signori maschilisti indignati che non si rispetti l’ordine gerarchico imposto che vuole la femmina sotto i piedi maschili.
    Li censuri e basta. Hanno sin troppo spazio, hanno inquinato ed invaso tutto, rendono l’aria irrespirabile, il confronto incivile.
    Sono trogloditi in giacca e cravatta della cui esistenza mi vergogno io stesso. Questo Antonio, poi, ha un tono di minaccia che io denuncerei persino. Li censuri e stia serena, tanto oramai i loro trucchi ed i loro intenti sono palesi.

  • Antonio

    Per la signora BETTI: anche se non faccio il giornalista, sono perfettamente in grado di esprimere il mio parere, che ritengo più che qualificato. Il suo blog mi interessa molto, è uno specchio fedele della società di oggi, che qualcuno vorrebbe fondata sullo scontro di genere. E questo per me non va bene.
    Per il signor TOMMASO: io non sono affatto “maschilista”, e non minaccio nessuno. Sto molto attento a ciò che scrivo e a come lo scrivo. Se poi le mie opinioni risultano graffianti, spiacente. Mi denunci lei, se ne ha l’avventatezza, ma non dia cattivi consigli alla signora Betti. A lei va dato il merito che, fino ad oggi, non mi ha mai censurato. Per fortuna il blog non lo gestisce Tommaso…

  • bax

    gentile luisa,
    come ben dice il sig. tommaso, certa gente non merita neanche risposte. il suo blog è davvero interessante (purtroppo spesso “tristemente” interessante) e degno di essere civilmente apprezzato. i commenti che non hanno nè capo e nè coda sanno di boutades poco divertenti. appartengono a quella categoria di umani che, non sapendo che fare nella vita, preferisce occupare il tempo per sparare emerite castronerie invece di informarsi. io amo il subcontinente indiano, ma confermo quel che vi accade troppo spesso: la discriminazione in utero delle bimbe a favore della nascita di un erede maschio (recentemente alcuni cartelloni pubblicitari in india incitavano le neo-coppie in attesa a spendere un po’ di soldi subito in cliniche ben attrezzate per “eliminare” alla radice il “problema figlia” invece di ritrovarsi a sperperare molto più denaro nella futura dote della stessa)

  • Enrico Tonini

    Antonio, forse ignora il problema figlie femmine in Cina: vengono uccise alla nascita perché sono un problema economico per i genitori e lo Stato impone un solo figlio per coppia. Vorrebbe che la signora Betti non si occupasse del problema? O è del parere che non esiste un problema di femminicidio in Cina? Come diceva Totò: “Ma mi facci il piacere!”. E se non le piace che il Manifesto parli di questi problemi, invece di leggere vada a fare un bagno; è il periodo giusto.

  • Tommaso

    Signor Antonio ma a chi la vuole dare a bere?
    Lei esordisce accusando la giornalista di essere “contro gli uomini”.
    Una conclusione così stupida è propria solo dei maschilisti. Solo per un maschilista parlare di violenza maschile è essere “contro gli uomini”.
    Lei non prende per il naso nessuno, lo sa? I suoi tentativi d’intimidazione sono grandi come case e prima accusa la signora Betti, poi le fa il complimentino per ingraziarsela.
    La signora è proprio una SIGNORA per tollerare certi commentatori. Io non lo farei, non c’è niente da guadagnarci nell’essere tolleranti con chi vuole danneggiarti.

  • Paolo1984

    per alcune mentalità molto arretrate e arcaiche (che però poco meno di un secolo fa erano diffuse anche nella civile Europa) avere un figlio malformato (maschio o femmina) era un peso e un disonore.
    Detto ciò, spero che questo padre venga punito molto severamente, in linea di principio sono contro la pena di morte ma davanti a certe cose..

  • Antonio

    Non ignoro il problema delle figlie femmine in Cina, e neanche i problemi delle donne nei paesi islamici. Ho ancora fresche nella mente le immagini impressionanti dell’assassinio di Mina, uccisa per strada da un cecchino, o della lapidazione di una donna, in Pakistan, accusata di adulterio (il video gira “allegramente” su Youtube). Ma ho bene in mente anche il video dei 24 bambini (pardon: bambini maschi e bambine femmine) uccisi in Siria dalle squadracce della morte. Alcuni di essi sono stati ripresi con il cranio fracassato dalle pallottole. Per questo motivo non è tollerabile che un blog possa escludere, anche nominalmente, i bambini di sesso maschile dal suo titolo. La signora Betti è senz’altro una Signora, Tommaso – spiace dirlo – è solo un polemico maleducato (attendo ancora sue denunce…). Al signor Enrico auguro solo di poter fare un bagno, come io ho appena fatto circa tre ore fa, al tramonto (è stato bellissimo). Mi auguro che la Signora Betti continui ad occuparsi di questi problemi. Stimolano la discussione e permettono di esprimere le opinioni, anche quelle più scomode (vero, Tommaso ?).

  • bozo4

    Purtroppo secoli fa l’ infanticidio era endemico anche in Europa, per lo meno in Puglia e in Prussia, a causa della paura della poverta’. Potrebbe tornare, a causa di immigrazione arcaica o di martellante aizzamento mediatico alla perfezione o alla purezza.

  • Antonio

    Non ignoro il problema delle figlie femmine in Cina, e neanche i problemi delle donne nei paesi islamici. Ho ancora fresche nella mente le immagini impressionanti dell’assassinio di Mina, uccisa per strada da un cecchino, o della lapidazione di una donna, in Pakistan, accusata di adulterio (il video gira “allegramente” su Youtube). Ma ho bene in mente anche il video dei 24 bambini (pardon: bambini maschi e bambine femmine) uccisi in Siria dalle squadracce della morte. Alcuni di essi sono stati ripresi con il cranio fracassato dalle pallottole. Per questo motivo non è accettabile che un blog possa escludere, anche nominalmente, i bambini di sesso maschile dal suo titolo. La signora Betti è senz’altro una Signora, Tommaso – spiace dirlo – è solo un polemico maleducato (attendo ancora sue denunce…). Al signor Enrico auguro solo di poter fare un bagno, come io ho appena fatto circa tre ore fa, al tramonto (è stato bellissimo). Mi auguro che la Signora Betti continui ad occuparsi di questi problemi. Stimolano la discussione e permettono di esprimere le opinioni, anche quelle più scomode (vero, Tommaso ?).

  • bozo4

    Cara Luisa Betti ,

    i diritti delle donne e degli omosessuali sono uno dei principali fattori di forza e di progresso di una nazione. Nei suoi ultimi due articoli su USA e Pakistan lei mostra potente impulso ad abbandonare il torpore, fatto di logorrea e femminismo di cartapesta, nel quale i media, delle elite della €x-sinistra compresi, ci suggeriscono di restare. Io non so se la aggressività da lei mostrata coi suoi ultimi due articoli le ha fatto scrivere cose criticabili; ma indipendentem. da questo è una aggressività doppiamente bella perché la freddezza e la apatia che su temi così tragici regnano negli ambienti di €x-sinistra mi creano disperazione.

    Quando persone sensibili passano all’ azione, in genere all’ inizio compiono l’ errore di sparare sul mucchio: così io classificherei il fatto che lei cita la per alcuni versi avanzata società USA la quale, mi corregga se sbaglio, esercita terrorismo domestico su donne ad un tasso 100 o 1000 volte inferiore a quello di paesi arretrati come Egitto o Pakistan.

    Ci sono indizi che la propaganda mediatica pro immigrazione da lontani bacini di sviluppo arcaico di società umana arreca alla dignità delle donne e delle persone omosessuali nelle società bersaglio danni *gravi*; e, poiché in fasi di crescita economica persone arcaiche si riproducono più velocemente di quelle progredite, aumentando il peso demografico degli strati sociali meno istruiti la crescita da migrazioni di massa è un fattore di degrado del progresso sociale a livello planetario, di molte delle vittime femminili del quale lei ha purtroppo avuto occasione di portarci notizia.

    Poiché credo che la sua indignazione sia sincera, penso che lei ora si trova davanti ad un calice amaro: se vorrà che la sua azione abbia risultati significativi, dovrà rompere il quieto vivere con le centrali in passato rassicuranti oggi centrate sullo spietato sistema di potere del PD, il che probabilm. le costerà perdere amici/amiche e, ancora peggio, anche dolorosi conflitti interiori: anche se non ci piace, perché i diritti delle donne in Italia non vengano colpiti dal peggiore olocausto che essi avranno conosciuto, è necessario dire basta alla attuale politica di immigrazione indiscriminata a fini di schiavismo nel nostro paese sostenuta principalm. dal PD.

    Questo a mio parere il terreno sul quale, nel campo oggetto della sua azione giornalistica, il rapporto risultati/fatica impiegata è di gran lunga il più alto; molto più alto di quello che la aspetta se lei continua a limitare la portata della sua azione principalmente ad indigeni italici. Non mi aspetto che lei operi cambiamenti di rotta spettacolari nel futuro vicino: a meno di cambiamenti rivoluzionari dello Zeitgeist, le persone tendono a maturare cambiamenti di questa portata solo alle soglie della vecchiaia.

    Concludo con una testimonianza su quel che società nella miseria arcaica pensano della dignità della donna : video.corriere.it/egitto-clinton-contestata-grido-monica-monica/e7fb6af2-cf57-11e1-8c66-2d335d06386b

    PS se è stata minacciata mi dispiace; se la può consolare le comunico che uomini minacciano anche uomini, tra cui me, in posti di lavoro. Consideri la opzione di rivolgersi allo Stato italiano: non è ancora allo stato arcaico al quale i Lord della Accoglienza schiavista probabilm. lo porteranno.

  • Giamta

    Purtroppo l’umanita’ e’ messa cosi’ :
    Fino a quando gli esseri umani non riusciranno ad eliminare i loro istinti animali, non vi sara’ posto dove rifugiarsi su questo pianeta ……

  • lucia

    Ma dove andremo a finire con tutta questa violenza sui bambini.

    anche qui in Italia senza andare sino in Pakistan ci sono persone per lo più femmine che commettono infanticidi.

    la società è sempre più malata.