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Islamismo

Senza burqa piena cittadinanza

Sono contro il burqa (quello afghano) e il niqab (che lascia una sola fessura all’altezza degli occhi) non per una questione di sicurezza (per noi come dice la Lega o per loro come sostengono i fondamentalisti islamici) ma per la dignità della donna. Non si tratta di una prescrizione religiosa, lo ha ribadito proprio due giorni fa dal Cairo, l’imam al Tantawi dell’univeristà islamica di al Azhar, la massima autorità sunnita. Non servono nuove leggi per il divieto, servono azioni positive per permettere a queste donne, chiuse dentro un velo anche quando escono di casa, di poter acquisire tutti i diritti e doveri delle cittadine italiane. Innanzitutto devono poter imparare la nostra lingua per intessere relazioni e non sentirsi isolate o, peggi, in un ambiente ostile. Su questi elementi fanno leva i maschi delle loro comunità per tenerle segregate sessualmente anche con l’imposizione del velo integrale. Dobbiamo convincere queste donne che non sarà il velo a proteggerle ma la loro libertà, i loro diritti, compreso quello della cittadinanza, senza dover sempre dipendere da quella del marito. Diritti che noi italiane/i dobbiamo sostenere.