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losangelista

Secessioni Californiane

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La scorsa settimana il segretario di stato della California ha certificato in via preliminare la proposta di spaccare lo stato pi¡u popoloso dell’Unione in sei stati indipendenti. I fautori dell’inziativa hanno ora tempo fino al 14 luglio per raccogliere le 800000 firme  necessarie  per presentare il referendum a novembre. L’idea è di Tim Draper, un miliardario venture capitalist di Silicon Valley e non a caso designa una delle nuove “Californie” come lo stato di Silicon Valley (Da San Francisco a Big Sur). Gli altri 5 stati in cui verrebbe scomposto l’attuale Golden State sarebbero: California del Sud (San Diego e deserto del Mojave), West California (Los Angeles, Santa Barbara e limitrofe), California Centrale (Central Valley e Sierra Nevada), North California (Sacramento, Sonoma  e Napa Valley) e Jefferson  (le vaste foreste di redwood fino all confine con l’Oregon). Il progetto e’ in parte espressione del movimento  “biodeterminista” che si oppone alle demarcazioni amministrative risalenti alla conquista territorial e al posto degli arbitrari  confini rettilinei degli stati promuove divisioni che tengano conto di omogenee realtà culturali, politiche e territoriali come criteri più logici. Gli “ecoregionalisti” sostengono che  la nuova divisione della California porrebbe fine alla “coabitazione politica innaturale” di segmenti eterogenei come i progressisti ecologisti della Bay Area, gli agroindustriali della Central Valley e le popolazioni “etniche” della megalopoli losangelese. Le idee di Draper si innestano da un lato sull’iperliberismo dell’oligarchia tech di cui fa parte e fanno leva sulle tendenzae iperlocaliste che covano in permanenza sotto la susperfice, particolarmente in zone rurali disagiate o culturalmente conservatrici (si, anche la provincia di Varese, ma in questo caso ci riferiamo al grande nord californiano, scarsamente popolato ed economicamente depresso – che da tempo rumoreggia la secessione). Al di la del colore di una iniziativa che in realtà ha ben poche probabilità di prevalere è una misura delle pulsioni “secessioniste” strettamente legate all’antistatalismo ed al sospetto del diverso tanto in voga ai tempi di Tea Party e co. in America e non solo.

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