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Islamismo

Se il kamikaze è donna

Una donna la kamikaze, donne e bambini la maggior parte delle vittime, 40 morti e 60 feriti. È successo venerdì scorso (13 febbraio) a Iskandariya, a sud di Baghdad, sulla strada per Kerbala, dove lunedì (16 febbraio)  si conclude il pellegrinaggio degli sciiti alla moschea dell’imam Hussein. Sono sempre più spesso donne le kamikaze in Iraq, sotto l’abaya possono più facilmente nascondere l’esplosivo e superare i posti di blocco (se non ci sono donne non possono essere perquisite). Così non è stato venerdì scorso, dopo altri attentati contro gli sciiti, i controlli erano più massicci. L’unica possibilità per la kamikaze era quella di raggiungere le tende riservate alle donne per una sosta di riposo sulla via del pellegrinaggio. E dentro una di queste tende si è fatta esplodere! Se ancora ci fosse qualche dubbio sul fatto che i kamikaze sono al servizio di al Qaeda per destabilizzare un paese, persino l’Iraq, gli ultimi attentati lo confermano. Peraltro gli obiettivi colpiti da al Qaeda non sono mai stati gli occupanti, ma i loro collaboratori e, soprattutto, gli infedeli e per i terroristi sunniti anche gli sciiti lo sono.
Ma in questo caso quello che più mi colpisce è che una donna si possa prestare a una simile azione, contro altre donne. Forse lei non avrebbe nemmeno voluto: abbiamo letto storie di donne kamikaze reclutate e spinte, con subdole colpevolizzazioni o facendo leva sulla loro disperazione, al suicidio. Alla fine sono sempre i maschi a decidere chi si deve sacrificare (anche in Cecenia dove tutti i kamikaze sono donne!). Nessuno si dovrebbe «sacrificare» per una giusta causa, per una causa si può lottare, persino combattere (anche se sono una convinta sostenitrice della non violenza), ma non morire. Sono contro la logica di morte che porta i kamikaze a farsi esplodere e anche contro il fine ultimo, trascendentale, della loro azione.

giuliana

  • Francesca

    Penso che sarebbe interessante addentrarsi in proposito e capire per quale reale motivo una donna si presta a questi attentati. Inoltre mi chiedo se questa domanda sia mai stata posta a donne brigatiste (BR). Mi piacerebbe saperne di più. Grazie.

  • marina

    grazie Giuliana le tue testimonianze sono sempre preziose e utili.Desidero invitarti all’Aquila al centro antiviolenza in occasione della staffetta che avverrà in aprile

  • alessandra

    ma il punto è analizzare e capire, o cercare di capire, parte delle ragioni che portano le persone ad uccidersi e uccidere, o semplicemente esprimere un’opinione personale in merito? credo possiamo tutti dirci contro, ma che ci frega, c’è bisogno di approfondire, poiché le motivazioni sono molto più complesse e non possono ridursi al dominio maschile. continuate a dare quest’immagine delle donne musulmane come tutte uguali e tutte sottomesse. vorrei leggere qualcosa di più interessante

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    se hai voglia di leggere anche le lotte delle donne per la conquista dei loro diritti nei paesi musulmani ti consiglio il mio libro Il prezzo del velo ed Feltrinelli
    giuliana

  • Francesca

    Ciao a tutte! Ho appena finito di leggere il commento di Alessandra, e sarebbe senz’altro giusto capire perchè si arriva ad uccidere. Aggiungerei comunque che “quest’immagine” è purtroppo una condizione reale, per cui sarei molto contenta se vivendo una vita di prevaricazione ed ingiusta, una giornalista si prendesse la briga di parlare della situazione negativa in cui vivo. Purtroppo non c’è nessuno stereotipo, e ritengo importante parlarne come in questo momento tra di noi. Ciao, Francesca.