closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

Se Bob Dylan è quotato al museo…

Non è il primo né sarà l’ultimo. Le grandi star della musica da sempre hanno avuto una liaison particolare con l’arte. Così Patti Smith (fotografa e anche acquerellista), così David Byrne. E adesso c’è anche Bob Dylan che fra una ballata e l’altra si è dedicato alla pittura old style. La mostra delle sue opere «On the road» è uno degli appuntamenti più attesi di «Traffic», il festival in programma dal 12 al 17 luglio a Torino. Grazie alla partnership di questa rassegna con la galleria londinese Halcyon, sarà esposta, in prima nazionale ,all’Accademia Albertina delle Belle Arti una selezione di lavori fra i circa 300 realizzati dal cantautore americano per «The Drawn Blank Series». Acquarelli e gouaches dipinti dal musicista nel 2007 rielaborando schizzi e appunti di viaggio accumulati fra il 1989 e il 1992 come in un diario di bordo, durante il leggendario «Never Ending Tour». Sembra che Dylan si sia avvicinato all’arte dopo un incidente motociclistico nel 1966 che lo tenne lontano dal palco per un lungo periodo.
Negli anni Settanta avrebbe stretto una profonda amicizia con il docente e artista Norman Raeben. A Woodstock, aveva un vicino di casa pittore, Bruce Dorfman a cui il musicista chiese di insegnargli a usare i colori della tavolozza e i segreti della tecnica a olio, partendo da un Vermeer («è un esempio perfetto!»). Fu poi il tempo di Monet e di Chagall fino – dopo molti fallimenti – al raggiungimento di uno stile proprio, che partiva dalla vita vera, come ha sempre amato dire Dyla stesso. «I grandi quadri dovrebbe essere esposti nei luoghi frequentati comunemente dalle persone – ha affermato più volte – Le persone si sentirebbero meglio se potessero ammirare ogni giorno un quadro di Picasso nel luogo dove mangiano….»