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Quinto Stato

#Cattivemaestre: il nuovo concorso esclude 140 mila precari della scuola

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A cosa serve il concorso 2016 per la scuola. La denuncia delle Cattive Maestre in un video che svela le contraddizioni della “Buona Scuola”

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Il ritmo è incalzante. Questo è un modo nuovo di raccontare, e agire, la scuola. Di solito confinata allo specialismo imperscrutabile delle norme e della burocrazia, il nuovo video delle Cattive Maestre – un gruppo di insegnanti precarie nato durante la protesta contro la “Buona Scuola” di Renzi – punta sull’innovazione linguistica per descrivere il nuovo concorso per assumere 63.712 docenti abilitati. E le prospettive dei circa 140 mila precari esclusi, iscritti nella cosiddetta terza fascia. Resteranno precari a vita, sebbene abbiano in molti casi esperienze di insegnamento annuali. O dovranno abilitarsi e aspettare il prossimo concorso.

“Chi non ha un’abilitazione – sostengono le Cattive Maestre- viene escluso a priori, senza che gli sia data una prospettiva chiara per il futuro. Eppure ogni anno migliaia di docenti non abilitati coprono cattedre vacanti, svolgono le stesse mansioni di chi è di ruolo, servono alla scuola e si costruiscono nel tempo una professionalità lavorando in classe”. “Hanno la responsabilità di valutare, di promuovere o bocciare e che ogni giorno si spendono per fare della scuola pubblica un luogo vivo, di formazione e cultura, di relazioni e progetti”.

“I docenti abilitati, gli unici che potranno partecipare, sono già stati selezionati e valutati dal Miur su contenuti identici a quelli previsti dal concorso e hanno alle spalle tanta esperienza di insegnamento”.

“I criteri di valutazione di titoli e servizio previsti dalle tabelle non restituiscono affatto l’importanza della formazione sul campo – afferma un’altra “Cattiva maestra” – i programmi da studiare, farraginosi e ambigui, rispecchiano l’incertezza e la superficialità di chi li ha preparati.

L’alternativa proposta dalle Cattive Maestre è quella rimossa dalla strategia di un governo che ha diviso in due parti – non comunicanti – i precari della scuola: i 102 mila assunti fino ad oggi – la metà dei quali andranno a fare i “tabbapuchi” a disposizione dei “presidi-manager.

Oggi ci sono gli altri 63 mila, esclusi dalle assunzioni ma obbligati a rifare un concorso, pur avendo i titoli per insegnare da subito. Fuori da questo perimetro ci sono i 140 mila, molti dei quali hanno svolto un’attività di insegnamento per più di 36 mesi negli ultimi cinque anni e, secondo la sentenza della corte di giustizia europea, avrebbero diritto ad essere stabilizzati.

“Il concorso a cattedra è una farsa – spiega una “cattiva maestra” – Io sono una perché non cado nel tranello della guerra tra poveri: siamo tutti indispensabili alla scuola. Questo concorso alimenta il conflitto tra categorie di precari della scuola, già creato da continui cambiamenti nei sistemi di reclutamento”.

*** La protesta: Le #Cattivemaestre contro la “Buona Scuola” di Renzi

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