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losangelista

Schwarzenegger: Partial Recall

Durante la sua quasi decennale carriera politica Arnold Schwarzenegger  chiudeva immancabilmente ogni conferenza stampa, intervista e relazione in parlamento con le immortali parole  del Terminator: “I’ll Be Back.” La battuta era assolutamente irresistibile per l’ex Mr Olimpia e Mr Muscolo hollywoodiano reinventatosi “governator” della California e sintomatica della banalita’ (post) ideologica che caratterizzava il suo populismo da talk-show. Schwarzi e’ stato e rimane ad oggi il personaggio piu’ berlusconiano a calcare le scene   politiche americane, dalla sua “scesa in campo” volontaria per il bene dello stato, un atto di benevolenza predicato sul successo e la ricchezza personale come garanzia di incorruttibilita’ super partes, alla sua innata propensione per prendere complessi problemi e riformularli in battute demagogiche, meglio se ispirate da qualche famoso dialogo tratto da uno dei suoi blockbuster. Date le premesse non soprpende il titolo scelto per la sua autobiografia: Total Recall, anche il titolo del film di Paul Verhoeven da lui interpretato nel 1990 (Atto di Forza), adattato dal racconto  Ricordiamo per Voi di Philp K Dick.  Come e’ nel suo stile il governatore culturista ripropone nelle 650 pagine del tomo la sua brevettata narrazione di immigrante alla ricerca del american dream , imprenditore self-made e, modestamente, moderno uomo rinascimanetale e Re Mida di sport, spettacolo e politica. Come per Berlusconi i pamphlet autopromozionali sono la specialita’ dell’ex governatore ed e’ una vocazione che caratterizza anche queste memorie che quanto a ricordi stando alle prime interviste e recensioni sono assai selettivi. Schwarzi ha concluso la carriera politica in modo fallimentare lasciando lo stato che aveva promesso di salvare dalle “femminucce” in parlamento in brandelli e sull’orlo della bancarotta. Dettagli che non gli hanno impedito di continuare vantare i suoi immaginari successi secondo la filosofia per cui un attacco e’ sempre la migliore difesa, strategia applicabile evidentemente anche al suo piu’ clamoroso e personale fallimento di immagine, lo scandalo seguito alla rivelzione del suo figlio illegittimo con la domestica di casa che gli e’ costato il divorzio da Maria Shriver cui il libro da ampio spazio in tono di contrizione (ma sono ocse che capitano). Invece di dissuarderlo pare che la faccenda abbia stimolato il forzuto a procedere col libro come ha intimato nell’intervista a Laurence Leamer: “per anni volevano convincermi a scrivere il libro ma mi davano solo $5 milioni. Io dicevo: ‘Volete scherzare, per un film me ne danno 20 e scrivere e’ una faticaccia’. ‘Oggi pero’ sono cambiato non faccio piu’ le cose per soldi. Eppoi me ne hanno dati una montagna in piu’’. Ah l’impagabile saggezza dei vincenti. Schwarzi insomma ha calcolato che ora che c’era del torbido era il momento piu’ propizio per vendere memoirs – non esiste cattiva pubblicita’, come recita una famosa massima di Hollywood e lui in fondo da governatore si era portato a Sacramento la fidata ufficio stampa della Warner Bros. L’autobiografia e’ l’ultimo patetico atto di un personaggio che ha contribuito a fare  del narcisisimo la principale forza motrice politica del nostro tempo.

  • Mirko

    Buon giorno, il mio commento non vuole assolutamente creare polemica ma soltanto una mia considerazione.
    Quando si scrive un articolo su un giornale anche se online non bisognerebbe cercare di mantenere una certa visuale imparziale anche difronte all’evidenza di quello che si espone?
    Sicuramente si è capito che a lei Swarzi non piace.
    Che abbia fatto disastri in politica,tradito la moglie e il suo straordinario narcisismo credo fossimo tutti a conoscenza, quindi vorrei capire per quale motivo ha voluto calcare così tanto il suo punto di vista?