closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Sarkozy vuole il “simbolo” Albert Camus al Panthéon

images

E’ l’ultima idea di Nicolas Sarkozy, che, appena enunciata (a Bruxelles, ieri sera, ai margini del consiglio europeo), ha subito sollevato perplessità e polemiche. Sarkozy vuole lasciare il segno portando le ceneri di Albert Camus al Panthéon. E, come al solito, ha fretta: il 4 gennaio cade il cinquantesimo anniversario della morte, avvenuta in un incidente d’auto, vicino a Fontainebleau (guidava Michel Gallimard), quando lo scrittore aveva 47 anni. Niente è ancora certo, è stato costretto a precisare Sarkozy , che deve ancora ottenere l’assenso della famiglia (probabilmente più facile da parte della figlia Catherine Camus, più difficile da parte del figlio). Ma Sarkozy proclama che Camus al Panthéon è “una scelta particolarmente pertinente”, un “simbolo straordinario”. I presidenti francesi amano accompagnare personalità al Panthéon. François Mitterrand lo aveva fatto sei volte, Jacques Chircac aveva pantheonizzato André Malraux nel ’96 e Alexandre Dumas nel 2002.  

Perché Sarkozy ha scelto l’autore dello Straniero? Ci doveva pensare da tempo, visto che due anni fa in occasone di un viaggio in Algeria si era recato sulla spiaggia di Tipaza, teatro dell’avvenimento centrale del romanzo. Più prosaicamente, c’è chi maligna che la scelta è caduta su Camus perché adesso cade un anniversario importante. Si tratta anche di una scelta strategica: Camus, premio Nobel della letteratura (’57), resistente, mai compromesso con i totalitarismi, simboleggia l’unione tra le due sponde del Mediterraneo. Simbolo che fa comodo a Sarkozy, in un momento di svolta repressiva della politica dell’immigrazione.

Molti specialisti di Camus sono contrari. Ha fatto conoscere la sua opposizione Olivier Todd, autore di una biografia dello scrittore. Jean-Yves Guérin, curatore del Dictionnaire Albert Camus, precisa: il recupero di Camus da parte di Sarkozy è idiota e scandaloso. La politica di Sarkozy è anti-camusiana al massimo, dallo scudo fiscale agli amici invitati al Fouquet’s, passando per la frequentazione di tutti i tiranni della terra. Camus, che ha solo una volta fatto riferimento al suo voto per Mendès-France, non amava frequentare gli uomini politici, che considerava senza ideali né grandezza. Combat non ha mai ospitato loro tribune e Camus ha rifiutato di pranzare all’Eliseo con De Gaulle. Pensate che ci sarebbe andato per incontrare Nicolas Sarkozy?”.

  • http://nog8france.blogspot.com/ no g8 france

    Perché abbiamo occupato l’Istituto Culturale Italiano di Parigi. Solidarietà ai condannati del G8 di Genova.

    Oggi, venerdì 20 novembre 2009, a Parigi, dopo una manifestazione a Place de la Republique, dove un incredibile dispositivo poliziesco era impiegato per un centinaio di persone (i poliziotti hanno letteralmente invaso la piazza, lasciando lunghe file di camionette parcheggiate all’inizio di ciascuna arteria…), abbiamo occupato l’istituto culturale italiano di Parigi. Siamo intervenuti in occasione della proiezione di un film di Pontecorvo (Ritorno ad Algeri) ed abbiamo invaso la grande sala dell’edificio per parecchie ore.
    Su questa base d’azione collettiva di lotta abbiamo voluto lanciare una campagna d’informazione contro la sentenza pronunciata il 9 ottobre in appello contro dieci accusati del G8 di Genova del 2001: delle pene esorbitanti che oltrepassano ogni limite in materia di repressione della contestazione sociale. Da 8 a 10 anni di prigione per qualche vetrina rotta e per della violenza di strada.
    Noi, di fronte a questa iniqua condanna, vogliamo inviare un segnale ai/alle nostri/e compagni/e italiani/e attraverso la nostra presenza in questo luogo simbolico, che, per di più, si trova ad essere direttamente parte del territorio italiano. Possiamo vedere come questa condanna, oltre ad essere assai stravagante, s’introduca in un contesto di decisioni giudiziarie e di azioni poliziesche ultrarepressive e violente in tutta Europa. Se in passato il programma dello Stato liberale fu per molto tempo ipocritamente « Tutto ciò che non è illegale è permesso», oggi è « Tutto ciò che non è espressamente autorizzato è illegale ». Le forme di conflitto, le molteplici rivolte di cui il contro-vertice di Genova è stato un momento importante devono essere soffocate con forza.

    RESISTIAMO ALLA REPRESSIONE !

    Assemblea generale domenica 22 novembre alle 17 al CICP
    21ter Rue Voltaire, M° Rue des Boulets, Paris

    http://nog8france.blogspot.com

  • http://no bruno audisio

    La Francia deve molto ad Albert Camus.
    L’idea di Sarkozy è quella di uno che non solo non conosce
    le idee di Camus ma che non conosce neppure la storia.
    Dovrebbe essere lui ad andare alla tomba di Lourmarin dove
    lo scrittore riposa al sole della Provenza con accanto la moglie
    Francine e non Camus ad andare in quel lugubre luogo di stato che è il Panthèon.
    Bruno Audisio