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FranciaEuropa

Sarkozy vuole il “simbolo” Albert Camus al Panthéon

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E’ l’ultima idea di Nicolas Sarkozy, che, appena enunciata (a Bruxelles, ieri sera, ai margini del consiglio europeo), ha subito sollevato perplessità e polemiche. Sarkozy vuole lasciare il segno portando le ceneri di Albert Camus al Panthéon. E, come al solito, ha fretta: il 4 gennaio cade il cinquantesimo anniversario della morte, avvenuta in un incidente d’auto, vicino a Fontainebleau (guidava Michel Gallimard), quando lo scrittore aveva 47 anni. Niente è ancora certo, è stato costretto a precisare Sarkozy , che deve ancora ottenere l’assenso della famiglia (probabilmente più facile da parte della figlia Catherine Camus, più difficile da parte del figlio). Ma Sarkozy proclama che Camus al Panthéon è “una scelta particolarmente pertinente”, un “simbolo straordinario”. I presidenti francesi amano accompagnare personalità al Panthéon. François Mitterrand lo aveva fatto sei volte, Jacques Chircac aveva pantheonizzato André Malraux nel ’96 e Alexandre Dumas nel 2002.  

Perché Sarkozy ha scelto l’autore dello Straniero? Ci doveva pensare da tempo, visto che due anni fa in occasone di un viaggio in Algeria si era recato sulla spiaggia di Tipaza, teatro dell’avvenimento centrale del romanzo. Più prosaicamente, c’è chi maligna che la scelta è caduta su Camus perché adesso cade un anniversario importante. Si tratta anche di una scelta strategica: Camus, premio Nobel della letteratura (’57), resistente, mai compromesso con i totalitarismi, simboleggia l’unione tra le due sponde del Mediterraneo. Simbolo che fa comodo a Sarkozy, in un momento di svolta repressiva della politica dell’immigrazione.

Molti specialisti di Camus sono contrari. Ha fatto conoscere la sua opposizione Olivier Todd, autore di una biografia dello scrittore. Jean-Yves Guérin, curatore del Dictionnaire Albert Camus, precisa: il recupero di Camus da parte di Sarkozy è idiota e scandaloso. La politica di Sarkozy è anti-camusiana al massimo, dallo scudo fiscale agli amici invitati al Fouquet’s, passando per la frequentazione di tutti i tiranni della terra. Camus, che ha solo una volta fatto riferimento al suo voto per Mendès-France, non amava frequentare gli uomini politici, che considerava senza ideali né grandezza. Combat non ha mai ospitato loro tribune e Camus ha rifiutato di pranzare all’Eliseo con De Gaulle. Pensate che ci sarebbe andato per incontrare Nicolas Sarkozy?”.