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FranciaEuropa

Sarkozy torna poliziotto

I sondaggi vanno male, le elezioni (regionali) sono state perse e allora Sarkozy torna su un terreno privilegiato: quello della sicurezza. Rimesse per un giorno le vesti di ministro degli interni, il presidente, in occasione della nomina di un superprefetto nel dipartimento della Seine-Saint-Denis, uno dei più emblematici dei problemi della banlieue parigina – dove ha nominato un ex capo del Raid, Christian Lambert, sconfessando l’operato dell’attuale  ministro degli interni, il suo “amico di trent’anni” Brice Hortefeux – ha sfoderato una serie di misure repressive. L’opposizione e i sindaci dei comuni di periferia hanno reagito con profondo scetticismo e molte critiche alla nuova raffica di imposizioni. Sarkozy ha promesso che “la Repubblica non indietreggerà di un millimetro”. In queste ultime settimane, alcuni  autobus sono stati bruciati a Tremblay, nella periferia della capitale, dopo dei blitz contro dei narcotrafficanti. La delinquenza soffia sul fuoco del disagio delle banlieues e Sarkozy impugna il bazooka. Ha promesso che le linee di autobus saranno “securizzate”, con scorta di polizia in caso di bisogno. Ha affermato, come già aveva fatto quqndo era ministro degli interni, che d’ora in poi la polizia potrà intervenire “senza restrizioni” in tutti gli androni dei condomini dove ci sono problemi. Ma, soprattutto – ed è questa la misura che sta sollevando maggiori polemiche – ha deciso che verranno sistematicamente soppressi gli assegni famigliari a tutte le famiglie di ragazzi che accumulano assenze ingiustificate a scuola. Più di tre in un mese e la famiglia non riceverà più niente. Le organizzazioni di genitorti e i sindacti degli insegnanti sono più che perplessi.   Nessuno nega che la sicurezza debba essere garantita a tutti i cittadini, ma tutti constatano che il governo non fa nulla per arrivare alla radice dei problemi. Al contrario, Sarkozy mostra l’impotenza dello stato, che sta attraversando in questo periodo un periodo di debolezza, minacciando una repressione generalizzata, che finirà per colpire le famiglie più povere e aggravare i problemi.