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FranciaEuropa

Sarkozy ha paura dei sindaci (e scappa in Arabia saudita)

Nicolas Sarkozy non ha avuto il coraggio, oggi pomerigggio, di presentarsi di fronte all’Associazione dei sindaci di Francia. Ha preferito un viaggio semi-privato in Arabia Saudita, anche se non c’è in vista nessun contratto succolento da firmare. Il primo ministro, François Fillon, che ha sostituito il presidente, è stato accolto da fischi e urla. Una contestazione inabituale in questa venerabile assemblea, che ha unito pero’ sindaci di sinistra e sindaci di destra. I 36mila primi cittadini di Francia contestano in blocco tutte le riforme che Sarkozy vuole imporre agli enti locali. Accusano il presidente di voler uccidere la decentralizzazione, di imporre un passo indietro di trent’anni tornando al giacobinismo. I sindaci contestano le tre riforme decise da Sarkozy. Il presidente, in nome della promessa elettorale di imporre  “meno tasse”, vuole abolire la tassa professionale, pagata agli enti locali dalle imprese sul loro fatturato. I sindaci si ribellano, perché non sanno cosa sostituirà l’attuale fiscalità locale. Con la decentralizzazione, nel corso degli anni, molte competenze sono state trasferite dallo stato agli enti locali. Senza soldi, come faranno? Il ministro del bilancio, Eric Woerth, ha cercato di rassicurare, affermando che sarà lo stato a provvedere. Ma nessuno lo crede. Sono tra i 6 e gli 8 miliardi di euro che verranno a mancare agli enti locali. Come verrano pagati i trasporti locali, gli assegni del reddito minimo e tante altre spese che dipendono da comuni, dipartimenti e regioni? E’ contestata anche la riforma territoriale: dal 2014, Sarkozy vuole fondere i Consigli generali (dipartimenti) con i Consigli regionali: dei 6mila consiglieri attuali ne resteranno solo più 3mila. E’ evidente che la riforma non piace, perché taglia posti politici a livello locale, che spesso servono da trampolino per una carriera nazionale. Inquieta, infine, la riforma del modo di scrutinio: Sarkozy vuole abolire i due turni nelle elezioni locali, per sostiturli con un voto uninominale a un turno, corretto da una picola dose (20%) di proporzionale. Protestano le donne, che  già prevedono di venire penalizzate dallo scrutinio uninominale, protesta l’opposizione, che vede dietro la riforma una manovra di Sarkozy, che ha creato un partito acchiappatutto (l’Ump), che non ha alleati – e quindi manca di voti di riserva – per il secondo turno.

  • Federico

    Cara Anna Maria,
    sono uno studente italiano residente a Parigi, avrei bisogno di contattarti. Scusa se ho scritto un commento qui ma non riesco a trovare nel sito il tuo indirizzo mail…
    Grazie