closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Nuvoletta rossa

Sapore di male (fumetti al nero d’inchiostro)

Imprudente scrutare come auruspici le pagine dei fumetti usciti nelle ultime settimane alla ricerca di tendenze per il 2018: visto dalle fumetterie e delle edicole, l’anno appena iniziato oscilla fra tonalità crepuscolari e più marcatamente menagrame. Buonumore garantito dalla qualità, però.

Spacenoit

SpaceNoir – © Lavoratori & Cicarè

Da quando la tavolozza digitale del cinema ha strappato alle pagine stampate dei vari Raymond, Druillet, Moebius etc. tutto il senso del meraviglioso delle più imprevedibili visioni del futuro noir, per esempio, il presente della fantascienza a fumetti tende al cupo. È il caso di Alberto Lavoradori e Mauro Cicarè, autori dal curriculum robusto, variegato ed estremo. La loro ultima fatica targata Edizioni DI, SpaceNoir, proietta in un bel brossurato da 128 pagine a colori per 25 euro le intuizioni del visionario inventore austriaco Viktor Schauberger proiettandole in un futuro a metà fra il décor essenziale e rarefatto di Kubrick e Tarkovskij e l’indagine hard boiled. La metafora stantia dei “dischi volanti”, come presupposto di una space opera “facile” quanto densa, stratificata e non priva di gravitas. Come i The Beatles di Across the Universe, tutto suona contemporaneamente easy e difficilissimo, un esercizio di stile che compensa tutta la SF sciatta di tanta, troppa cronaca recente.

the-savage-sword-of-conan-collection_370

The Savage Sword of Conan Collection – © Marvel/Hachette

Dalla fantascienza al fantasy il passo è breve. La nuova Collection realizzata in tandem da Panini Comics con Hachette è la ristampa filologicamente corretta e in rigoroso Black & White de The Savage Sword of Conan, prima serie a fumetti mai realizzata sul cimmeriano partorito in piena era pulp da Robert E. Howard. Volumi corposi di oltre 100 pagine a partire dal prezzo di lancio di € 3,99, impreziositi da una robusta rilegatura rigida e un apparato redazionale all’altezza di questa edizione definitiva. Il meglio, però, sta nei testi e nei disegni davvero evergreen realizzati da mostri sacri del fumetto Marvel come lo sceneggiatore Roy Thomas e gli artisti Barry Windsor-Smith, Gil KaneJohn Buscema, finora maltrattatissimi e finalmente apparecchiati come si conviene. Se sarà vera gloria è da appurare, data la caratura della collana, che con le sue 60 uscite si porta via un bel metro lineare di spazio in libreria. Vuoi mettere però la goduria di rileggerti chicche come “La creatura del buio”, “Ombre di ferro sulla Luna” o “La maledizione della dea gatto” in ordine cronologico e nello splendore del formato originale?

Colville

Colville – © Steven Gilbert/Coconino Press-Fandango

Per una parentesi di assoluto malumore, invece, rivolgersi a Coconino Press, che con il nuovo direttore editoriale Francesco d’Erminio in arte Ratigher ha aggiunto al suo catalogo romanzi grafici in linea con le inquietudini della cronaca. Ne è un esempio Colville, agghiacciante noir non lineare firmato da Steven Gilbert e ambientato in una cittadina canadese in confronto a cui anche la Twin Peaks di Lynch passerebbe per un posticino ameno. A stupire, qui, non è certo il tratto naif dell’autore, dichiaratamente affine all’antigrazioso di Charles Burns o altri mostri sacri dell’Underground statunitense, ma l’intreccio vischioso, ipnotico e realmente atroce fra testo e composizione frutto dell’impegno ventennale di Gilbert, che cominciò l’impresa di raccontare la vicenda dei due amanti assassini Paul Bernardo e Karla Homolka nel 1997 con le prime 64 pagine per arrivare alle attuali 196. Pura pornografia dell’orrore, senza la minima concessione al piacere della lettura. € 17 di letteratura degenerata, da apprezzare non tanto per il racconto in sé, ma per l’abilità rettilinea di trascinare il lettore dentro una tenebra che non concede scampo.