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Bar Condicio

Salvini blinda il voto col trattore

Nessuna persona sana di mente potrebbe credere
ad una rivoluzione guidata da un trattore blindato. Roba che neanche nei
fumetti di Paperino. Eppure qualcosa di serio in questa storia c’è: il ritorno
della Lega sulla scena politica ed una fantastica opportunità di marketing
politico. In questa comica parodia di rivolta, infatti, a guadagnarci è esclusivamente la Lega,
che piazza il colpo e centra l’obiettivo. Il colpo non è del  cannoncino di quella specie di caricatura di
carro armato, ma quello politico-mediatico. E l’obiettivo è alzare i toni della
campagna elettorale per le europee. Agli occhi dell’opinione pubblica, l’accusa
di eversione e terrorismo (fenomeno storico-sociale ben più complesso e strutturato),
infatti, è troppo sproporzionata rispetto ai fatti. Questa distanza siderale tra
accusa così pesante e fatti tanto ridicoli ha l’unico effetto di rimettere
sotto i riflettori, addirittura in luce positiva, il movimento di Matteo
Salvini il quale ne ha approfittato ed ha subito sparato ad alzo zero contro lo
Stato. Lo ha fatto perché la sua gente la pensa come lui. Il tentativo di
rovesciare lo Stato con un trattore travestito da tank è da ridere (fossimo in
un paese serio sarebbero da ridere pure certe sparate leghiste). Persino nelle
repubbliche delle banane i golpe hanno connotati più seri. In ogni caso, dal
punto di vista della comunicazione politica, l’ondata di arresti per questa
banda di secessionisti da burletta è una vera manna: restituisce centralità
alla Lega innanzitutto; pone nell’agenda politica il tema ormai abusato della ‘questione
settentrionale’; identifica il Carroccio con il partito della rivolta di popolo
contro l’Europa e lo Stato oppressore; fa dimenticare che la Lega ha governato
con Berlusconi per otto negli ultimi dodici e ancora regge importanti regioni
del Nord; rivitalizza l’originaria identità del partito fondato da Umberto
Bossi, facendo cadere un velo sul recente passato di scandali. Ringalluzzisce i
leghisti, il cui spirito si era appannato da tempo. Matteo Salvini sentitamente
ringrazia. Ovviamente queste sono solo considerazioni sulla comunicazione politica e
nulla hanno a che vedere con i codici.