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Rovesci d'Arte

Salvate la Vergine e sant’Anna di Leonardo

Il capolavoro di Leonardo, “Sant’Anna, la Madonna e il Bambino” sarebbe a rischio di sparizione per troppa accuratezza di restauro. Il quadro giace infatti da un anno in un laboratorio top secret nei sottorranei del Louvre di Parigi e alcuni studiosi francesi hanno lanciato l’allarme dalle colonne del “Journal des Arts”: l’intervento di restauro – sostengono – è aggressivo e mette in pericolo il famoso sfumato leonardesco, tanto da cancellare il volto stesso delle due donne, madre e figlia. Per il Louvre, però, la cura a cui è sottoposto il dipinto è necessaria e sicura: i volti di Gesù bambino e di sant’Anna stavano progressivamente sbiadendo, così come alcuni dettagli dell’abito della Vergine e del paesaggio. «Abbiamo scelto un tipo di restauro prudente», ha risposto alle polemiche Vincent Pomarede, direttore del dipartimento delle pitture. Ma gli esperti accusano soprattutto i solventi utilizzati per rimuovere la vernice: secondo loro, possono alterare lo strato di pittura, danneggiando per sempre il meraviglioso sfumato che tanto fascino dona alle opere di Leonardo. Secondo recenti studi, dicono, esistono pigmenti che accrescono l’effetto del solvente. Tra questi, ci sarebbe anche la terra di Siena, molto usata dall’artista. Ma il Louvre ha respinto al mittente le preoccupazioni: «Non abbiamo operato alla cieca. Siamo già intervenuti sui volti – ha spiegato Pomarede – ma in modo molto meno spinto di quanto abbiamo fatto sul resto del dipinto». Proprio i dubbi sugli eventuali effetti dei solventi sulla pittura avevano bloccato nel 1994 un primo tentativo di restauro del delicatissimo dipinto, che si trova ancora sul pannello di legno originario. Un’opera fragile tanto quanto la Gioconda che, un giorno, dovrà essere a sua volta restaurata. “Sant’Anna, la Madonna e il Bambino” è stato l’oggetto di un celebre saggio psicoanalitico di Sigmund Freud che studiò la composizione in chiave biografica, ricavandone una lettura omosessuale per Leonardo e di figlio con due madri (quella naturale e l’adottiva). Anche il regista russo Ejzenstejn si interessò a quest’opera, colpito dalla sua struttura formale: il quadro divenne un pattern per dimostrare la sua teoria dell’estasi, dello stato di fuoriuscita da sé, lo stesso provocato dal cinema.

  • Ravecca Massimo

    Leonardo da Vinci seguendo Freud rappresentò qui un bambino con una doppia madre, mentre nella Vergine delle Rocce si può supporre una madre con un doppio bambino. Il tema del doppio, dello specchio era insito in Leonardo che leggeva e scriveva a rovescio senza problemi. Ma anche in Michelangelo, il tema del doppio, dello specchio è presente. Nella Cappella Sistina, nella Creazione dell’uomo, le mani del Padre toccano il futuro Figlio dell’uomo, e sono protese verso Adamo, in modo similare.
    Simili nella Caduta dell’uomo sono l’angelo e il serpente tentatore. L’angelo e il serpente sono speculari. Sembrano dei gemelli.
    Simili sono Aman crocifisso nella Volta della Cappella Sistina e il Gesù del Giudizio Universale sulla parete d’altare. Gesù morì sulla croce interpretando anche la parte di Aman in un carnevale ebraico? Cfr. Ebook (amazon) di Ravecca Massimo: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.