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Islamismo

Sakineh rischia l’impiccagione, salviamo Sakineh

Pensavamo che il regime iraniano fosse sensibile alle mobilitazioni per salvare Sakineh, la donna condannata a morte perché ritenuta implicata nella morte del marito e accusata di adulterio. A New York il presidente iraniano Ahmadinejad aveva detto che non era stata condannata. Non ancora almeno. Speravamo che l’ipocrisia del regime lasciasse spazio a qualche speranza. Non è così, continuiamo la mobilitazione per Sakineh e per tutte le donne e gli uomini iraniani che sono in carcere solo perché non sono disposti a subire le imposizioni di un regime teocratico e per questo sono torturati e condannati, anche a morte.