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Islamismo

Sakineh rischia l’impiccagione, salviamo Sakineh

Pensavamo che il regime iraniano fosse sensibile alle mobilitazioni per salvare Sakineh, la donna condannata a morte perché ritenuta implicata nella morte del marito e accusata di adulterio. A New York il presidente iraniano Ahmadinejad aveva detto che non era stata condannata. Non ancora almeno. Speravamo che l’ipocrisia del regime lasciasse spazio a qualche speranza. Non è così, continuiamo la mobilitazione per Sakineh e per tutte le donne e gli uomini iraniani che sono in carcere solo perché non sono disposti a subire le imposizioni di un regime teocratico e per questo sono torturati e condannati, anche a morte.

  • http://Www.contromano.org Filippo

    Sakineh non è una prigioneria politica ma è stata giudicata colpevole di omicidio, per il quale la pena in ira n è orribile, come in molti altri paesi. Smettiamolancon questa pantomima. Siamo vittime di una manipolazione, come prima per il burqa. Dalla sig.ra sgrana mi sarei aspettato maggiore lucidità. Siamo tutti contro lampena di morte. Ma non facciamoci ingannare dalla propaganda. Il discorso del presidente iraniano all ONU è stato fantastico. Ci fosse una briciola di politico italiano, a destra e sinistra capace di dire o pensare almeno parte di ciò che ha detto lui. Andatevelo a leggere prima di rispondere. No alla pena di morte sempre. Negli USA, in Cina, e in Iran. Ma non facciamoci prendere in giro.

  • Sandra Del Fabro

    continuiamo la mobilitazione per Sakineh, per un iter giudiziario rispettoso dei diritti della persona , maschio o femmina che sia

  • marco cerioni

    La condanna a morte è da abolire in tutto il mondo. Non riguarda soltanto l’Iran, ma, per esempio, anche gli Stati Uniti, ritenuti la migliore democrazia del mondo. Spero che venga salvata, ma per quanto riguarda il sospetto che abbia collaborato alla uccisione del marito, beh, lì ci vogliono comunque delle indagini e una verità alla fine.

  • giuliana

    se si è contro la pena di morte questo deve valere per tutti, anche per i colpevoli di reati gravi
    giuliana

  • Ahmed

    Il 28 Settembre una corta Iraniana ha condannato a 19 anni e mezzo di prigione e 45.000 USD di multa il principale blogger Iraniano, Hossein Derakhshan (“Hoder” nella blogosphere).
    Non vorrei che uno strabismo femminista facesse attenzione solo ad una condannata a morte di genere femminile (condannata per l’omicidio del marito), e trascurasse le vere ragioni dell’infamia legislativa Iraniana, con il potere giudiziario totalmente asservito a quello politico/religioso ed una censura asfissiante.
    Hossein e’ una voce libera e controcorrente ed e’ stato messo a tacere attraverso un processo che Reporters Without Borders, ha definito completamente fabbricato.
    La sentenza parla di “insulti al pensiero islamico ed a figure religiose, gestione di un website osceno e cooperazione con stati nemici”. 19 anni!
    Mi riferisco anche al titolo di un suo precedente articolo: “Non solo Sakineh, ma anche Nasrin e le altre”.
    E “gli altri” sig.ra Sgrena?
    Le donne che vivono sotto la Sharia possono essere solo il punto di partenza dell’analisi di una delle infamie dell’ideologia islamica, ma se se non si va a fondo e si struttura l’analisi sul perche’ queste cose accadono, non capiremo mai l’ideologia islamica e non potremo lottare al fianco di tutte le voci libere, di ogni genere.

  • monica

    Certo, contro la pena di morte sempre e ovunque. Non capisco però cosa c’entri qui la sparata lirica (già) sulle “imposizioni di un regime teocratico”. La pena di morte per omicidio è prevista e praticata, purtroppo, da regimi di tutti i tipi: teocratici come quello iraniano, comunisti come quello cinese, democratici come quello statunitense. Questa è un’altra battaglia, più ampia e lunga, certo nobilissima. Se si vuol fare qualcosa per Sakineh, qui e ora, sarà meglio metter via provvisoriamente la retorica da pasionarie per tutte le stagioni e – sì sì, proprio – promuovere un appello alla clemenza.

  • http://www.contromano.org Filippo

    Che strano,
    centinaia di uomini e donne vengono giustiziati ogni anno in diverse parti del mondo… e proprio adesso, ma che coincidenza, vengono usate le nostre emozioni per mobilitarsi contro il malvagio iran… non vi suona un pò strano? vogliamo essere strumenti inconsapevoli della politica usa-israele? io non ci casco, voi fate un po come vi pare.

  • marco-cerioni

    Signora Sgrena, era implicito nel mio commento che, se fosse veramente colpevole di omicidio, meriterebbe l’ergastolo, non certo la pena di morte che come ho detto e intendevo dire, va abolita per qualsiasi reato.

  • http://www.contromano.org Filippo

    Mi permetto un suggerimento:
    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3616
    Il discorso di Ahmadinejad alle nazioni unite tradotto in italiano (ho letto la versione originale in inglese, coincide)
    Contro la pena di morte
    Contro il controllo delle nostre emozioni da parte della massoneria

  • Giulio

    La mobilitazione organizzata in Europa attorno alla figura discutibile della Sig.ra Sakineh e’ ridicola!
    Passo dopo passo si sta costruendo nelle menti degli europei l’oggetto della prossima guerra. Tecniche di propaganda che consentono di dare alla natura del prossimo nemico una interpretazione condivisa nella popolazione occidentale che poi accettera’ come valida tutta la retorica sulla morte dei nostri soldati. Disgustoso.
    Che cantanti e attorucoli si lancino in questo tipo di mobilitazioni e’ comprensibile, lo faranno per cretineria o al piu’ per non perdere visibilita’. Ma che lo faccia una giornalista come la Sgrena mi preoccupa.

  • Paolo1984

    Ma infatti giuliana, giustissimo battersi contro la pena di morte, ma devi ammettere che le modalità della campagna per Sakineh non sono state chiarissime: all’inizio ci era stato dato a intendere che fosse stata condannata alla lapidazione per adulterio, invece non era così, è stata condannata all’impiccagione per omicidio. Non so se sia innocente o no, ciò non toglie che la campagna per salvarle la vita debba continuare. poi vorrei ricordare che quando si protestava contro le esecuzioni in USA (casi Joseph O’ Dell e Rocco Barnabei) c’era chi diceva “almeno gli USA sono una democrazia provate a protestare in Cina o in Iran”, ora che si protesta contro un’esecuzione in Iran si dice “protestate contro gli USA”. Sembra quasi che per opporsi alla pena di morte si debba avere il dono dell’ubiquità.

  • Enrico Marsili

    Assumo per semplicita`che Mrs. Sakineh sia colpevole (la mia opinione conta poco). Anche in questo caso non puo`e non deve essere uccisa, punto. La pena di morte va bandita per tutti, e`troppo facile e illogico chiedere che venga abolita solo per gli “innocenti”.
    Saluti

  • lina

    io non vedo altro modo – per continuare la mobilitazione – che coinvolgere i musulmani presenti in occidente.
    Finora hanno taciuto, ma forse non gli è stato nemmeno chiesto di esprimersi.

  • giuliana

    caro giulio fai bene a preoccuparti perché chi vede complotti dappertutto non ha la razionalità per analizzare i fatti e nemmeno per difendere i diritti delle persone, donne e uomini
    giuliana

  • Giulio

    Cara Giuliana,
    non sono un complottista. Una giornalista che ha girato il mondo come te non puo’ avere una visione della guerra cosi’ semplicistica. La mia preoccupazione derivava proprio dal fatto che non credo tu l’abbia questa visione.

    Nella nostra era moderna fatta di democrazie e pubbliche opinioni non si puo’ semplicemente partire e occupare un paese come si e’ sempre fatto in passato. Occorre inviarci dei soldati, toglierli alle madri, rendere orfani dei bambini (per noi italiani e’ cronaca di questi giorni!). Questo non e’ accettabile nelle nostre nazioni a “democrazia compiuta” se non dando alla “missione” una sacralita’ condivisa, creando a tavolino un nemico spietato e rozzo. E’ propaganda ad uso interno. Serve per lavare le nostre coscienze.

    Con tutto il rispetto per la vita che la signora Sakineh si appresta a perdere, non credo che i termini della mobilitazione siano squisitamente umanitari. Sono coinvolti troppi attori in questa tragedia e sono gli stessi che non alzano un dito quando i fantasmi orrendi della pena di morte si manifestano in USA o in Cina.

    Ti ricordo che la falsa notizia delle armi di distruzione di massa del cattivo e spietato Saddam (che gli attori di cui sopra hanno messo in giro) hanno lasciato accadere una guerra che ha provocato forse un milione di morti. Cosi’ come la notizia della fuga del nemico dell’occidente Bin Laden in Afganistan ne ha provocata un’altra che li’ ancora dura. E dunque mi preoccupo, molto razionalmente, del prossimo milione di morti in Iran, perche’ i piani per l’invasione sono pronti da tempo. Dovranno, sempre gli attori di cui sopra, solo verificare cosa ne pensano i Russi, i Cinesi e chiunque altro abbia interessi nell’area.

    Per cui, salvo il diritto di tutti gli uomini e donne a non farsi ammazzare da chicchessia, concentriamoci affinche’ tutto questo non sia il preludio alla terza guerra al terrore. Ne converrai, potrebbe essere irritante per molti.

    Giulio

  • Fiorino

    La gente continua ad essere convinta che non mobilitandosi per Sakineh si possa impedire un’eventuale guerra! Al di là che sono sicuramente gli stessi che ci annunciavano la guerra contro l’Iran prima della fine del secondo mandato Bush…
    @ Paolo 1984
    Veramente è stata condannata anche per adulterio e alla lapidazione non solo per complicità in omicidio e non omicidio come dici tu.

  • alvise

    @giulio
    forse non ce la prendiamo con i paesi che hanno ancora nei loro Codici la pena di morte perchè il potere giudiziario è separato da quello legislativo.

    La crisi si è aperta quando la dirigenza iraniana ha fatto di Sakineh un caso politico per mandare un messaggio di intransigenza alle masse islamiche.
    E’ nota a tutti la concorrenza degli sciiti con i sunniti.
    Giulio dovrebbe ricordare che esiste anche questo aspetto, non solo “gli occidentali” idioti che si fanno gabbare.

  • vito terranova

    IL PERICOLOSO IRAN.

    Sono contro la pena di morte,non soltanto in Iran,ma in tutto il mondo,specialmente nei paesi detti democratici (STATI UNITI per primo).
    Invito a leggere la traduzione del discorso di AHMADINEJAD alle Nazioni Unite il 23-9-10.tradotto da MASSIMO MAZZUCCO (LUOGOCOMUNE.NET)

  • Giulio

    Da Repubblica (1/10/2010):

    “Eni e altre tre società europee ridurranno le attività in Iran”. L’annuncio dato dal dipartimento di Stato Usa. I quattro gruppi petroliferi bloccano gli investimenti e i progetti futuri nella Repubblica islamica. In questo modo evitano le sanzioni americane.
    (http://www.repubblica.it/economia/2010/09/30/news/eni_iran-7602875/)

    Grazie alla mobilitazione per la sig.ra Sakineh, l’idea che l’uomo della strada si e’ fatto dell’Iran e’ quella di una nazione retrograda e rozza. La lettura della notizia apparsa su Repubblica verra’ dunque salutata con gioia e soddisfazione da buona parte degli italiani e quasi nessuno si interroghera’ sulle perdite che l’Italia subira’ a causa di questo diktat americano.

    L’ENI non vende matite o scarpe da tennis. Commercia in energia, infrastrutture, raffinazione. Tutto quello che concerne l’estrazione, il trasporto, le trasformazioni varie di gas e petrolio. Quando ENI perde un contratto, l’Italia in genere perde miliardi di euro. Il 20% dell’ENI e’ ancora dello Stato e quando l’America lancia il suo ordine, lo Stato Italiano perde un quinto di quei miliardi. Non ci lamentiamo allora delle tasse sempre troppo alte o dei servizi sempre piu’ scadenti.

    Giulio

  • carlo

    @ tutti
    mai nessuno tra gli scriventi che commenti il fatto che nessuna comunità isalmica ha preso posizione sulla questione Sakineh.
    La cosa ci riguarda molto più da vicino di quanto non sia l’esistenza della pena di morte in Cina o negli USa.