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Islamismo

Sakineh non è più condannata? Evviva, la mobilitazione è servita

Il presidente iraniano Ahmadinejad ha dichiarato davanti alla grande platea dell’Onu che Sakineh non è condannata alla lapidazione. Perché non l’ha detto prima? Forse perché le autorità di Tehran ci hanno ripensato dopo la mobilitazione internazionale? Comunque sia è una buona notizia. E noi non dobbiamo mollare. Ci sono altre donne in Iran e non solo che rischiano pene terribili, non possiamo tacere. Speriamo solo che le affermazioni di Ahmadinejad non fossero semplicemente il modo per mettere a tacere l’opinione pubblica internazionale. Noi vogliamo sperare che presto Sakineh sarà libera.

  • carlo

    Ad essere precisi Lei sta parlando dell’opinione pubblica “occidentale”, non di quella di una qualsiasi comunità musulmana. Il loro silenzio dovrebbe pur dirci qualcosa !
    Forse la sua gioia andrebbe temperata.
    carlo

  • Luca

    E che dire della Lewis, americana disabile mentale condannata a morte nei “civilissimi” Stati Uniti?

  • Fiorino

    @ Luca
    Beh insomma io in quanto gay non avrei nessun problema a vivere negli USA che non considero civilissimi, ma nei miei confronti sempre più civili dell’Iran dove verrei impiccato. La polemica mi sembra comunque un po’ viziosa. Moltissime mobilitazioni in USA contro la pena di morte sono state fatte in questi ultimi anni e anche da partiti poco sospetti di antiamericanismo come i radicali e anche lì la pressione internazionale è servita a qualcosa. Ti ricordo inoltre il film impietoso con la Deneuve et Bjorg contro la pena di morte negli Stati Uniti che ha vinto la palma d’oro a Cannes. Potresti anche chiederti come mai per Sakineh sì e per l’omosessuale impicato recentemente sempre in Iran no.

  • alvise

    @Luca
    mi permetto far notare che , al di là del caso specifico della Lewis, negli USA il potere giustiziario è un potere separato da quello dell’esecutivo. Così recitano le nostre Costituzioni.

    Ciò non accade in Iran, il cui Governo si serve o avrebbe voluto servirsi di quella esecuzione pubblica (come tutti i commentatori hanno sottolineato) per altri scopi politici all’interno e all’esterno del Paese.

    Paragonare politicamente il caso Lewis a quello di Sakineh significa coinvolgere il pres. Obama in qualcosa che non lo riguarda a meno che non decida di fare una legge contro la pena di morte.

  • danilo recchioni baiocchi

    Intanto Ahmadinejad ha solo detto che non è ancora stata condannata, non che si tratta di un’innocente che deve essere liberata. E in questo modo ha potuto additare ai suoi connazionali noi occidentali come gente che si mobilita per sottrarre ad un processo e ad una condanna una persona accusata di crimini gravissimi. Quindi non si tratta solo di un modo per distogliere l’attenzione e far calare la tensione, ma anche di un modo per porre le basi per screditare qualsiasi possibile futura campagna e alla fine per accrescere il suo consenso interno.
    E questo perchè, da una parte, si tratta di un personaggio estremamente furbo (oltre che crudele), che prende allegramente in giro la comunità internazionale da anni: perchè non farlo anche in questo caso, visto che è più facile?
    Dall’altra perchè le campagna mediatica occidentale non ha chiarito realmente cosa intendeva attaccare: la lapidazione? la pena di morte in generale? un sistema giudiziario in cui le confessioni vengono estorte con la tortura? la mancanza di rispetto dei diritti umani? l’oppressione delle donne?…La prossima volta è meglio scegliere almeno un obiettivo di questo tipo, piuttosto che concentrarsi sul caso di una singola persona.
    E’ bello se si riesce a salvare una vita, ma secondo me da parte dei media occorre un supplemento di riflessione, perchè son bravi tutti ad adottare dei comportamenti puramente emotivi. Alla fine, comunque, la vastità della mobilitazione in Europa e la sua trasversalità politica una cosa la dicono: questo regime criminale non lo sopportiamo più e la vergogna che esso è per l’umanità cominciamo a sentirla anche in questo regno dell’indifferenza e del relativismo che è l’Europa di oggi.

  • Sara

    Spero che la mobilitazione per Sakineh sia davvero riuscita a salvare la vita di questa donna, e ben vengano quindi tutte le mobilitazioni simili, volte a salvare altra vite, e a condannare qualsiasi negazione dei più fondamentali diritti umani.
    L’esecuzione di Teresa Lews è avvenuta invece questa notte, senza che nessuna mobilitazione potesse mai fermare la barbarie della pena di morte che negli Stati Uniti da sempre miete vittime innocenti soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione.
    Pur nella loro uguaglianza di fondo (due donne condannate a morte)le vicende sono dissimili dal punto di vista simbolico.
    Sakineh, innocente e condannata alla lapidazione, è un caso che fa scalpore,e riguarda in particolare la condizione delle donne.
    Tuttavia penso che il successo della mobilitazione sia dovuto oltre che alla sua portata simbolica anche a fattori “ombra” : l’immagine che le nostre società hanno delle donne nei paesi islamici, l’attuale islamofobia, e soprattutto l’attuale questione politica dell’Iran. Quest’ultimo punto in particolare credo abbia reso in un certo senso strumentalizzabile l’avvenimento.

  • lina

    per la sig.ra Giuliana
    mi pare che nel suo articoletto ancora una volta si prendano in considerazione solo gli elementi che lr convengano, trascurandone altri non meno significativi.
    Provi a farne uno che elenchi i gruppi islamici – sempre disponibili, quando si tratta di condannare Israele o l’occidente e magari per questo pronti a scendere in strada – i quali non hanno aperto bocca su quanto è accaduto a Sakineh.
    Non crede che una volta tanto dovremmo preoccuparci delle posizioni degli islamici che abbiamo in Italia e in Europa, piuttosto che eccitarci per quanto accade a Teheran ?
    Lei non avverte questa necessità politica e sociale?
    Lina

  • pietro ancona

    Intanto Teresa è stata giustiziata nell’indifferenza generale. Anche della signora Grena che dovrebbe sapere benissimo come la mobilitazione per Sakineh sia stata organizzata in Occidente dalla centrale di disinformazione del Pentagono. Solo a palermo sono apparsi diverse immense gigantografie che sono state collocate in posti strategici della città e davanti l’Università. Chi li ha fatti fare? Come sono arrivate a Palermo? Chi ha pagato la campagna pro Sakineh?
    Si è trattato di un uso della signora Sakineh per una campagna di odio contro l’Iran e contro Ahmadinejed esattamente come si era fatto prima con Neda.

  • isidoro

    qui non si deve discutere il modello politico e di governo dei due paesi. si deve mettere in luce per quale motivo l’europa e l’italia prima di tutti hanno smosso mari e monti nel caso di sakineh, mentre per la lewis nessuno ha detto nulla. ditemi voi perché. è soltanto ipocrisia punto e basta. ancora a pensare che “noi siamo civili” e “loro no”, quindi se si ammazza una donna, disabile mentale, con una iniezione letale nel “civile” occidente, nessuno alza la voce, chi se ne frega, affari degli usa, il potere esecutivo è staccato da quello giudiziario ecc. ecc. appigli si trovano sempre. se si condanna una donna in iran, siccome noi lo giudichiamo come un paese “non civile” subito lì a fare mobilitazioni…scusate ma c’è qualcosa che non va.

  • susanna

    Nelle prigioni iraniane, come statunitensi o di altro mezzo mondo, non è detto che essere vivi sia una fortuna; Sakineh potrebbe pagare ad un prezzo ancora più alto il fatto di essere donna in un mondo governato da uomini.
    Ci sarà stata una vittoria solo quando verrà liberata.

  • francesco bellusci

    sakineh non è mai stata condannata seppur in iran viga la lapidazione per le pene a lei ascritte che ricordiamo essere adulterio e concorso in omicidio. da dieci anni non viene lapidato nessuno in iran. Io sono fermamente contrario alla pena di morte e riconosco agli istrioni radicali l`enorme merito di aver promosso un movimento mondiale sull’ argomento.
    Non posso comunque astenermi dal notare che iran, venezuela, in qualche modo brasile sono gli unici paesi non allineati nel marasma mondiale, in partcolare il primo unico capace di dichiarare al ONU la realta degli equilibri mondiali basati su intersssi militari, economici (leggi peroliferi) e lobbistici (leggi ebrei) e la logica del cui prodest alla base dell antentato alle due torri e della politica mondiale degli ultimi venti anni.
    Non lasciamoci imbidonare e ribadiamo con forza la nostra contrarieta`alla pena di morte in tutte le sue espressioni e sempre altrimenti sembriamo solo hooligans ottusi che leggono solo il corriere dello sport

  • giuliana

    @pietro ancona può darsi che ci siano state strumentalizzazioni, ma l’obiettivo era giusto, non mi piacciono le teorie dei complotti. Quindi se io ritengo un obiettivo giusto lo difendo con le mie motivazioni. E’ anche vero che Sakineh è diventato un simbolo, ma se serve a salvare altre donne ben venga anche il simbolo. Molti di voi hanno ragione quando parlano dell’indifferenza rispetto all’esecuzione di Teresa, io ho preso posizione du facebook, perché questo mio blog è dedicato all’islamismo, a volte ho la tentazione di allargare il discorso ma non sarei in grado di seguirlo, già faccio fatica così perché spesso sono in giro e non ho nemmeno il tempo di mettermi davanti al computer giuliana

  • Paolo1984

    “Sakineh potrebbe pagare ad un prezzo ancora più alto il fatto di essere donna in un mondo governato da uomini.” susanna

    Anche se governassero le donne non cambiano le cose perchè le logiche del potere quelle sono e gli uomni e le donne che ne fanno parte ci si adeguano.
    Le pari opportunità non devono basarsi sul fatto che le donne governerebbero meglio, ma sul fatto che uomini e donne hanno pari dignità morale e intellettuale nel bene come nel male.

  • alvise

    Vorrei far notare che la maggior parte dei commenti sono dedicati a ipotizzare complotti, che presuppongono sia stato usato un “doppio peso” tra il caso Sakineh e quello della Lewis.
    La Sinistra non può pensare di ottenere successi elettorali, se per la politica estera preferisce quasi sempre vedere un “complotto”.
    Chi ne è convinto, almeno tiri fuori le PROVE di ciò che sostiene!
    Ludwig Wittgenstein diceva che “non si parla di ciò che non si conosce”.