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Rovesci d'Arte

Roy Lichtenstein, una girl da 45 milioni di dollari

Sotheby’s e Christie’s, un corpo a corpo a suon di mucchi di dollari. Dopo il record stabilito da Mark Rothko con il suo «Orange, red, yellow» venduto da Christie’s a 86,9 milioni di dollari (il prezzo più alto mai pagato per un’opera del dopoguerra, precedentemente solo un trittico di Bacon aveva suscitato tanto scalpore), ieri è stata la volta dell’artista pop Roy Lichtenstein: la sua celebre «Sleeping Girl» è stata venduta da Sotheby’s a New York a 44,8 milioni di dollari. Sempre nel corso delle stessa vendita all’incanto, «Double Elvis» di Andy Warhol non ha avuto la medesima fortuna e è stato battuto per 37 milioni di dollari (la sua stima aveva una forbice tra i trenta e i cinquanta) il cui valore si attestava tra i 30 ei 50 milioni di dollari, è stato battuto a 37 milioni di dollari (28,5 milioni di euro). Nonostante la crisi, la casa d’aste Christie’s ha dichiarato un incasso totale pari a 388,5 milioni di dollari, infilando un altro record dopo il 2007. Bene rifugio o status symbol senza prezzo, capriccio di magnati e miliardari, l’arte contemporanea non ha conosciuto grandi flessioni, almeno tra i nomi dei suoi maestri più accreditati. E in netta salita figura tutto il periodo del secondo dopoguerra. Ma a guidare la classifica stupefacente resta la versione dell’«Urlo» di Edvard Munch, dipinto nel 1893 dall’artista norvegese, venduto la settimana scorsa per 119,9 milioni di dollari (comprese le tasse d’asta).