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Roma, primarie a 8 con l’incognita Grillo

Ridda di nomi contro Alemanno. Con un Pdl al minimo storico e un centrosinistra debole, i 5 stelle potrebbero terremotare facilmente i già precari equilibri nazionali.

Parte nel caos, ma parte, la corsa del centrosinistra alle primarie per il candidato sindaco di Roma convocate il 7 aprile. Rinviate senza spiegazioni e tra qualche polemica invece le primarie on line per i 13 candidati del Movimento 5 stelle, che almeno sulla carta potrebbe arrivare al ballottaggio terremotando definitivamente i già fragili equilibri nazionali.

All’ultimo minuto ai 4 candidati già in lizza per il Pd si è aggiunto ufficialmente anche Ignazio Marino. Il medico-senatore (che piace molto all’area che fa capo al presidente della regione Nicola Zingaretti) si unisce così ai renziani Paolo Gentiloni e Patrizia Prestipino, al capogruppo uscente in consiglio comunale e neodeputato Umberto Marroni, all’ex Tg1 ed europarlamentare David Sassoli.

Una frantumazione su 5 nomi che dimostra come il Pd sia più alle prese con un congresso «mascherato» che con la selezione di uno sfidante credibile contro Gianni Alemanno. In cui perfino le correnti «storiche» ex Ds ed ex Dl si sono divise su più candidature, rivelando la mancanza di qualsiasi «egemonia» al loro interno. Una rosa di nomi rispettabili ma non irresistibili, in cui Marroni (dai nemici bollato come un «dalemiano apocrifo») potrebbe convergere su Sassoli e in cui il laico e liberal Marino (osteggiato fino all’ultimo da una potenza cittadina come la comunità di Sant’Egidio) potrebbe giocare il ruolo di «outsider» di opinione, avulso com’è da qualsiasi rapporto stabile con la città e i suoi apparati sociali e di partito. Non a caso per Marroni si tratta di una «candidatura calata dall’alto».

Anche Sel non sta messa meglio. Il partito di Vendola si presenta con ben due nomi alle primarie: l’ex assessore regionale Luigi Nieri e l’unica consigliera comunale uscente Gemma Azuni. Le malelingue però sono già sicuri che i vertici romani del partito rosso-verde punteranno ufficialmente su Marino, lasciando i due propri candidati a tessere ciascuno la propria tela.

Il chirurgo di Pittsburgh infatti raccoglie i favori di due importanti «eminenze grigie» capitoline come Goffredo Bettini (che però aveva puntato molto sull’ipotesi dell’imprenditore Alfio Marchini, che ha presentato le firme ma non si candiderà alle primarie, definite un «confronto fra correnti» senza «differenze sostanziali nei programmi dei candidati») e del presidente del Lazio Zingaretti, fino a pochi mesi fa lo sfidante unico di Alemanno al Campidoglio. «In ogni caso io resto in campo – commenta Luigi Nieri – le elezioni hanno dimostrato che il moderatismo è sconfitto. Il mio primo atto da sindaco sarà la ripubblicizzazione dell’acqua».

Acqua che è molto agitata anche in casa 5 Stelle. Grillo e Casaleggio infatti non hanno ancora sciolto la loro riserva sulle votazioni on line su candidato sindaco e candidati consiglieri. Il voto sul blog viene rinviato di giorno in giorno (attualmente è fissato per domani e giovedì) e la platea è stata ulteriormente ristretta agli iscritti al blog al 30 settembre scorso, non più al 31 dicembre. Ufficialmente è per prevenire il rischio di «infiltrati». Ufficiosamente però anche gli attivisti romani ammettono di dipendere in tutto e per tutto dallo staff di Casaleggio: «Forse ci sarà un post sul blog». Tra i candidati c’è un po’ di tutto, da un pensionato di 68 anni a Daniele Frongia, ex curatore della pagina facebook di Grillo.

Stando ai voti in città presi alle ultime politiche (il 26,2% al senato e il 27,2% alla camera), il moVimento a Roma corre forte e come secondo partito potrebbe benissimo arrivare al ballottaggio. Sulla carta potrebbe perfino vincere le «secondarie», potendo raccogliere i voti antifascisti in caso di scontro con Alemanno e i voti della destra nel caso al primo turno arrivi il centrosinistra. Sarebbe un risultato che terremoterebbe gli equilibri di governo.

Le elezioni sono fissate per il 26-27 maggio, con ballottaggio 9-10 giugno. E vista l’accoglienza dello «tsunami tour» a piazza san Giovanni, se Grillo si piazzasse in città per un mese forse riuscirebbe a fare sindaco anche un cavallo.