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FranciaEuropa

Rom: le evacuazioni dei campi continuano

Manuel Valls, ministro degli interni, è appena tornato dalla Romania, dove si è recato negli ultimi due giorni assieme al ministro degli affari europei, Bernard Cazeneuve. I due ministri hanno raggiunto un accordo per rimpatriare nel giro di due anni 80 famiglie Rom che vivono in Francia e che nel paese d’origine dovrebbero beneficiare di un programma di integrazione. Con l’arrivo della sinistra al potere, le espulsioni e le evacuazioni di accampamenti illegali sono continuate, come ai tempi di Sarkozy. Il governo si protegge dietro il paravento della legge: noi applichiamo le sentenze di espulsione, dicono (quando un terreno è occupato illegalmente, il proprietario si rivolge alla giustizia e la polizia applica la sentenza).  Valls ha ripreso la famosa frase di Michel Rocard: “la Francia non puo’ accogliere tutta la miseria del mondo”, ma, ha aggiunto “fa la sua parte”. Le Ong, l’Onu e la Commissione europea continuano a criticare la Francia, che non riesce ad integrare i 15/20mila Rom che vivono sul suo territorio. Solo nelle ultime ore, è stato evacuato un campo a Villenueve-le-Roi, dove vivevano 104 persone (39 bambini) e nella notte scorsa gli abitanti hanno svuotato volontariamente uno dei più grossi campi illegali, a Sucy-en-Brie, dove vivevano erano sotto la minaccia di un’imminente espulsione.

Valls si è messo d’accordo con la Romania per contribuire a un programma di inserzione nel paese d’origine, ma ha anche riattivato l’arrivo di poliziotti rumeni in Francia, per coadiuvare la caccia ai Rom. Le Ong affermano che il governo è “ipocrita”, che “maschera il programma di espulsioni con un programma umanitario”. Valls vuole anche rivedere il programma di aiuti al rimpatrio che la Francia ha applicato finora per chi risiede illegalmente da più di 3 mesi nel paese: 300 euro per adulto e 100 per bambino. In questo caso, sono d’accordo anche le organizzazioni dei Rom, che lo giudicano un intervento inefficace e costoso.

  • Spartacus

    In effetti, a giudicare da quello che si è visto finora, questo governo (e Valls in testa), ha deciso di volare basso, molto basso, al punto di essere sulla questione dei Rom in perfetta continuità col sarkozysmo. Certo, Valls almeno evita di pronunciare le frasi terribili alle quali ci avevano abituato i suoi due predecessori.
    C’è bisogno di una rottura forte, epocale. Nessun certo ha la ricetta, ma è chiaro che occorrerebbe non “visione”, un’ “utopia”, che questo governo mostra di non possedere, quasi fosse incosciente del momento cruciale che viviamo.
    Da qui si esce solo con la visione di un altro mondo, a partire dalla Francia e dall’U.E.
    Compresa quindi la questione Rom. La polizia e le vecchie ricette non servono a nulla, se non a perpetuare la sofferenza e a dare linfa al populismo.