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FranciaEuropa

Rom: la Francia cambierà la legge

La Francia ha risposto all’ultimatum della Commisisone all’ultimo momento, tardi nella serata di venerdi’, ultimo giorno utile dato da Bruxelles per spiegarsi sulla legalità delle espulsioni dei rom e cercare di evitare, in questo modo, una procedura di infrazione. Secondo fonti diplomatiche, Parigi, in una lettera alla Commissione, avrebbe assicurato di avere l’intenzione di cambiare la legge, per mettersi in conformità con la direttiva europea del 2004 sulla libera circolazione dei cittadini del’Unione europea. Si tratterebbe, quindi, dell’ammissione di espulsioni illegali, come sospettava Bruxelles. La Francia dovrà rispettare tutte le garanzie procedurali previste. L’espulsione di popolazioni sono proibite e, per rispedire nel paese d’origine un cittadino comunitario, bisogna passare per una procedura giuridiziaria. Viviane Reding, la commissaria alla giustizia che aveva accusato la Francia di espellere illegalmente i rom, ha giudicato “positivo” che Parigi abbia risposto all’ultimatum. “Ma adesso – ha aggiunto – quale è il contenuto di questa risposta? Bisogna analizzarlo seriamente, poiché si tratta di testi legislativi e questo non puo’ essere fatto alla leggera”. Reding ha precisato che durante il fine settimana dei giuristi analizzeranno nei dettagli la posizione francese.

Le espulsioni dei rom, mediatizzate ad oltranza dopo il discorso di Grenoble di Sarkozy, dove aveva fatto un parallelo tra immigrazione e delinquenza, avevano sollevato un’indignazione internazionale, dall’Onu al papa. Per recuperare dei punti nel’elettorato cattolico, Sarkozy alla fine della scorsa settimana si è fatto ricevere in fretta in Vaticano, dove, pur avendo dovuto accettare l’umiliazione dell’esclusione della moglie Carla Bruni, ha ostentato atteggiamenti pii, che in patria sono stati molto poco graditi. Nel frattempo, in Francia, ci sono state polemiche sull’esistenza di una schedatura “etnica”, che riguarda in particolare i rom. La Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà (Cnil) non conferma l’esistenza della schedatura Mens (minoranze etniche non sedentarie) relativa ai rom, denunciata da quattro associazioni umanitarie, ma conferma l’esistenza di una lista illegale di informazioni, che sarebbe stata distrutta nel 2007.