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losangelista

Rise of the Machines

Ci occupiamo periodicamente, a losangelista, di droni: fulgidi esempi di supremazia tecnologica e etica militare, macchine efficenti per bombardamenti chirurgici e conflitti antisettici a base di raid su caravanserragli cirenaici o industani, espertamente telecomandati da cabine di comando climatizzate a 10000km distanza. Come scrive questa settimana il Los Angeles Times, presto non saranno neppure piu’ necessari i telecomandanti che hanno piltotato le sortite sulla Libia e l’Irak, quelle mortifere su militari e civili pakistani e quelle segrete sull’Iran. Come riportato dal quotidiano, sempre attento agli sviluppi del locale complesso militare industriale, la Northrop Grumman sta testando il primo drone di ultima generazione, interamente robotico, cioe’ controllato dal computer di bordo. Si prefigura insomma una prossima guerra in cui saranno i circuiti delle unita’ di elaborazione a valutare le rotte, le telemetrie, decolli, atterraggi (anche su portaerei riferisce la Grumman) e a selezionare gli obbiettivi dei bombardamenti. Si prospettano quindi come ormai imminenti scenari inquietanti anche per chi non conosca la trama della saga Terminator con l’ascesa di Skynet e la ritorsione anti-umana delle macchine da guerra. Anche senza scomodare la distopia fantascientifica di James Cameron ci sembra un buon momento per rammentare ai geni del pentagono l’ipotesi sempre meno astrusa della Singularity prossima ventura. Secondo la teoria della “singolarita’ tecnologica” (proposta tra gli altri dal matematico Vernor Vinge e dal futurologo Ray Kurzweil), lo sviluppo tecnologico si avvia inevitabilmente ad un punto di rottura in cui le invenzioni supereranno gli inventori. La teoria estrapola le legge di Moore (sulla progressiva miniaturizzazione esponenziale dei circuiti integrati) al progresso tecnologico in senso lato. Sostanzialmente l’ipotesi prevede un ‘momento tecnologico’ in cui l’intelligenza artificiale supererebbe quella umana – la singolarita’ avverrebbe una volta che intelligenze artificiali fossero in grado a loro volta di progettare successive generazioni di computer il cui funzionamento risulterebbe ignoto almeno in parte agli orignali progettisti umani. In questo scenario il progresso tecnologico procederebbe “a cascata”, sotto impuslo proprio, distaccandosi sempre piu’ dal controllo umano. A chi fosse incline a considerare il tutto una fantasia fantascientifica, segnaleremmo che molti situano l’avvento inevitabile della singolarita’ nel corso di questo secolo. Kurzweil, fra i principali fautori della teoria, lo prevede “fra il 2015 e il 2045”. E a Silicon Valley una Singularity University e’ gia’ operativa fininziata in parte dagli Ames laboratories della NASA, non lonanto dalle istallazioni Northrop dove e’ nato l’X-47B. Inoltre una teoria allargata considera indice di singolarita’ anche “sistemi di computer che riconoscono e prevedono il comportamento umano, come il software di riconoscimento vocale”. Se non bastassero le app da smartphone o gli algoritmi di preferenza e suggerimento usati da Google e Amazon, un esempio di “tecnologia informatica autonoma” gia’ funzionante oltre il controllo dei progettisti potrebbe essere il “malware” stuxnet rilasciato (da ignoti servizi occidentali) per sabotare il programma nucleare iraniano e ora autonomamente esitente in rete come virus malefico e imprevedibile. L’ X-47B rappresenta uno sviluppo tantopiu’ sinistro perche’ militare e quindi con una dimensione piu’ esplicitamente anti-umana (di “neutralizzazione” del nemico nel gergo del pentagono). Se i droni incarnano la nefasta rimozione della guerra, il nuovo computer volante da combattimento rappresenta un passo successivo e cruciale: l’appalto delle uccisioni ad una macchina pensante (e il Times si chiede infatti chi potra’ essere l’eventuale responsabile legale degli inevitabili “danni collaterali” – costruttori, esercito, programmatori?). Chissa’ se i progettisti della Northrop che ci stanno per regalare i bombardamenti automatici conoscono le tre leggi della robotica di Aasimov.

L'X-47B