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FranciaEuropa

Rifugiati: rimandato il charter franco-britannico per l’Afghanistan

Un portavoce del ministero dell’immigrazione e dell’identità nazionale a metà giornata ha smentito l’informazione, che circolava da ieri sera, sull’imminenza di un charter anglo-francese stasera verso le 23,30 (volo Londra-Lille–Kabul, con scalo tecnico a Baku), per riportare in Afghanistan degli aspiranti rifugiati, che erano stati rinchiusi nei cpt in Francia dopo la distruzione della “giungla” di Calais, assieme ad altri afghani fermati in Gran Bretagna. A Londra, il ministero degli interni non ha invece voluto commentare l’informazione. “Per tagliar corto su alcune voci – ha detto il portavoce di Eric Besson – vi informo che nessun volo di rimpatrio avrà luogo oggi”. Sono state le prese di posizione delle associazioni di difesa dei diritti umani a bloccare l’iniziativa, almeno temporaneamente. Le associazioni ricordano che “l’Afghanistan è un paese in guerra, è inaccettabile rinviarvi coloro che sono fuggiti alla ricerca di una protezione in Europa”. Ha protestato Sos Racisme, che accusa la Francia di “voltare le spalle a un progetto umanista” e parla di “operazione indecente” di uno stato “che gioca deliberatemente con la vita della gente”, volendo rimandare dei rifugiati in un paese in guerra. La Cimade, organizzazione storica di difesa dei rifugiati, si è rivolta alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ieri ha sospeso la decisione di allontananmento dal territorio francese per sette afghani detenuti nel cpt di Rouen. Sui 138 migranti maggiorenni fermati durante l’assalto ai rifugi precari di Calais, realizzato sotto gli occhi dei media il 22 settembre, 130 sono già stati liberati dalla magistratura.  Ma il ministro Eric Besson, lunedi’, ha confermato il principio dei charter congiunti franco-britannici: “ci saranno dei voli nei giorni seguenti – ha affermato – il presidente della repubblica è categorico: lo smantellamento della giungla di Calais deve essere seguito da rimpatri. Se no non ne usciremo”. L’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati ha affermato di “sapere qualcosa, ma non quando”. Parigi e Londra avevano previsto un charter pieno di afghani, a cui sarebbero stati dati 2mila euro a testa.  Già nel novembre 2008, un charter analogo era stao bloccato dalle proteste delle associazioni e di alcune personalità mediatiche, tra cui, allora, Carla Bruni.