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Napoli centrale

Rifiuti: De Magistris chiama Monti

 

E’ la burocrazia bellezza. L’avrà pensato anche il sindaco Luigi De Magistris che dopo 5 mesi dall’arrivo in comune ancora non è riuscito a far decollare la raccolta differenziata, anzi con grande giubilo per l’opposizione pare che sia ai livelli dell’era Iervolino, al 19%. Oggi ci si mette pure l’Europa, che tramite il commissario all’ambiente Janez Potocnik lancia l’ultimatum all’Italia: se entro 20 giorni in Campania non si avvia un ciclo di smaltimento a norma Ue, arriverà una supermulta di 20 milioni di euro, più una sanzione quotidiana. Siccome nessuno ha la bacchetta magica è poco probabile che in meno di tre settimane si produca un sistema virtuoso, questo significa che i nostri soldi praticamente sono già in viaggio per Bruxelles. Però attenti a dare la colpa al neosindaco non solo perché la valutazione dell’Unione riguarda gli impianti regionali e quindi chiama direttamente in causa il governatore Stefano Caldoro, ma anche perché De Magistris e il vicesindaco Tommaso Sodano da prima dell’estate si destreggiano tra mancanza di fondi, un comune in dissesto finanziario, l’ammodernamento dell’Asia, il rinnovamento dei vecchi metodi e anche le cattive abitudini dei cittadini. Come se non bastasse dall’Olanda, dopo gli accordi stipulati lo scorso Agosto, ancora non hanno dato il via libera all’export della monnezza partenopea che dovrebbe arrivare a fine settimana. Si tratta di circa 5mila tonnellate al mese per un anno e mezzo. Non solo. C’è grande apprensione per il periodo natalizio e per la chiusura delle due grandi discariche, quella già avvenuta a Chiaiano e quella imminente a Terzigno, che senza l’individuazione a breve di siti alternativi potrebbero rigettare la città e i comuni limitrofi nel caos. Così De Magistris è lapidario, visto che sull’ampliamento della raccolta differenziata ha basato mezza campagna elettorale: “Tutto quello che il comune doveva fare in tema di rifiuti lo sta facendo e, anzi, fa di più”. Mentre sul richiamo della commissione europea aggiunge: “Per quanto riguarda il piano lo si deve chiedere al presidente Caldoro che mantiene i rapporti direttamente con Bruxelles, avendo ritenuto di intrattenerli come presidente della regione Campania”. Idillio già finito tra governatore e sindaco, dopo la proposta della regione di spostare il termovalorizzatore da Napoli Est a Capua? Non è detto, ma di sicuro il primo cittadino sa che per avviare quei processi di riciclo e smaltimento ecocompatibile, con siti di compostaggio e procedimenti anaerobici bisogna dare una sterzata e combattere la stessa burocrazia istituzionale. Per questo Giggino chiama Monti: “Abbiamo chiesto al nuovo governo di aprire un tavolo nazionale su Napoli – dice – Abbiamo fatto una riunione la notte scorsa per delineare i punti da porre all’attenzione del governo. In prima fila ci sarà lo sblocco dei fondi a sostegno del nostro piano dei rifiuti”. Palazzo San Giacomo quindi ci riprova, dopo che le stesse richieste del comune erano state ignorate da Silvio Berlusconi e Gianni Letta, proponendo nuovamente a Palazzo Chigi di ottenere il trasferimento diretto dei fondi europei, bloccati in regione dal patto di stabilità. “Mi avevano detto – insiste De Magistris – che il provvedimento era stato bloccato dalla Lega, ma questi sono fondi già destinati che Napoli rischia di perdere per colmo di beffa”. Nonostante tutto Sodano è fiducioso visto che non ci sono situazioni di crisi qualche giorno fa ha dichiarato chiusa la fase emergenziale. Inoltre la raccolta differenziata quartiere potrebbe assestarsi entro fine dicembre a quota 240mila, coinvolgendo dopo Scampìa anche i 30mila abitanti di Posillipo. La strada per la Napoli arancione è in salita, ma il governo Monti potrebbe fornire uno sprint per aiutarci a pedalare.