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Richard Matheson: artificiere del’immaginario

Richard Matheson

Richard Matheson

Dieci anni fa per Il Manifesto ho intervistato Richard Matheson nella sua casa di Thousand Oaks, fuori Los Angeles. Con Ray Bradbury e Isaac Aasimov Matheson e’ stato  uno  dei piu’ prolifici autori di storie, romanzi e  sceneggiature  di fanta-fiction. Come quegli scrittori  ha lasciato, con opere “miliari” come Duel, I Am Legend, Incredible Shrinking Man e decine di copioni de Ai Confini della Realta’ (Twilight Zone),  un solco profondo nell’immaginario moderno. In occasione della sua scomparsa, ripubblichiamo la trascrizione di quell’incontro.

INTERVISTA A RICHARD MATHESON                        Los Angeles   9/9/03

Le capita di lavorare a qualcosa che nella stesura le appare gia’ di sicuro successo o aspetta di vedere quel sara’ la reazione dei suoi lettori?

La seconda. Non lavoro mai consapevolmente per il mercato. Scrivo. Tutto cio’ che ho scritto l;’hofatto perche’ l’idea mi interessa e perche’ mi piace scriverla, non mi domando mai come reagiranno I lettori.

 Ricorda le circostanze attorno alla creazione di “I Am Legend”. Ci fu una ispirazione particolare?

Quando ero un adolesente abitavo a Brooklyn e ricordo chen andai a vedere – probabailmente in un cinema d’essai – il Dracula di Bela Lugosi. E mentre guardavo mi venne l’idea: ‘un vampiro fa paura, e se ne fosse pieno il mondo…?’

Le sue storie sono interessanti perche’ toccano temi di normalita’ e orrore e nel caso di “legend” le due cose si ribaltano. Come descriverebbe oggi il normale e chi sarebbero I mostri?

La mia idea e’ stata soprattutto di ambientare le storie in un mondo “familiare”, uno sfondo “da quartiere” non sono mai stato capace di ambientazioni esotiche o esoteriche..i castelli di Dracula…Le mie storie si svolgono tutte in localita’ e tempi immediatamente riconoscibili e per questo credo che molte di loro durino nel tempo, non invecchino. “Legend“ la ambientai mi sembra nel lontano futuro che all’epoca era il 1976..e’ una trappola a cui gli scrittori devono fare attenzione, ne sono rimastovittima diverse volte…

Sa che il titolo italiano di Omega Man  e’ un enfatico 1975!Occhi bianchi sul pianeta terra?

 Non lo sapevo ma importa poco perche’il film e’ talmente rimosso dal mio libro da essere  irriconoscibile. Il primo film lo segui’ piu’ da vicino ma rimane piu’ o meno una citazione.

 Non fu mai soddisfatto di quei due film…

No. Non mi piacquero gli adattamenti ….ameno di non considerare fra questi anche  La Notte dei Morti Viventi, un renmake involontario forse..

…molti lo farebbero…

 …quando lo vidi laprima volta in televisione dissi “quand’e’ che hanno rivenduto “I am legend”?

 Naturalmnente si tratta forse solo dell’esempio piu’ ovvio delle tante opere di cinema e letterarie che si sono ispirata alla sua

 C’e’ stata tanta gente, anche produttori con l’intenzione di farne una versione come quella che ho scritto, ma i diritti sono talmente ingarbugliati che non credo avverra’ mai. Eppoi le storie di vampiri ormai sono inflazionate, non credo che ne verra’ fatta un’altra versione.

 Se per ipotesi invece dovesse cominciare una produzione avrebbe in mente qualcuno per un terzo film?

 Per anni ho pensato che il protagonista avrebbe potuto essere qualcuno come Harrison Ford, o Tom Hanks, qualcuino che abbia un aria di totale normalita’. Nel primo film prersero Vincent Price, che era un attore formidabile e amo tutto cio’ che ha fatto ma non corrsipondeva al personaggio che avevo scritto, fu un madornale errore di casting, il mio personaggio e’ un uomo della strada, un uomo realistico..

Per regista? Steven Spielberg?

 Si, naturalmente.

 La considera una storia di fantasceinza? Si considera innazitutto uno scrittore di fantascienza?

 Credo effettivamente che si tutto cio’ che ho scritto questa si avvicini di piu’ alla definizione fantascientifica perche il vampirismo veniva spiegato in termini medici, biologici che credo siano plausibili. Almeno finora nessuno li ha confutati.

 Le sue storie non parlano di alieni e marziani ma di  uomini e donne e la loro lotta per l’identita’. E’ per questo crede che sono cosi’ efficaci?

Probabailmente. Di solito i personaggi si trovano di fronte al dilemma molto umano di dover affrontare una perdita terribile e dovervisi adattare, cercare di comprenderla con la poca conoscenza di cui e’ dotato un essere umano.

 Non crede che questo scenario di perdita di controllo si sia avverata oggi in un mondo in preda alla guerra e alla violenza, pieno di paura e paranoia?

Diciamo che le cose certamente non stanno migliorando. Ho scritto rtecentemente un libro metafisico intitolato “Path”  uscito nell’ultimo decennio del secolo scorso, in cui dicevo che questa e’ un’era cruciale, ora di prendere coscienza, quando gli uomini dovrebbero realizzare la realta’ e migliorare il mondo invece al momento le cose vanno per il peggio e non so francamente quando potranno migliorare.

 Uno dei suoi racconti piu’ celebri, “Thru Channels” parlava di una televisione onnivora che divorava i propri spettatori. Data la televisoione oggi e l’influenza che eserecita sulla coscienza collettiva crede che fosse profetica?

La televisione che divora la mente americana? Non la scrissi come metafora ma potrebbe esserlo.

Esiste una televisione migliore che vorrebbe vedere?

 Io e mia moglie guardiamo quasi esclusivamente notizie, CNN, MSNBC, Larry King, Chris Matthews, programmi documentari, PBS o Discovery. Raramente ci capita di guardare un programma di fiction, al massimo li danno alle due di notte quando e’ troppo tardi  per noi, purtroppo quelli migliori sono sempre a quell’ora.

 Il fatto di aver in qualche modo formato le paure inconsce di diverse generazioni con i suoi script per la Twilight Zone la fa in qualche modo sentire responsabile?

 Ho avuto modo di incontrare un sacco di giovani produttori che mi ghanno detto di conoscermi solo perche’ da bambini a causa mia hanno passato delle notti in bianco, perche’ quando Wiliam Shatner ha scostatato la tendina c’era quell’orribile mostriciattolo a guardarlo in faccia. Forse pero’ le cose piu’ spaventevoli erano in fondo quelle piu’ vicine alla realta’ quotidiana.

 Se quelle storie che scrivevate lei e Rod Serling venissero scritte oggi di cosa parlerebbero?

 Mah forse sono invecchiate ma il fatto che il programma viene ancora replicato oggi suggerirebbe di no. Hanno cercato di riporodurre Twilight Zone farne versioni “aggiornate” ma senza riuscirci. Intanto credo che si a un erorre farle a colori  perche’ quel bianco e nero della serie originale conferiva un senso di noir.

 C’era un altra serie contempranea anche quella in bianco e nera. Quella presentata da Alfred Hitchcock. La guardava mai?

 Ogni tanto si e mi domandavo perche’ non mi assumessero per adattarne qualcuna; credo che avrei potuto entrare bene nello stile.

 Alcuni suoi colleghi, viene in mente Michael Crichton, affermano di visualizzare le loro idee in maniera molto “visiva” prima di metterle su carta. E’ anche il suo caso?

 Oh si  certo. Quando scrivo qualcosa e’ come se descrivessi un film che viene proiettato nella mia mente, non c’e’ niente di vago. Vedo la scena davanti a me e sento il dialogo, non nella maniera illusoria di un allucinazione ma la “vedo” nella mia mente. Sono uno scrittore molto visvo e lo sono sempre stato.

 E naturalmente ha sempre scritto molto per i media “visivi”,  televisione e cinema. Ha scritto “Duel”  lanciando in un certo senso la carriera di Steven Spielberg. Era un telefilm vero?

Si era un TV movie. Non ho mai trovato difficolta’ a passare dalla prosa al formato della sceneggiatura proprio perche’ forse la mia prosa era gia’ visiva.

 Cosa pensa ora della carriera di Spielberg di come si e’ evoluta, degli utlitmi film ad esempio?

Ce ne sono alcuni che mi piacciono meno  ma sicuramente e’ cresciuto molto come essere umano come dimostrano Schindlers List e Soldato Ryan  in particolare. Ricordo che una volta pranzavamo a casa sua e mi raccontava che c’era un produttore alla Universal che continuava a chiedergli di fare Lista Schindler e mi disse che lui non si sentiva pronto. Poi evidentemente il momento giusto arrivo’ e fece un film magnifico.

Succede anche a lei  che alcuni porogetti debbano attendere il “momento giusto”?

 No non cosi’.  Accade senza che io lo controlli. Man mano che cambi come essere umano cosi’ cambiano le storie che scrivi, crescono con te e con i tuoi interessi. Non si tratta di uno sforzo cosciente.

Un altra sua storia adattata in un celebre film: Incredible Shrinking Man. Cosa penso’ del risultato?

 Ho il brutto vizio di non essere quasi mai soddisfatto di cio’ che vedo perche’ non assomiglia abbastanza al mio copione. Un eccezione fu propri Duel, una delle poche volte che ho pensato “ci ha azzeccato in pieno”. Shrinking Man inizialmente non mi piacque ma col passare degli anni ho apprezzato sempre di piu’ il suo valore specialmente alla lue di altri film dell’epoca. E’ successo altre volte con Hell House per esempio dapprima non ero contento affatto ma ora ho cambiato completamente idea.

Cosa ricorda degli anni di collaborazione con Roger Corman, le storie di Poe?

 Un esperienza bellissima. Avevo un ottimo rapporto con con John  Nicholson che era a capo della produzione dell’American International, andavo daccordo con Roger e gli attori erano straordinari, facevano davvero un grande lavoro, fu un vero piacere collaborare con tutti loro.

Uno degli eufemismi piu’ in voga per descrivere il genere fanstascientifico e’ “narrativa speculativa”

Beh perche’ no, lo ammetto. Ho “specultao”  su come sarebbe un mondo pieno di vampiri , su cio’ che si proverebbe a rimpicciorlire ogni giorno, su cio’ che farebbero 5 persone se si trovassero in una casa infestata di spiriti. Forse lo si intende piu’ in senso tecnologico ma io non ho mai seguito quella strada.

 Vuol dire che le interessa di piu’ esplorare la realta’ attraverso i suoi perosnaggi ..?

Si metterli in una situazione difficile e poi osservare cio’ che fanno, come reagiscono. Qualcuno l’ha definito stabilire la suspense interiore di un personaggio e poi abbandonarlo al proprio destino o qualcosa del genere.

 Lei ha detto che il pubblico non avra’ mai tanta paura di un attore colpito in testa da un ascia quanto di un fenomeno incomprensibile. E’ vero?

Il “gore” va molto di moda oggigiorno. Piu’ truculento possibile. Personalmente non mi e’ mai piaciuto, non mi sono mai considerato un autore horror, semmai del terrore. L’orrore e’ viscere e sangue, una sensazione visiva, mentre il terrore e’ un metodo intellettuale. Si tratta di tormentare il cervello  non tagliare teste.

Per caso ha visto Blair  Witch, il film sensazione di un paio di anni fa?

 Non potei farne a meno perche’ mio figlio, mio figlio minore, non mi dava tregua, sarai terrificato insisteva. Quando lo visto finalmente gli dissi “ma di che vai dicendo? E’ una noia mortale!”

 Non c’e niente di cui avrebbe paura oggi  sig. Matheson?

 Quello che sta succedendo nel mondo. Il presidente Bush. Questo fa paura. Poi ci sono alcuni film, la versione originale di Diabolique e poi lo Squalo di Spielberg. Trovo geniale come appariva d’improvviso. Io ho cercato di scrivere scene simili e mi sono sempre domandato perche’ piu’ scrittori non cercassero di fare lo stesso, una scena del tutto banale e poi del tutto all’improvviso appare qulacosa ..

 Recentemente e’  statao pubblicato un suo libro per bambini, ne fara’ altri?

No e’ stato un progetto speciale. Non ho questa vocazione, in generale non amo ripetermi ed e’ per questo che ho avuto sempre difficolta’ a mantenere un seguito di massa: appena ne sviluppavo uno cambiavo improvvisamente genere

 Eccessivamente ecelettico?

 Faccia lei. Per un po’ mi sono interessato addirirttura di western. Ne ho scritti cinque. Ora non potrebbero interessarmi di meno.