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Napoli centrale

Ricatto alla squadra Afro Napoli

 

“Se non ci fate vincere denunciamo i calciatori clandestini”, titola così il Corrieredelmezzogiorno.it riportando la notizia delle minacce subite dall’Afro Napoli United, la squadra di calcio con i colori di mezzo mondo che lanciatissima è arrivata in finale, vincendo il titolo provinciale. Ma qualcuno non l’ha presa sportivamente e ha tentato di truccare il risultato. Si tratta degli sfidanti che volevano bypassare un confronto leale e garantirsi la coppa senza troppo sudore. Avevano infatti schierato sotto falso nome un professionista del campionato Fgic di eccellenza. Nello stadio di Casola erano così riusciti a sconffiggere per uno a zero il team multietnico, ma scoperto l’imbroglio l’allenatore Antonio Gargiulo ha denunciato tutto e per accertate irregolarità ha ottenuto la vittoria a tavolino. Agli “altri” non è andata giù ed ecco pronto l’escamotage in pieno stile ricattatorio: “Tra i giocatori africani e sudamericani molti sono senza documenti. Se non rinunciate alla vittoria andiamo a fare i nomi alla questura”.

Non è certo un fenomeno di razzismo, ma rientra in quella cultura camorristica secondo cui tutto deve passare attraverso la legge del più forte, un mondo in cui la competizione leale e il rispetto delle regole del gioco, vengono sistematicamente messe da parte per lasciar posto all’arroganza e alla prepotenza. La squadra e l’allenatore però non si sono fatti intimidire e a fine mese andranno a giocare il campionato nazionale a Brescia. C’è solo da sperare che a nessuno venga in mente di perseguire gli irregolari seppur ci dovessero essere. Sarebbe la vittoria della società camorristica.

  • Alessandro!!!

    Articolo ridicolo, come giornalista e tesserato Aics (ASD CAMPANIA)…posso solo dirvi di vergognarvi. La camorra siete voi che sfruttate clandestini pagati per vincere un campionato amatoriale, tesserando sotto falso nome ragazzi che giocano in serie dilettantistiche come eccellenza e addirittura serie B di calcio a 5. Viva l’informazione corretta e pulita.
    Che non la paghino i ragazzi ma a voi vi auguro delle sbarre belle doppie…per molto molto tempo!!!
    La favoletta raccontatela a chi di dovere…e poi ne riparliamo…magari nell’orario di visite!!!
    Questa è Napoli…grazie di vero cuore per infangare la nostra città e il nostro paese!!!

  • francesca

    Caro Alessandro forse l’orario in cui ha scritto il messaggio (le 2.07 del mattino) non le consentiva sufficiente lucidità. Chi paga chi? Non abbiamo ben capito. Di sicuro quanto accaduto e se c’è stato ricatto o meno verrà eventualmente discusso nelle sedi opportune. Noi per opportunità e privacy non abbiamo fatto nomi. Quanto all’atteggiamento camorristico insito nel nostro tessuto culturale, qui non troverà mai una giornalista o un giornale che si tiri indietro nel denunciare certe derive. Che si alimentano proprio nel silenzio e nella paura della comunità. Mi creda personalmente non corro proprio alcun rischio di finire “dietro le sbarre”. Le consiglierei di cambiare tono.

  • Paolo

    Cara Francesca, me ne dispiaccio ma ha preso un granchio bello grosso.
    Avrebbe dovuto verificare la fonte, e se avesse fatto anche solo poche domande a qualsiasi altro partecipante di quel campionato Si sarebbe resa conto che i fatti sono sensibilmente differenti. In primis non erano solo gli sfidanti a voler “bypassare un confronto leale” dal momento che basta verificare la distinta inserendo i nomi sul celebre motore di ricerca “google” per scoprire un professionista anche tra le fila della squadra che Lei ha ritenuto ricattata. In secundis confrontando la distinta e la lista tesserati pubblicata sul sito ufficiale del sito AICS Napoli avrebbe potuto scoprire che sempre la stessa squadra ha 41 tesserati in luogo dei quaranta consentiti a tutti le altre partecipanti. Ora considerando che molti atleti dell’Afro-Napoli non sono “facilmente identificabili” come possiamo essere sicuri che non c’erano altri professionisti sotto falso nome? Detto questo, non voglio farLe lezioni di giornalismo, ma a occhio e croce non mi sembra proprio “professionale” usare quel tono diffamatorio senza nemmeno aver condotto una piccola ricerca sui fatti in rete…..ed in effetti ora è ancora sicura su chi voleva “Bypassare il confronto leale”? Eppoi ha denunciato, diffamando, una deriva che in questo caso non esiste. Comprendo il lodevole spirito di denuncia sociale, ma anche in questo caso è stata “leggera” nell’indagare i fatti. L’Asd Campania ha solo chiesto i documenti dei tesseramenti per poter controllare se vi fossero altre irregolarità, come del resto ha fatto la squadra antagonista prima di lei. Ha precisato poi che dal momento che l’Afro-Napoli dichiara pubblicamente di avere clandestini (ad oggi l’immigrazione clandestina è reato, anche se poco condivisibilmente)l’Asd-Campania non voleva avere responsabilità a riguardo e che avrebbe segnalato la cosa alle autorità competenti, ma della federazione AICS non all’ufficio immigrazione, e che queste avrebbero potuto cacciarle, ma dal campionato non dal territorio nazionale……….mi spiegherebbe dove sono in tutto ciò il “ricatto” e la “società camorristica”? Cordialità

  • francesca

    Gentile lettore, visto che lei non si firma non so se è lo stesso commentatore dai toni non proprio sereni del precedente post, in cui qualche velata minaccia pur si leggeva. Ho riportato una notizia e citato anche la fonte Corrieredelmezzogiorno.it. E’ chiaro che se illeciti ci sono stati verranno accertati in un processo se la procura lo riterrà necessario e io ne darò conto. Mi pare che l’allenatore Gargiulo si sia preso le responsabilità di quanto affermato. In rispetto della privacy non abbiamo menzionato gli “accusati”. Per ciò che riguarda invece la cultura camorristica del nostro tessuto sociale non ho difficoltà a ripetere che è una piaga che va combattuta in tutte le occasioni, una deriva pericolosa, una trappola in cui spesso i cittadini inciampano. La prepotenza, l’arroganza vanno sempre combattute. Noi giornalisti ci mettiamo la faccia, i commentatori meno.