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Retake it easy

Recentemente in una delle mie rarissime incursioni serali nel quartiere più militarizzato del mondo, il Pigneto, ho assistito a una discussione tra ragazzi sullo “stacchinaggio” di alcuni manifesti sul ponticello di ferro, quello reso famoso da una scena de “L’audace colpo dei soliti ignoti”. Gli uni chiedevano spiegazioni agli altri che si difendevano rispondendo “è illegale”.

Subito dopo ho capito che la coppia di ragazzi, probabilmente anche elettori di un partito di centrosinistra almeno dal loro affermare “la pensiamo come voi”, erano appartenenti a una rete di volontari chiamata “Retake Roma”. [Foto del ponte]

Dal loro sito leggo che i RR (Retake Roma) sono un “Movimento spontaneo di cittadini, apartitico, che promuove il decoro urbano, l’orgoglio civico, il volontariato, l’educazione e l’arte legittima” (che detto così vuol dire molto poco) e “movimento di volontari che ha come scopo quello di ripulire la città eterna dalle scritte sui muri, adesivi e vandalismo”. Bene, così è più chiaro.

Premesso che ogni individuo ha il diritto di spendere il proprio tempo come preferisce, trovo piuttosto singolare queste nuove forme di volontariato autorganizzato. Singolare ma figlio del tempo in cui viviamo, quello in cui le parole degrado, sicurezza, legalità hanno sostituito solidarietà e socialità. Il proliferare in rete dei “blog anti-degrado” dove un esercito di smartofoni fotograta i rom sotto la metropolitana, le auto in doppia fila, le scritte sui muri, chi rovista nei cassonetti, chi salta un tornello della metropolitana, ha creato un voyeurismo pericoloso e spesso razzista. Non è però il caso dei RR che invece organizzano giornate di pulizie, tipo quella del ponticello di ferro del Pigneto che onestamente trovo meno degradante da “attacchinato” che non da pulito. Perché è proprio questo il punto: cos’è il degrado? Cosa rende brutte le nostre città? Davvero le scritte sui muri e i manifesti sono diventati Il Problema? E’ degrado una scritta su un muro o la presenza continua di barriere architettoniche? E’ degrado che neanche nelle aree sottratte al traffico ci siano panchine (altrimenti ci dormono i barboni) oppure lo è un adesivo su un cartello stradale? E’ degrado una baracca o il fatto che ci siano persone costrette a viverci dentro?

Trovo bizzarro che in una città dove il privato soffoca il pubblico, dove il “bene comune” (ormai odio questa definizione) è sistematicamente violato e sottratto al cittadino, le persone si mobilitino per ripulire le mura di palazzi privati o semplicemente per sostituire le squadre dcll’AMA istituite per far fronte a questi che vengono chiamati genericamente “vandalismi”. Le forme di autorganizzazione dei singoli individui, cittadini in questo caso, sono un segnale positivo se producono riconquista di spazi, riappropriazione, aperture. Sempre in quel quadrante di città, a poca distanza dal ponte di ferro diventato lo spazio conteso tra “vandali e onesti cittadini legalitari” c’è un’esperienza, quella del Laghetto della Snia, che ha visto un’altra parte di cittadini autorganizzarsi e riconquistare uno spazio per renderlo pubblico. Una conquista non affatto scontata, che è costata una lotta, la tenacia ma soprattutto una idea diversa di città. Perché della bomboniera pulita e decorosa non ci importa, perché togliere gli adesivi dai pali è un po’ come spolverare un mobile mentre in terra sei pieno di merda. Roma sta diventando una città di piccoli sceriffi, di cittadini che guardano il dito e non la luna, di ultras legalitari come se la legalità fosse la panacea di ogni bene.

E il paradigma è proprio quel ponticello, brutto da morire, soprattutto senza i manifesti.

  • ahp68

    Penso tu abbia centrato il punto della contraddizione principale di questi gruppi o singoli che agiscono nel nome di un generico e “bene”. Il bello non è più un parametro soggettivo e quindi in quanto tale oggetto di discussione e dibattito; viceversa è bello cioè che è legale e brutto cioè che è illegale.
    Invidio le certezze granitiche di questi persone, di cui riconosco solo l’assoluta buona fede anche se condita da una certa povertà culturale: la loro vita scorre dentro binari certi e difficilmente corrono il rischio di entrare in contraddizione con i propri valori, e questo perché questi sono rigidamente codificati nei regolamenti municipali.
    Forse ricorderai il delirante articolo di una giornalista di un noto quotidiano progressista nel quale si definiva “imbianchino” uno dei più noti writers a livello mondiale, solo perché stava dipingendo delle creature chimeriche tra i finestroni di una brutta caserma ora occupata, cambiandone completamente – in meglio, per me e altri – la fisionomia. In una città dove tutto è in teoria rigidamente normato, l’atto anarchico di ri-appropriarsi anche solo della narrazione di una porzione di territorio, viene ritenuto inaccettabile da una gran parte di persone.
    Recentemente è successa la stessa cosa dalle mie parti, dove un centro sociale ha attacchinato pesantemente dopo quasi un anno di chiusura a causa di un incendio doloso. Alcuni retakers sono entrati in polemica – rigidamente sui social network e già questo dovrebbe dire qualcosa, perché una delle cose che caratterizzano questi nostri tempi è che i rapporti conflittuali non sono più mediati dal dialogo “de visu” magari anche brusco o a brutto muso, ma portati avanti su twitter o facebook – accusando i militanti di non interessarsi del loro territorio. Ora, per quanto alcune cose possano essere discutibili, tutto si può dire tranne che il centro sociale in vent’anni di storia non si sia mosso attivamente nelle varie vertenze locali, oltre che nazionali, e quindi c’è da chiedersi come vivano il quartiere questi retakers, da non accorgersi del mazzo che si sono fatte un paio di generazioni almeno di militanti sporcandosi mani e piedi con i problemi reali dei cittadini (lavoro, ambiente, etc etc).
    Che fare? Bisognerebbe più che altro chiedersi come fare a spostare l’impegno di queste persone dal facile campo del legale/illegale, a quello più impegnativo del giusto/sbagliato. Secondo il primo modo di pensare, ad esempio e solo per rimanere nel discorso sulla “grande bellezza” della nostra città, un obbriobbrio come uno di quei cartelloni 6×3 (pieni di messaggi discutibili, oltretutto) piazzati a ostruire la visuale delle nostre vie sono perfettamente legittimi. Non lo sono invece i manifesti di una realtà territoriale che ha come unico modo/mezzo per far conoscere le proprie iniziative quello della comunicazione informale, non potendo minimamente scalfire egemonie economiche consolidate in decenni di inciuci istituzionali.
    Che questa non sia in fondo anche la contraddizione di certo grillismo? La rivoluzione intesa come rigido rispetto delle leggi (“L’onestà tornerà di moda”) senza chiedersi se queste siano giuste o sbagliate? Margaret Thatcher era indubbiamente una persona onesta e rispettosa dei soldi versati in tasse dai contribuenti (rifiutò di farsi rimborsare la spesa per il rinnovo della cucina di Downing Street, secondo una diceria popolare) eppure penso che poche persone come lei abbiano fatto danni e disastri sulla pelle delle classi britanniche meno abbienti.

  • http://bodrato.it/ Pare

    Rodari, L’accento sulla A, ecco cosa è mancato al percorso educativo di costoro…

  • ahp68

    (ho scritto giusto/sbagliato laddove intendevo invece giusto/ingiusto)

  • ahp68

    O fattorino in bicicletta
    dove corri con tanta fretta?”
    “Corro a portare una lettera espresso
    arrivata proprio adesso”.
    “O fattorino, corri diritto,
    nell’espresso cosa c’è scritto?”
    “C’è scritto -Mamma non stare in pena
    se non rientro per cena,
    in prigione mi hanno messo
    perché sui muri ho scritto col gesso.
    Con un pezzetto di gesso in mano
    quel che scrivevo era buon italiano,
    ho scritto sui muri della città
    “Vogliamo pace e libertà”.
    Ma di una cosa mi rammento,
    che sull’-a- non ho messo l’accento.
    Perciò ti prego per favore,
    va- tu a correggere quell’errore,
    e un’altra volta, mammina mia,
    studierò meglio l’ortografia”.

  • Andy

    Quanta ipocrisia in un solo post. Proprio brutto quel ponticello senza quella merda appiccicata. Il degrado ce l’avete radicato nella testa proprio. Poi fatemi indovinare, a casa vostra tutti puliti e perfettini ve’? Un po come la storia degli immigrati, tutti a difendere tutto ma poi, quando si tratta di concretizzare, vi tirate indietro. Datemi i vostri indirizzi, così vengo ad appendere manifesti e ad imbrattare il tutto con qualche botta di spray. L’ideologia v’ha fottuto il cervello.

  • http://bodrato.it/ Pare

    Quanta arroganza, volgarità e violenza verbale in sole quattro righe! “Datemi i vostri indirizzi” (?!?) E quel che segue è una minaccia?

    Sotto casa mia dei difensori di una presunta “purezza italiana”, che evidentemente avevano però discendenze dai vandali, hanno attacchinato vergognosi slogan razzisti che non ho esitato a contribuire a eliminare; spesso inoltre trovo puerili la gran parte delle “sprayate”. Cosa c’entra però con il post? Il post non dice certo che imbrattare è bello.

    Personalmente vi leggo che se le priorità, invece di essere nella solidarietà ed essere affrontate socialmente, si limitano all’applicazione di norme imposte dal potere di turno ed all’imposizione del conformismi, allora più che un volontariato sociale si rischia di scivolare verso un “Nistitùo de vigilancia para la noche” di Gaddiana memoria.

    Anche l’espressione “arte legittima”, fa rabbrividire! Il resto cos’è “arte degenerata”? [vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_degenerata ]

    Se sul muro di casa mia qualcuno scrivesse “vogliamo pace e liberta”, senza l’autorizzazione a farlo, io andrei “illegalmente” a metterci l’accento e magari anche il punto esclamativo!

  • ahp68

    guarda tra le banalità da radio padania ti manca questa: “se non vi piace questo paese andatevene a Cuba o in Cina”. Ricordati di aggiungerla al prossimo commento ammesso che tu ne faccia un’altro (quello qui sopra è il primo e unico che hai fatto finora)
    p.s. ti ricordo che la legge sull’immigrazione è la Bossi-Fini, non la Boldrini-Kyenge. Se non ti piace prenditela con i primi due.

  • bio

    Che quel ponticello sia più brutto così che con i manifesti, è tutto da dimostrare, ammesso che sia dimostrabile avere la verità in tasca quando si parla di bellezza o degrado.
    Meglio chi, invece di pontificare su quale siano i problemi, fa nella pratica qualcosa, partendo dalle regole che tutti dovrebbero rispettare.
    Se non si cambia nelle cose piccole, non si potrà mai cambiare neanche le cose grandi.

  • fra_rr

    sono d’accordo con Bio. Forse è più utile pulire un bene comune, qualsiasi esso sia, che interrogarsi sul significato di degrado per poi rimanere con le mani in mano. Credo che prendersi cura degli spazi pubblici sia un’attività positiva a prescindere dall’importanza dell’intervento, perché quantomeno è utile a riaffermare un principio che in Italia è stato quasi dimenticato: i beni pubblici vanno preservati perché sono di tutti. Magari proprio ripartendo da questo principio e più in generale dal rispetto della collettività che si riusciraà in futuro anche a sconfiggere il vero degrado di cui si parlava. Peraltro non capisco cosa si possa avere contro la pulizia di un ponte o dei muri di una stazione metro da dei manifesti abusivi. Nel 2014 a che cosa serve appendere dei manifesti sul muro per pubblicizzare una attività? la maggiorparte della gente è costantemente connessa a internet è può reperire in rete tutte le informazioni che cerca. Esistono riviste e giornali che pubblicano gratuitamente notizie di eventi. Appendere un manifesto, oggi, oltre ad essere uno spreco di soldi è anche uno spreco di carta. Non capisco quindi perché difendere le affissioni abusive anche se vengono fatte da realta come i centri sociali di roma che svolgono attività meritevoli.

  • Andy

    Ti giuro ho perso un quarto d’ora a leggere e rileggere ma non capisco proprio il senso del tuo intervento. Non capisco cosa centri nè radio padania, nè il numero dei miei post.
    Provo a spiegarlo provando a togliere la nebbia rossa che ti offusca il cervello.
    Quei manifesti, che siano “politicamente” di destra o di sinistra, a me danno fastidio. Lo stesso fastidio che dà l’atteggiamento di tutti coloro che, di prepotenza, si appropriano di uno spazio che è pubblico, e che come tale non gli appartiene. “Ma a Roma i problemi son ben altri” mi dirai vero? Oppure, “ma che fastidio vi danno?”. Daltronde non si capisce per quale motivo il vostro concetto di “fastidio” dovrebbe essere il parametro su cui dovrebbe regolarsi l’intera società. Benaltrismo idiota. Che poi, se riesci ad accendere due neuroni in fila, non è questione di gusti, ma di regole. Ma le regole fanno parte di ideologie fasciste, vero? Sei ridicolo, come questo articolo e tutto questo “giornale”.
    Magari è proprio grazie a quelle regole che puoi definire “tua” la casa dove appendi i manifesti che più ti piacciono e che io non posso venire a
    staccare. Pensaci.

    P.S.: Ah, la legge Turco-Napolitano ti ricorda qualcosa?

  • carlocst

    non c’è che dire, un articolo delirante, concordo, l’ideologia vi ha fottuto il cervello

  • Simone_AA

    “Canzonare” la gente che va in giro a ripulire la sporcizia lasciata dagli altri è veramente una cosa pessima… Fatemi capire, abbiamo delle città pessime e in tutto questo voi ci trovate qualcosa di buono ? E’ arte ? E’ libertà ? Che tristezza…

  • Luigi

    Ma vi siete bevuti il cervello? #Roma è una pattumiera e per voi un ponticello ripulito dai manifesti è brutto da morire? Questa città non ha speranze.

  • Simone_AA

    Questo paese non ha speranze amico mio.. Poi magari si fanno un Week end a Parigi (che non è tra le più pulite) e tornano dicendo che l’Italia fa schifo.. :-)

  • Luigi

    Lo schifo è nella testa di alcuni (molti direi) italiani.

  • mariangela

    allora continuiamo a sporcare ed imbrattare i muri e le strade.Ben vengano queste persone che decidono di riappropriarsi di una città sporca e lasciata all’incuria.Lei si è assuefatto al brutto ed al degrado,addirittura considerando brutto un ponticello senza manifesti.A mio avviso con i manifesti ,messi lì illegalmente è orribile.E sdoganandolo incoraggia i tanti vandali a continuare.Bravo

  • aprile_24

    Trovo disarmanti le argomentazioni di questo post. Non mi interessa cosa sia degrado e cosa non lo sia. Mi interessa cosa sia lecito e cosa non DOVREBBE esserlo. Sporcare, imbrattare, appropriarsi del bene pubblico non dovrebbe esser lecito. Che lo facciano dei disgraziati (detto con tutta la vicinanza e pietas possibile) o il commerciante burino che mette la mercanzia allargando a dismisura il suo negozio NON dovrebbe far differenza. Attaccare manifesti, dove NON è consentito dovrebbe esser perseguito, giusto per il gusto di far rispettare le norme. Ne va del rispetto (ahahhaah) dello stato….,e guarda un pò del bene comune.
    Che poi ci siano persone che provino a riportare le cose allo stato in cui dovrebbero essere, tanto di cappello. Serve a capire e a non abituarci a vivere nella “MERDA”. Magari senza manifesti qualcuno solleciterà una riverniciata a quel brutto ponticello, magari con colori vivaci ….
    Sul fatto che poi i signori dell’AMA, profumatamente pagati, non facciano il loro lavoro, meriterebbe un discorso a parte….ma scusate, se la domestica che VOI pagate non viene a lavorare voi vi fate sommergere dallo schifo?

  • Simone_AA

    Amen.

  • http://www.facebook.com/marco.ugolini1 Marco Ugolini

    Communisti zozzoni, annate voi a pulì, annate a lavorà invece de favve le canne al centro sociale, pagate le tasse e poi vedemo se non ve rode er culo che un pischello de 13 anni va in giro a fare il figo sporcando la città. Non capite un cazzo.

  • Alfredo Mancia

    Giuro che questo articolo fa cadere davvero le braccia! Al di là della sconclusione generale ma può essere che il Manifesto, quotidiano comunista (sic) scriva come un Tredicine qualsiasi? Ma cosa volete che sia la difesa della nostra costituzione, che è la più bella del mondo quando fa comodo ma altrimenti la si salta a piè pari (leggetevi l’articolo 118 please)? Se aveste perso 5 minuti, dico 5 minuti, avreste visto che tra i propositi del gruppo di Retake Roma c’è il dialogo con l’amministrazione per favorire forme artistiche su architetture degradate, forme artistiche e non affissioni abusive! Dai non è difficile da capire. A quando un articolo a difesa del bar Pompi?

  • Mte90Net

    La città più famosa del mondo viene visitata dai turisti ed a loro gli paice vedere i muri, le stazioni, i pali ed il resto dell’arredo urbano imbrattato. Gli piace anche vedere i graffiti sulle opere d’arte. Ci vengono apposta per vedere i graffiti.
    No mi sto sbagliando vengono per vedere il bello di roma non quello schifo che è impregnato di ignoranza, mancanza di legalità e di rispetto alle persone.
    Mi sono sempre domandato perchè queso giornale abbia perso i propri lettori ed abbia fatto campagne di sensibilizzazione, però oggi non me ne stupisco abbia perso i lettori nella versione cartacea.
    Ma si famo gli zozzoni ed imbrattamo tutto per la libertà di manifestare che peppe ti fà il trasloco se lo chiami al cellulare oppure il centro sociale di sempronio fà l’incontro su come i piccioni non rovinano i monumenti ma li rendono più artistici oppure del concerto di arcibaldo il menestrello della borgata. Che tanto quelle pubblicità non se le fila nessuno di pezza.

  • Raf71

    Invito a leggere “la teoria delle finestre rotte”. Roma e’ allo sbando totale. I cittadini non possono sostituirsi alle forze dell’ordine, all’ama ed alle istituzioni in generale. Possono solo fare una cosa: cercare di dare un segnale.. il segnale che non si puo’ andare oltre, che il punto e’ stato passato. Staccare un adesivo affisso “illegalmente” e’ legale e seppur staccandolo si scopre un palo della luce che e’ piu’ indecoroso dell’adesivo al piu’ si mette in luce ancor di piu’ quanto questa citta’ sia ormai abbandonata a se stessa. Staccare un manifesto abusivo e’ una goccia nel mare ma e’ un inizio. Passare vicino ad un cassonetto e buttare dentro gli scatoloni sparsi in giro da qualche incivile o qualche rovistante (italiano, straniero o rom che sia) “impunito” e’ un altro segno, cancellare la scritta fatta sul muro da un ragazzino annoiato che non trova di meglio da fare e’ un altro. Piccoli segnali per piccoli passi verso una sensibilizzazione delle istituzioni al cio’ che preferiscono non vedere o non affrontare. Preferisco il ponticello sporco e brutto da morire a quello usato per l’affissione abusiva.

  • Andrea

    Vergogna profonda per chi ha scritto questo articolo. Pensavo sinceramente che sul manifesto scrivesse gente più capace. Una persona che è talmente tanto assuefatta dal degrado da preferisce riaverlo indietro è il fallimento di un pensiero migliore, di una città migliore. Ma poi prendere in giro chi si impegna per pulire anche la TUA città. Spero vivamente che questo pseudo giornalista e che questo articolo spariscano dalla faccia della terra.
    Poi ti ritrovi a parlare con tanti ragazzi, giornalisti migliori di tale “zeropregi” e pensi: è proprio vero che per lavorare devi essere un incompetente e con la zeppa!

  • Beps De Bepis

    vi siete abituati ad una Roma sporca e sciatta, e così è la vostra mente ormai. Il manifesto de che della inciviltà?

  • Lilly

    ma se un gruppo di persone ci tiene a vedere le mura esterne di casa propria pulite, senza cartelloni orrendi o numeri di traslocatori e facchini abusivi non ha il diritto (?!? che poi non ci dovrebbero nemmeno stare, appiccicati ai pali della luce o ai segnali stradali, benché meno sulle facciate dei palazzi..) di riappropriarsi del decoro urbano? ho vissuto a roma per un po’ di anni, per fortuna non la pensano tutti come questo “genio” che ha scritto sta roba che pretende di essere un articolo, ma se la maggioranza di pensiero è questa vi sta bene! vi sta bene avere i barboni a termini, gli zingari ad ogni parcheggio, le bottiglie di birra al gianicolo, i secchioni vuoti e tutta l’immondizia attorno. Devono ricoprire il Vittoriano o il Colosseo di manifesti e adesivi per farvi finalmente indignare? perché, per soggetti come questi, finché non toccano il colosseo va tutto bene… Ma accendete il cervello…

  • Stefano Indraccolo

    Il Manifesto, “quotidiano comunista”, e già la definizione mi manda indietro di cinquant’anni giudica (un giornale non dovrebbe riportare notizie piuttosto che opinioni? mah) negativamente una iniziativa spontanea come quella dei retakers, mi viene il dubbio, non è che per caso sposa invece la causa di quei centri sociali che invece imbrattano con scritte (non arte, ma vandalismo puro), slogan, e schifezze varie tutto ciò che incontrano? I veri violenti delle idee chi sono, allora? Criticare che “togliere gli ade­sivi dai pali è un po’ come spol­ve­rare un mobile men­tre in terra sei pieno di merda” sarà pure interessante come tesi, ma loro fanno ciò che è in loro potere. Voi, invece seduti sui vostri scranni a pontificare su chi è meritevole e su chi non lo è, in base alle vicinanze di idee politiche… mi sembra tanto peggio. Quando questo paese si sveglierà e capirà i danni che questo modo di pensare ha cagionato a questo paese, beh, sarà sempre troppo tardi.