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losangelista

Repubblicani: guerra di posizione

Karl Rove: capo stratega repubblicano e mefistofele del GOP

La campagna repubblicana per spodestare Obama nelle elezioni d’autunno, si e’ assestata su una guerra di posizione di cui si intravedono ora i contorni. La strategia conservatrice prevede l’uso strategico delle frange ideolgiche, i fondamentalisti libertari nella campagna anti-welfare e per lo stato minimo, l’impiego degli integralisti teocon  nelle “guerre culturali” (aborto, preghiera, immigrazione ecc.). A questo scopo ad esempio gli ideologhi del Tea Party sono stati cooptati dagli strateghi di partito come Karl Rove, un cavallo di Troia generosamente finanziato dai poteri forti del partito come i fratelli Koch. Il finanziamento e’ naturalmente componente fondamentale del progetto e fa capo ad una vasta rete “sotterranea” strutturata nei PAC, i “comitati di azione politica” che per legge non devono sottostare ai limiti imposti alle spese dirette dei partiti. Si tratta insomma di organizzazioni che fiancheggiano i candidati senza limiti di spesa e da quest’anno senza dover nemmeno dichiarare  le fonti dei loro soldi.  A potenziare ulteriormente questo sistema di  fondi “grigi” e’ venuta quest’anno la sentenza detta “citizens’ united” con cui la corte suprema ha accordato alle corporation piena “cittadinanza” in materia politica, riconoscendo alle aziende il diritto di espressione di preferenze – e finanziamenti – politici come fossero persone e pieno titolo giuridico. E questo ci porta ad un arma chiave del piano repubblicano: con una salda maggioranza conservatrice  il terzo ramo di governo  e’ lo strategico grimaldello repubblicano contro i democratici. Oltre al regalo di citizens’ united,  la corte suprema sta per pronunciarsi sulla riforma sanitaria ed e’ molto probabile che lo fara’ con una sentenza di anticostituzionalita’ contro la legge simbolo di Obama, calibrata per massimo effetto elettorale. Infine la supreme court e’ strumento efficente per smontare l’apparato di finanziamento democratico e strangolare nelle retrovie la linfa economica necessaria alla campagna. Attacco quindi al cuore dei sindacati – unica organizzazione che i democratici possono contrapporre a fiumi in piena di dollari provenienti dalle corporation. Dopo la sconfitta delle union in Wisconsin (il referendum  perso contro il governatore antisidancale) la corte suprema ha assestato un altro durissimo colpo ai sindacati con la sentenza della scorsa settimana contro la SEIU (sindacato lavoratori di servizio). I giudici hanno decretato che i sindacati debbano ogni volta ottenere una maggioranza referendaria dei propri membri prima di destinare fondi a campagne politiche (immaginiamo che le grandi aziende dovessero fare lo stesso e ottenere il permesso di dipendenti prima di sostenere  i “loro” candidati). Cosi’ si monta la campagna concertata dei conservatori per la casa bianca. 4 anni fa Obama aveva controbattuto la machine repubblicana  con una massiccia oragnizzazione grass-root. Stavolta sara’ sicuramente piu’ difficile; per ora il presidente controbatte tentando di galvanizzare  i gruppi di riferimento: donne, gay, ispanici ma il segmento critico potrebbe essere quello dei giovani, che minacciano un ritorno all’astensionismo da disillusione.

Opinioni politiche in attesa di venire espresse nel mercato dell idee