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Quinto Stato

Renzi prepara il pacco di natale per i freelance

Un'immagine della campagna su twitter #siamorotti

Un’immagine della campagna su twitter #siamorotti

La riforma del regime dei minimi: un trappolone del governo 2.0 per i coetanei del presidente del consiglio a partita Iva. Per la Confederazione Italiana Libere Professioni (Lazio) aumenterà le tasse del 500%. Perderanno il lavoro 300 mila professionisti e autonomi

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Per le partite Iva, una vigilia di natale da incubo. Il governo 2.0 ha preparato un trappolone anche per quella platea di «startuppers» e «innovatori» scelti dal presidente del Consiglio Renzi come alleati nella sfida alla rottamazione della sfiga e dei corpi intermedi. Per la Confederazione Italiana Libere Professioni del Lazio il nuovo regime dei minimi contenuto nella legge di Stabilità in discussione al Senato comporterà un incremento della tassazione dei giovani professionisti del 500% circa. Su un reddito medio ipotizzato di 19 mila euro, se nel 2014 si pagavano 900 euro di Irpef-sostituto d’impresa, con la riforma in arrivo nel 2015 si sborserà oltre 4 mila euro(+3 mila euro) Su base mensile questo significa un taglio di 200 euro almeno su un reddito mensile da 1400 euro.Questo rovescio riguarda i professionisti under 40, i coetanei del presidente del Consiglio.

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Freelance beffati e tartassati dal nuovo regime dei minimi

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Il nuovo regime dei minimi aumenterà l’aliquota media dei «professionisti tecnici» dal 5% al 22,48%, al 23,77% per l’area economico-sociale, del 24,58% per quella sanitaria e del 25,11% per l’area giuridica.

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La rivolta delle partite Iva: “Non siamo i bamcomat dello Stato”

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Per Andrea Dili, presidente di Confprofessioni Lazio – tale inasprimento «spingerà fuori dal mercato oltre 300 mila professionisti. Non si comprende perché il governo dichiara di puntare sui giovani, competenze e qualificazione professionale e nei fatti finisce per affossare uno dei comparti più giovani, innovativi e dinamici del mercato del lavoro». Il caso è stato sollevato prima da Acta, Alta partecipazione e Confassociazioni nell’appello «Non siamo i bancomat dello Stato». Nel frattempo continua anche la battaglia contro l’aumento dell’aliquota al 29,72% per autonomi e precari iscritti alla gestione separata Inps (i tweetstorm con l’hashtag #DicaNo33).
L’allarme è generale sul fronte dove governo e maggioranza sono in grande difficoltà, anche culturale.

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#siamorotti: freelance e coworkers rompono con il governo

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«Abbiamo chiesto al Governo, senza risultato, di bloccare l’aumento dei contributi previdenziali per le partite Iva autentiche come già fatto nei due anni precedenti – ha detto il presidente della Commissione lavoro della Camera Cesare Damiano (Pd). Le mancate risposte al lavoro autonomo e professionale non fanno altro che aggravare la condizione occupazionale e di reddito delle giovani generazioni».