closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Bar Condicio

Renzi, De Bortoli, Carneade e il terremoto silenzioso

De Bortoli come “Carneade-chi era costui?”. Son passati pochi giorni dall’editoriale di fuoco del direttore del Corriere contro il presidente del Consiglio e il suo governo. Fendenti pesantissimi che hanno animato il dibattito nei palazzi della politica. Solo in quelli, però. Matteo Renzi in fatto di comunicazione ne sa una più del diavolo, persino una più di Silvio Berlusconi, che difficilmente rinunciava a rispondere a tono ai suoi detrattori. Non un commento del leader del Pd da New York, dov’era in viaggio ufficiale, pochissime dichiarazioni di sostegno dei suoi fedelissimi. Niente, insomma, che potesse alimentare un dibattito che rischiava di nuocergli. L’hanno tenuta bassa, come si dice, facendo finta che nulla fosse accaduto. Il silenzio, dunque, come strategia di difesa. Un atteggiamento in controtendenza rispetto allo stile comunicativo dell’ex sindaco di Firenze, che difficilmente si astiene dallo scontro dialettico. Anzi, di più, ci sguazza. Neanche quel passaggio sull’’odor stantio di massoneria’ gli ha fatto perdere il controllo in pubblico. E, per carità, nessun commento sul paventato commissariamento della Troika. Che roba è, ‘na parolaccia? La strategia del silenzio per derubricare quel pezzo a canto del cigno di un direttore quasi al termine del suo mandato, per quanto del giornale da sempre considerato vicino al potere. Ci sono state altre voci, non politiche, a sostenere Renzi, quasi a voler significare lo scontro è interno ad altri gruppi di potere e non lo riguardano. Questa è stata l’impressione. In ogni caso Renzi ha vinto la sua battaglia di comunicazione con il silenzio. Sarà il tempo a dire se vincerà anche l’altro scontro, quello vero, sulla politica e sull’economia. Ma questo è francamente troppo per un blog semiserio come questo. Noi di Bar Condicio al massimo vediamo doppio, non il futuro. Cin!