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L'urto del pensiero

Referendum: il grande bluff

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di PAOLO ERCOLANI

Soltanto un coraggioso utilizzo della “ragion cinica” può salvarci dall’insensatezza che pervade la sfera pubblica e sociale della nostra epoca.
Un’epoca in cui l’eccesso di informazioni urlate e per nulla argomentate, con l’aggiunta della Rete a fare da cassa di risonanza allo sciocchezzaio dilagante, rendono incredibilmente ardua l’impresa della comprensione. Anche dei fenomeni più marginali, figuriamoci di quelli fondamentali per le sorti del Paese.
Domenica prossima siamo chiamati a votare per un referendum che consentirà o meno una sensibile modifica della seconda parte della nostra Costituzione.

LA RAGION CINICA

Ma senza un saggio uso della “ragion cinica” rischiamo di non comprendere granchè, dividendoci fra chi esalta Renzi e chi invece vuole mandarlo a casa.
Di quale ragion cinica sto parlando?
Volendo riferirsi al filosofo Peter Sloterdijk, potrei dire che non si tratta della ragion cinica dell’arrivista, di colui che è disposto a tutto pur di raggiungere obiettivi esclusivamente propri.
Nè di quello che Marx chiamava il “cinismo da cretini”, con il solo scopo di spezzare sul nascere ogni intento ispirato anche a un sano idealismo e coraggio.
La ragion cinica a cui mi riferisco è piuttosto quella del filosofo antico Diogene, pronto a chiudersi in una botte pur di estraniarsi dall’insensatezza dilagante nella sfera pubblica.
Oppure il “cynismus” di cui parlava Nietzsche, quello che conduce l’individuo animato da una volontà di comprensione a ricercare un dialogo con la propria dimensione interiore, con una vita vissuta autenticamente al di là delle convenienze, ipocrisie, propagande o persino convinzioni che vengono prodotte dalla società dello spettacolo.
Insomma, la ragion cinica di cui sto parlando non è quella di chi racconta bugie pur di raggiungere il proprio tornaconto, bensì quella di chi ricerca uno spazio intimo e riflessivo con il solo scopo di pervenire a una ragionevole verità.
E alla fine dirla pubblicamente senza remore. Anzitutto a se stesso.
Mosso da quella che Weber chiamava “etica della responsabilità” (verso il bene pubblico), contrapposta all’ “etica della convinzione” (verso le convinzioni proprie e di una ristretta galassia conoscitiva).

QUEL NON DETTO FRA IL SÍ E IL NO

Cercando di utilizzare questo tipo di ragion cinica, dico allora che è molto probabile (per non dire certo), che la riforma della Costituzione (e quindi il SÍ al referendum) sono stati dettati e vengono sostenuti dai poteri dell’alta finanza internazionale, nonchè da quei politici che a tali poteri si sono subordinati per legittima convinzione, esclusivo tornaconto personale, o magari per non essere spazzati via da un sistema che oggi impera senza un solo barlume di credibile alternativa.
A questo si aggiunga lo spettacolo avvilente di un sistema mediatico che, in larga parte, diffonde notizie apocalittiche sulle sorti di tutti noi nel caso malaugurato di vittoria del NO.
Ciò premesso, e non è una premessa di piccolo conto, la sana ragion cinica non può per questo aderire automaticamente alle ragioni del NO.
Infatti, anche volendo tralasciare il fatto che gli stessi padri costituenti avevano prefigurato la necessità di una modifica della Costituzione da loro pensata e scritta, mi viene subito da chiedermi: ma in che misura l’attuale Costituzione ha impedito che il nostro Paese piombasse nel disastro politico, economico, sociale e culturale che è sotto gli occhi di tutti?!
In cosa, quella che viene difesa anche come “la migliore Costituzione del mondo”, ha impedito la corruzione della prima repubblica, la corruzione della seconda, l’arrivo al governo del Paese di soggetti impresentabili (da Berlusconi a tutta la sua cricca di incompetenti e lestofanti), lo scandalo antidemocratico di governi “tecnici” che, senza essere eletti dal popolo, hanno operato le “riforme” più radicali e distruttive degli ultimi decenni?!
In cosa, e come, questa nostra Costituzione, dovrebbe mostrare il suo valore nell’essere strenuamente difesa da soggetti come Berlusconi e Grillo, nonchè dalla destra e sinistra radicali, che nulla hanno e avranno mai in comune se non la volontà di liberarsi dal vincitore pigliatutto che risponde al nome di Matteo Renzi?!

I TROPPI SILENZI

Gli esponenti più seri del fronte del NO sostengono che non si tratta soltanto di opporsi alle “riforme” di Renzi, ma che dopo seguirà da parte loro una proposta articolata e alternativa di riforma della stessa Costituzione e anche elettorale.
Ma allora, mi chiedo “cinicamente”: perchè questa proposte alternative non sono state pensate, elaborate e comunicate prima, fornendo l’impressione che il fronte del NO possieda una visione alternativa del Paese e della strada che gli si vuole far imboccare?!
E poi ancora: ma queste proposte alternative, di cui saremo informati e da cui verremo beneficati rigorosamente dopo aver votato NO ed aver mandato a casa Renzi, il variegato fronte dello stesso NO le elaborerà congiuntamente (mettendo a uno stesso tavolo Salvini e Fratoianni, Grillo e Berlusconi), oppure pensa a una diversa modalità che, ancora una volta, nessuno ha avuto la bontà di comunicare al favoloso mondo degli elettori?!
Infine, il quesito finale, che è anche il più sostanziale e impellente: ma se il fronte del SÍ è mosso, guidato e armato dal potente e imperante sistema tecno-finanziario ormai dilagante, da chi o meglio da cosa è mosso il fronte del NO?!

NO. E POI?!

Insomma: ammesso e concesso che il SÍ esprime la genuflessione a un sistema che va avanti a suon di riforme neo-liberistiche, scientificamente orientate a distruggere l’impianto sociale e democratico del Novecento, per sostituirlo con un’assenza di tutele e diritti sociali che, di fatto, sta allargando la forbice sociale fra i sempre meno numerosi ricchi (sempre più ricchi) e i sempre più numerosi poveri (sempre più poveri),
qual è, ancora una volta, il programma concreto e realistico con cui l’attuale Sinistra intende contrastare tutto ciò e costruire un sistema-paese differente?!
Essì, perchè se la Sinistra è quella rappresentata da Fratoianni e compagni più o meno “rifondisti”, dobbiamo quantomeno constatare che nessuna proposta alternativa, puntuale e realistica rispetto all’attuale sistema è mai giunta alla nostra conoscenza.
Mentre se la Sinistra è quella di D’Alema, Bersani e rancorosi vari, dobbiamo ricordare che lorsignori hanno iniziato, appoggiato e infine compiuto tutte le “riforme” che oggi imputano a Renzi, avendo sostenuto lo scandaloso governo Monti e praticamente tutte le sue neoliberistiche riforme.
Insomma, a un’analisi cinica e spassionata il “brancaleonico” fronte del NO risulta composto da tre correnti:
1. Quelli che non presentano alcuna alternativa nè sembrano possedere alcuna “visione” rispetto al futuro del Paese e, in genere, di un sistema mondo che non sia governato dal sistema tecno-finanziario (tutta la galassia a sinistra del Pd).
2. Quelli che, oltre a non presentare e possedere alcun programma alternativo credibile e concreto, o si sono già macchiati delle “porcate” riprese da Renzi (l’attuale sinistra del Pd), o risultano per identità politica e culturale assai più vicini al modello liberale e liberista che appoggia le riforme che stanno dietro al SÍ (Berlusconi e il centro-destra presente attualmente al governo come all’opposizione).
3. Il populismo ideologicamente indefinito e irrealistico, oltre che composto da troppa improvvisazione, che al momento sembra pervadere buona parte del Movimento 5 Stelle (che pure ha le sue ragioni, eccome se le ha!); ma anche il populismo razzista, violento e ignorante proprio della Lega Nord.

I SONNI TRANQUILLI DEL POTERE DOMINANTE

Questi sono i dati che, al di là delle singole riforme della Costituzione in ballo, mi sembrano caratterizzare oggettivamente tanto lo schieramento del SÍ (dannoso per un verso) quanto quello del NO (dannoso per altri).
Se le “alternative” in gioco sono queste, il sistema tecno-finanziario imperante può dormire sonni tranquilli.
Se vincerà il SÌ otterrà subito ciò che vuole dal nostro Paese, se invece prevarrà il NO lo otterrà comunque, probabilmente grazie alla collaborazione di figure ben più inquietanti e pericolose dello stesso Renzi, che a quel punto lo avranno sostituito al governo del Paese.
Se le alternative in campo sono queste, io non riesco a schierarmi da nessuna parte.
Vorrei farlo per il mio Paese.
Ma come da troppo tempo avviene, si tratta dell’unica opzione non contemplata in questo grande bluff che stavolta ha assunto le fattezze di un referendum.

  • gerardo Garzone

    Considerazioni come sempre acute e condivisibili. Ma ora il problema è: stare a guardare e vedere come va a finire (astensione, scheda bianca ecc.) oppure fidarsi di personalità come don Luigi Ciotti, eminenti cosituzionalisti, partigiani come Smuraglia ecc. e tentare di mettere un freno all’ondata neoliberista che sta distruggendo quel poco di diritti rimasti e preparando un pauroso futuro per le giovani generazioni? Pur condividendo le perplessità esposte nell’articolo, non me la sento di astenermi e andrò a sostenere le ragioni delle personalità citate votando NO, nella speranza che si cominci a contrastare fattivamente questo sistema tecno-finanziario imperante.