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losangelista

Reality Jihad

Quando un reality suscita proteste, normalmente  riguardano il contenuto offensivo per l’intelligenza media o l’ingiuria alla reputazione della categoria rappresentata. E’ il senso  delle campagne degli italoamericani contro Jersey Shore, reo di perpetuare gli stereotipi sui guidos,  o quelle dei cittadini del New Jersey in senso lato contro i numerosi programmi che diffondono i luoghi comuni meno lusinghieri su gusti, abitudini e acconciature degli abitanti dello stato (al netto esportatore di coatti).  Non abbiamo ancora visto,  ma immaginiamo marcate proteste del PETA contro The Simple Life  per aver esposto inermi animali da fattoria a Paris Hilton e Nicole Ritchie. Assordante invece per ora il silenzio delle associazioni dei carozzieri di chopper, matrone suburbane plastificate e titolari di pawn shop sovrappeso (categorie evidentemente capaci di innato e self-control).  In questo panorama la protesta della Florida Family Foundation contro All American Muslim e’ in netta controtendenza, in quanto prima contestazione di un reality show che ne lamenta un contenuto di streotipi insufficiente.  All American Muslim e’ l’ultima produzione TLC, l’emittente all-reality il cui nome,  retaggio di un lontano passato di canale educativo (The Learning Channel), e’ un efferata beffa alla luce dell’odierno palinsesto che comprende programmi-verita’ su, fra gli altri,  nani, zingari, Sarah Palin e naturalmente “extreme couponers”, capaci di fare cose innominabili con buoni sconto.  Al confronto   All American Muslim e’ paludato, perfino impegnato: segue le vite quotidiane di 5 famiglie di origine libanese a Dearborn, ottava citta’ del  Michigan e la municiplita’ con la piu’ alta concentrazione di  musulmani d’America. Grazie all’immigrazione mediorientale cominciata negli anni ’20 col boom automobilistico (a Dearborn viveva Henry Ford)  e proseguita fino alla recente diaspora irachena, un terzo della popolazione di Dearborn, dove c’e’ la piu’ grande moschea d’America,  e’ ora di discendenza araba – una comunita’ ripetutamente atenzionata dall’FBI dopo l’11 settembre. I protaginisti dello show sono di seconda e terza generazione e, come suggerisce il titolo, americans pienamente assimilati, dediti a ordinarie vite middlle-american fatte di  shopping, fast-food, esercizio in palestra; si ostinano insomma a non conformarsi ai pregiudizi sui maomettiani  – al di dell’intercalare continuo di invocazioni a iddio onnipotente – consuetudine daltronde piuttosto comune nel Midwest.  Il programma, perlopiu’ benintenzionato, fa perno appunto sull’incongruenza fra prosaica normalita’ degli islamici da shopping mall e  il prevalente luogo comune che li dipinge come jihadisti in pectore. Una normalita’ ostentata che ha alquanto stizzito la Florida Family Association, una gioviale associazione di timorati di Dio (quell’altro) che dal sunshine state si batte contro l’oscuro disegno,  da molti ancora ignorato,  in atto per sovvertire la costituzione americana e con la connivenza dei laici progressisti, come si legge sul loro sito,  imporre la legge sharia in tutto il paese.  Il reality sui musulmani normodotati si inserisce, secondo la FFA, in questo perfido progetto: i personaggi apparentemente innocui del programma, fingono subdolamente di non essere dinamitardi o invasati. Come infidi ultracorpi, mirano a infiltrare le menti degli ignari  spettatori-voyeuristi facendo appello alla istintiva creulita’ dell’Americano medio, facilmente tratto in inganno da persone che come lui amano ile TV maxischermo e i SUV. Insomma un omissione di stereotipi evidentemente mirata ad imbonire il pubblico e fargli abbassare la guardia garantita dai  pregiudizi difensivi. Per queste ragioni la AFF ha lanciato il boicottaggio degli sponsor pubblicitari dello show, tattica che ha fruttato l’immediata adesione della catena di big box fai da te Lowe’s che ha subito ritirato le proprie inserzioni da TLC, la quale pero’ dichira che il programma proseguira’. Intanto lo scontro di civilta’ si e’ finlmente spostato su un terreno comune la TV reality.

  • Ahmed

    Beh… situazione complessa. Come si fa a prendere posizione dopo un fuoco di mitraglia di tale intensita’ a favore degli islamici?
    Proviamo a ragionare. I musulmani non sono un’etnia o una razza (quand’anche esistessero le razze), sono insomma persone eterogenee di varie parti del mondo che hanno la sfortuna di nascere in luoghi che impongono con la forza (spesso la violenza) l’ideologia religiosa islamica. Se i paesi non sono a maggioranza musulmana – non sono cioe’ stati invasi e soggiogati dagli eserciti islamici nei secoli passati – si tratta di persone nate in famiglie musulmane emigrate che perpetuano gli stessi meccanismi di automatica identificazione persone/religione dei paesi di origine. Secondo l’ideologia islamica qualunque persona nata da genitori musulmani e’ essa-stessa musulmana. Non puo’ uscire dalla religione, pena la morte e deve propagare la stessa ideologia forzando qualunque aspirante coniuge alla conversione.
    Vi sono poi i converti, ma sono statisticamente insignificanti. l’ideologia islamica e’ quella che attrae meno conversioni tra tutte le maggiori religioni al mondo. La maggior parte dei musulmani vuole scappare da quell’incubo.
    Cio’ che dobbiamo analizzare non e’ la bonta’ delle persone sotto la categoria “islamici”, ma l’ideologia stessa. Ed un giudizio razionale, onesto, ponderato sull’ideologia islamica non puo’ che essere di condanna totale per i contenuti abominevoli che questa veicola.
    Violenza elevata a norma religiosa, morte agli apostati, maschilismo, razzismo religioso (religiosismo?), totalitarismo politico veicolato sia attraverso le armi che la religione… Insomma un incubo in terra come neppure nei peggiori incubi Orwelliani.
    La stragrande maggioranza dei musulmani sono “cattivi musulmani”, i.e. se ne fregano altamente delle norme e dei precetti contenuti nei libri c.d. sacri dell’ideologia islamica. Sono belle persone proprio in proporzione alla scarsa aderenza ai principi islamici, come presumibilmente viene mostrato nel reality. Vi e’ poi una zona grigia di persone che sono attratte proprio dalla rigidita’ (che fornisce sicurezza ai deboli d’animo) della dottrina. Vi e’ infine un numero limitato (almeno nei periodi di pace) di “buoni musulmani”, che sono il vero pericolo per ogni societa’ sulla terra. Sono coloro che pensano di avere la verita’ in mano e che sia lecito uccidere gli infedeli se non si convertono, umiliare le donne, espandere il Dar-Al-Islam con il Jihad (che e’ guerra armata). In sotanza pregare ed ammazzare.
    Ora, capisco che il reality sia un media di particolare poverta’ e porti a generalizzare in un senso o nell’altro sulle caratteristiche positive o negative dei gruppi.
    Eppure la questione centrale e’: i musulmani non sono un’etnia, ma gli aderenti ad un’ideologia religiosa. Possono (in ultima istanza ed a rischio della vita) scegliere di abbandonare un’ideologia tanto orrenda. Se non lo fanno e’ per paura delle minacce dei gruppi radicali o per appeasement o perche’ quella ideologia necrofila piace loro.
    Sarebbe come parlare di “poveri fascisti” discriminati o mostrare le famigliole felici dei gerarchi nazisti che innaffiano il prato o giocano con i bimbi. Questo non dice nulla sulla sostanza delle ideologie.

  • http://lucacelada.com Luca Celada

    Inanzitutto vorrei esprimere le rimostranze per il commento eccessivamente pacato e razionale, non corrispondente quindi allo stereotipo che conservo di chi non e’ daccordo con me. Premetto che non riserbo particolare simpatia ai precetti della religione islamica che mi sembra caratterizzata dal dogma, superstizione e dall’intransigenza – in breve, i segni caratteristici di tutte le religioni. Al punto che al di la di alcune manifestazioni di intolleranza forse particolarmente efferata (e la spiacevole propensione alla teocrazia che perdura nella modernita’), mi sembra che sostituendo la parola “cattolico” dove nel commento si legge “musulmano” il discorso fili lo stesso. Non solo, se dovessimo leggere un mese si e un mese no che in questo o quel paese gli imam si macchiano di indicibili crimini sessuali sui loro fedeli….inomma ci siamo capiti. Concordo infine che i piu’ simpatici adepti di qualunque religione siano quelli che meno le prendono sul serio (ma forse allora il problema di potrebbe evitare preventivamente…o no?). Detto questo l’intento del post era
    segnalare la becera ottusita’ dell’ennesimo pregiudiziale attacco al diverso.

    LC