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Poltergeist

Razzismo in sordina

BB241729@LUTHER

Tutta la prosopopea americana di un mondo libero da discriminazioni razziali si riduce nella calcolata presenza di un numero preciso di neri per ogni serie, di asiatici per episodio e di occasionali nativi americani come comparse di contorno. Non c’è serie americana che possa presentarsi al largo pubblico senza aver prima ottemperato alla regola del 15%, e cioè, se i neri sono più o meno il 15% della popolazione, una simile percentuale deve essere presente sullo schermo – di qui i vari attori di colore che rivestono soprattutto i ruoli di migliore amico del protagonista, di antagonista, di figura di colore locale. Lo stesso dicasi per gli asiatici e i nativi americani. È chiaro che la stessa regola non vale per le altre razze, pure o miste, perché, tanto per dirne una, gli italoamericani non richiedono a gran voce un’equa presenza televisiva che rifletta la loro capillare infiltrazione nella società. Almeno, non più. A guardare un telefilm americano, dunque, appare chiaro che ogni afroamericano è presente in quanto afroamericano, e in quanto tale si comporta, parla e gesticola come un americano diverso da ogni americano “normale” (cioè bianco) ed è un rappresentante di un modo di essere, sentire e vivere lontano da quello più propriamente americano, quello dei bianchi, dei sobborghi, del mutuo e del conto in banca, dell’America indebitata, incapace di liberarsi dai debiti, dalle costrizioni dei salti di carriera, dalle assicurazioni sulla vita e sulla morte. In Inghilterra, invece, dove la presenza di persone di colore è considerata parte del tessuto sociale e non eccezione, né pericolo, i neri sono presenti in televisione come inglesi, puramente e semplicemente. Un nero in una serie inglese non è altro che un inglese e il colore della sua pelle non ha assolutamente alcun peso sulla definizione del personaggio. Essere inglesi, questo sembrano dire le serie britanniche, è qualcosa che è al di sopra della propria provenienza, colore, religione, costume. Essere inglesi è una caratteristica umana e comportamentale che è in grado di schiacciare ogni altra differenza. Evidentemente, essere americano non è un carattere altrettanto forte: è qualche cosa di costruito e quotidianamente rinforzato dai media e da ogni altro mezzo capace di influenzare il pubblico – non si comprenderebbe altrimenti il diverso status delle razze nei due paesi.