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FranciaEuropa

Razzismo anti-Rom, una storia francese

Il deputato del partito di centro Udi, Gilles Bourdouleix, sindaco di Cholet, avrà probabilmente a che fare con la giustizia, per aver affermato che “Hitler forse non ne ha uccisi abbastanza”, frase pronunciata in riferimento ai Rom, che ha espulso dal territorio del comune dove è primo cittadino. L’Udi, partito centrista nato da non molto da una scissione dell’Ump, minaccia di espellerlo. Bourdouleix minaccia, come ritorsione, che partirà “con armi e bagagli” e cioè con i circa 1400 iscritti che rivendica la sua formazione, il Centro nazionale indipendenti e contadini, un gruppo noto per le sue posizioni a destra della destra. Il primo ministro  Jean-Marc Ayrault, il ministro degli interni, Manuel Valls, hanno condannato la frase del sindaco di Cholet, anche a destra ci sono state voci per prendere decisamente le distanze da Bourdouleix. Ma è da due mesi che si assiste a una rincorsa nella stigmatizzazione dei nomadi in Francia. In sostanza, quest’estate si ripete la storia di ogni estate. Nel 2010, era stato Sarkozy, con il famoso discorso di Grenoble, a prendersela con i Rom, dopo che aveva concluso un accordo con la polizia rumena, sbarcata in Francia per coadiuvare negli arresti di cittadini di questo paese dell’est europeo. Ne era seguita una polemica con la Commissione di Bruxelles, e la Francia era sfuggita di poco a una condanna per non applicazione della direttiva del 2004 sulla libera circolazione dei cittadini. Comunque, nell’agosto del 2010 c’era stata un’ondata di espulsioni, con 300 campi evacuati. Le espulsioni continuano del resto ad essere all’ordine del giorno: 12.841 nel 2012, anno elettorale, in crescita del 18,4% sul 2011.

Stamattina c’è stata un’evacuazione di un campo Rom a Marsiglia. Un altro campo è stato evacuato nel dipartimento della Seine-Saint-Denis, vicino a Parigi.  Pochi giorni fa, nei paesi baschi, un sindaco (a Ustaritz) ha fatto ricoprire un campo di rugby con del letame di maiale, per evitare che si insediassero dei nomadi. La stessa cosa era stata fatta dall’organizzazione agricola Fnsea nelle Yvelines poco tempo prima al grido di “recuperiamo le nostre terre”. Vari sindaci si sono dimessi recentemente per protestare contro la presenza di campi illegali. All’inizio di luglio, il sindaco di Nizza, l’Ump Christina Estrosi, aveva consigliato agli altri sindaci una sua “guida pratica” per come cacciare i Rom, che aveva dichiarato di voler schiacciare. Nel 2011, Pierre Lellouche, deputato che ha anche avuto la carica di sottosegretario agli affari europei, aveva definito Romania e Bulgaria “stati feccia” perché lasciavano emigrare i Rom verso la Francia. Jean-Marie Le Pen ha parlato di presenza “urticante” dei Rom in Francia.

Il 17 giugno, il deputato socialista Dominique Rainbourg ha presentato una proposta di legge che prevede delle multe per i comuni che non applicano la legge di 13 anni fa, che impone a tutti i comuni con più di 5mila abitanti di organizzare aree di accoglienza per i nomadi. Ma il ministro degli interni, Manuel Valls, ha subito premesso che se la legge passerà ci vorrà una contropartita per i sindaci: poter espellere con maggiore facilità i nomadi che non rispettano la legge.

In Francia vive una della più grosse comunità di nomadi d’Europa. La maggior parte sono cittadini francesi da secoli, presenti sul territorio dal XV secolo. Oggi sono circa 300mila in Francia e solo 70mila sono davvero nomadi. UNa legge del 1012 aveva istituito il libretto antropometrico per i  nomadi, una schedatura generalizzata, abolita solo nel 1969, per essere sostituita da un libretto di circolazione, che è una specie di carta di identità di serie B, che permette, per esempio, solo un diritto di voto ristretto.