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Bar Condicio

Rai: una rapina mediatica

Rai: Cda prende in esame razionalizzazione sistema informazione =

(AGI) – Roma, 9 lug. – Un primo esame dello stato e dell’organizzazione dell’informazione Rai e’ stato fatto oggi durante i lavori del Cda presieduti da Anna Maria Tarantola. Il comunicato finale della riunione si limita a darne notizia in una riga, senza meglio dettagliare. Da indiscrezioni pare che un’ipotesi di lavoro possa essere quello di razionalizzare il lavoro delle testate, ovvero far si’ che ci sia un canale all news che operi in qualche maniera anche da supporto alle diverse testate. Sul genere di quanto fatto da competitor Rai.

Rai: Cda prende in esame razionalizzazione sistema informazione =(2)

(AGI) – Roma, 9 lug. – Obiettivo condivisibile – viene rilevato tra i consiglieri di viale Mazzini -, specie in una fase di pesante spending review come l’attuale che il Paese intero sta attraversando, ma si tratta ora di vedere come questa idea di razionalizzazione possa tradursi in fatto concreto, tenendo conto anche dei numeri attuali in fatto sia di risorse umane che di testate. Quanto alle notizie di questi giorni secondo cui addirittura a viale Mazzini si starebbe pensando a un progetto di fusione RaiNews-Tg2, a quanto pare il direttore generale Gubitosi avrebbe commentato che non insegue le cose giornalistiche.

Rai: se l’accorpamento Tg2-Rainews non s’ha da fare

Maria Pia Ammirati alla guida delle Teche, Sergio Santo direttore generale di Rai Com (ilVelino/AGV NEWS) Roma, 09 LUG – Accorpare il Tg2 a RaiNews consegnando le chiavi del notiziario della seconda rete nelle mani di Monica Maggioni. L’indiscrezione in Viale Mazzini circola da settimane, ma a smentirla oggi in cda – a quanto apprende Il Velino – e’ stato il direttore generale Luigi Gubitosi in persona. “Ho letto qualcosa in proposito sui giornali – avrebbe detto il dg ai consiglieri – ma non perdo tempo neanche a fare la smentita”. Il tempo, invece, Gubitosi lo sta impiegando (tra l’altro) a far tornare i conti dell’informazione Rai. Un’informazione – stando ai dati illustrati oggi al settimo piano – che conta quasi 1.800 giornalisti e che costa alle casse di Viale Mazzini poco meno di 500 milioni l’anno. Troppi in tempi di spending review. Gubitosi in testa un’idea ce l’ha su come riformare l’informazione, ma con il cda non ne ha ancora parlato. Chissa’ se lo fara’ nella prossima assise del 24 luglio. Come ai piani alti della tv di Stato la pensano comunque in molti.

Prosegue nell’indifferenza della politica l’operazione di depotenziamento del servizio pubblico radiotelevisivo. Certo, non si parla di licenziamenti ma di ‘conti in ordine’. Non si accenna a privatizzazioni ma ad una vaga ‘razionalizzazione’. Non ci sono tagli con la scure al personale, ma solo una rassicurante ‘spending’ review. Stiamo parlando della più importante azienda culturale del Paese, un po’ ammaccata, ma ancora appetibile –eccome- sul mercato. E’ la preda da sbranare in un periodo di vacche magre, in cui gli introiti pubblicitari si stanno riducendo per tutti i competitor. La Rai fa gola e lo Stato si prepara a svendere un pezzo pregiato del suo patrimonio. Agli amici sussurrano i maligni. La cosa eccezionale è che lo si fa cavalcando la percezione negativa che in questo momento i cittadini hanno del servizio pubblico radiotelevisivo. Un bene comune svenduto come un vecchio arnese senza considerare che solo un servizio pubblico può garantire in questa Italia il vero pluralismo tv. Una rapina mediatica che ricorda una fantastica vignetta di Altan che diceva più o meno questo: ‘ci stanno rapinando’ ‘Sì, ma prima ce lo fanno desiderare ardentemente’. Cin!

  • uther pendragon

    Ma che vuoi che gliene freghi agli smacchiatori di giaguari e consimili?