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Islamismo

Rahmeh, uccisa dall’occupazione israeliana

Venerdì 7 gennaio
Ore 11.30 a Bil’in
Appello alle donne per ricordare e omaggiare la memoria di Jawaher Abu

Mentre il mondo celebrava il nuovo anno, Jawaher Abu Rahmeh, donna
palestinese di 36 anni residente nel villaggio di Bil’in, è stata
uccisa dai gas lacrimogeni utilizzati in modo massiccio dalle forze di
occupazione israeliane contro persone nonviolente e pacifiche –
Palestinesi, Israeliani e Internazionali – che insieme manifestavano
per fermare il Muro e l’Occupazione.
Jawaher ogni venerdì manifestava, marciando verso la barriera di
separazione che ruba la terra dei contadini palestinesi per la
costruzione di nuove colonie israeliane. Come molte altre donne
palestinesi, Jawaher era coraggiosa, fiera e piena di dignità.
Sua madre stava ancora vivendo il lutto per la perdita del suo amato
figlio, Bassem, anche lui ucciso due anni fa dall’Esercito israeliano.
Adesso, accanto a lui, dovrà piangere anche la perdita della sua amata
figlia. È nostro dovere essere accanto alla famiglia Abu Rahmeh in
questo nuovo, terribile momento di perdita e profondo sacrificio.
Non possiamo dimenticare Jawaher e la sua lotta per la libertà e il
diritto di vivere nella sua terra.
Nonostante la brutalità dell’Occupazione, i palestinesi non rinunciano
ai loro diritti e alla libertà.
La resistenza pacifica e nonviolenta sta crescendo nei villaggi e
nelle città per lottare e porre fine all’Occupazione, agli
insediamenti illegali e alla loro espansione, al Muro dell’Apartheid,
all`assedio di Gaza e alle politiche razziali imposte ai palestinesi
nella vita di ogni giorno.
Questo venerdì 7 gennaio alle 11.30 facciamo appello a tutte le donne
perché partecipino ad una veglia silenziosa a Bil’in, per esprimere il
nostro dolore e cordoglio per la perdita di una donna palestinese
gentile e coraggiosa, una resistente nonviolenta, Jawaher Abu Rahmeh.
Il nostro obiettivo è che la veglia silente e vigile sia udita come un
tuono in tutto il mondo. Dobbiamo rendere omaggio a Jawaher e a tutte
le donne palestinesi che lottano per i diritti del loro popolo alla
libertà e all’autodeterminazione, per la fine dell’Occupazione e per
l’ottenimento di tutti quei diritti che spettano ad ogni essere umano.

Luisa Morgantini

  • Valter Di Nunzio

    Che Dio sia soddisfatto di lei e di tutti coloro che muoiono shaiid. La morte di questa sorella ricorda, ancora una volta, l’esistenza dello Stato terrorista d’Israele che, in barba a tutto il preteso Diritto Internazionale, occupa la terra altrui e continua a derubare i cittadini del Medio Oriente della propria vita e delle proprie risorse, senza che mai nessuno abbia proposto sanzioni economiche o “GUERRE UMANITARIE”. Il terrorismo di Israele è speculare a quello di Al qaeda, serve a stabilizzare gli squilibri e a governare il caos. Ma la loro situazione strategica peggiora, in un periodo non più tanto lungo perderanno come hanno perso in Libano.

  • Fiorino

    Da quanto leggo su Le Monde le circostanze della morte non sono chiare, sinceramente non vedo sincerità nelle parole di Luisa Morgantini, solo strumentalizzazione politica ancor prima che siano effettivamente chiarite le circostanze della morte, inoltre i genitori hanno rifiutato l’autopsia prescrizione della religione musulmana credo, prima di stabilire che è morta per un gas lacrimogeno (cosa quasi impossibile) bisognerebbe averne le prove. Il medico palestinese torturato e violentato dai libici con l’accusa di aver inoculato l’aids ai bambini non ha avuto diritto alla compassione della Sig.ra Morgantini perché quello che conta non è la vittima ma l’identità dell’oppressore.

  • obelix

    Ci sono altre versioni sulla morte di questa signora:
    http://www.ngo-monitor.org/article/ngos_lack_credibility_on_the_death_of_jawaher_abu_rahmeh
    Ha verificato le fonti Sig.ra Sgrena? con quale criterio ha scelto la fonte non menzognera? Ci faccia vedere che sa fare il mestiere di giornalista, cosi’, per smentire quelle voci che accusano voi del manifesto di pregiudizio.

  • obelix

    Buffo scrivere “per fermare il Muro”, i muri mica si muovono

  • ines

    Salve compagni!
    Stamane ho sentito parlare su un tg di mediaset (canale 5 se non sbablio) di “rivoluzione del cuscus” e di Markousi; vorrei dire a questi “giornalisti” che fino adesso si è parlato di “rivoluzione del gelsomino” e che l’oppositore si chiama Marzouki. E poi anche un’altra cosa: mi auguro che l’ondata rivoluzionaria giungerà dalle vostre parti, la potrete chiamare “la rivoluzione degli spaghetti”!
    ines

  • orfeo

    boicottate tutti i prodotti israeliani!
    questo é il mio appello.
    grazie

  • giuliana

    a fiorino le sue affermazioni si commentano da sole! giuliana

  • Fiorino

    @ orfeo
    Anche le chiavi usb mi raccomando
    @ giuliana
    perché si commentano da sole? Sono state tratte da Le Monde, le sue da dove? Non potendo fare autopsia non si può scoprire se sia probabilmente la prima vittima al mondo di gas lacrimogeno.

  • Mimmi

    Sono stata a Bil’in e trovo del tutto abominevole cercare di mistificare la verità sulla morte di questa donna -solo per partito preso- e sollecito a informarsi sui tear-gas, sulla quantità che viene sparata e quindi sulla concentrazione di gas nell’aria, che l’esercito israeliano utilizza durante le repressioni di dimostrazioni pacifiche contro l’espropiazione illegittima di terre palestinesi.

  • obelix

    @Mimmi. Terre palestinesi? prima dovresti spiegarci chi sono i palestinesi, poi vediamo a chi appartiene la terra