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L'urto del pensiero

Raggi e M5S: onestà o responsabilità?

Il Sindaco di Roma Virginia Raggi

Il Sindaco di Roma Virginia Raggi

di PAOLO ERCOLANI

ONESTÁ

Chi mi conosce, o mi legge, sa bene che ho sempre riconosciuto la validitá delle contestazioni avanzate dal Movimento Cinque Stelle all’intera classe politica.
Una classe politica troppo spesso corrotta, autoreferenziale, inadeguata. In larga parte causa della situazione rovinosa in cui si trova il nostro Paese.
Non ho mai accettato di definire i “grillini” come populisti, perchè questo vuol dire scaricare sulla vittima (il “popolo”) le responsabilità di chi è stato scelto, ed è profumatamente pagato, per fare il bene di quello stesso popolo.
Chiunque si candida a rappresentare una parte di popolo, e a maggior ragione chi viene eletto, fra gli altri ha un dovere fondamentale.

RESPONSABILITÀ

Questo dovere si chiama “responsabilità”.
Responsabilità non vuol dire tanto agire in maniera prudente, come spesso si crede, quanto piuttosto “rispondere” delle proprie azioni, dei risultati che si sono prodotti da un luogo alto e fondamentale quale è quello delle istituzioni e del governo.
Condannare come populista un Movimento popolare di legittima e sacrosanta esasperazione e protesta, significa comportarsi in modo irresponsabile, e questo non dovrebbe essere consentito a nessuno, tanto meno alla classe politica.
Una classe politica che proviene dal popolo, è da questo nominata per curarne il bene, e al popolo dovrà tornare.
Tutto ciò, però, vale anche per lo stesso Movimento Cinque Stelle, che non può demagogicamente identificarsi col popolo.
Perchè essendosi presentato alle elezioni, ed essendo stato eletto al governo di molte città (fra cui Roma), ha adesso il dovere di mettere in atto quella stessa responsabilità che è richiesta a tutti i politici.

CHIAREZZA

Non lo dico perchè a Roma sta venendo fuori un quadro tra il losco e il desolante (stamane hanno arrestato il fedelissimo del Sindaco Raggi, ma anche messo sotto inchiesta il Sindaco Pd di Milano, per completezza), con la Capitale di fatto in stallo governativo e amministrativo, ma perchè un Partito politico che giustamente mette sotto accusa gli altri partiti non può permettersi di non essere chiaro rispetto a chi quel partito lo guida, a come seleziona i propri dirigenti, a come intenderà governare quel popolo col quale non gli è consentito identificarsi.
Nessun Partito che voglia essere serio, credibile e responsabile può identificarsi col popolo, perchè la sua responsabilità è governarlo, quello stesso popolo, e la democrazia prevede che una parte di quel popolo non stia dalla tua parte.
E infine: un partito serio, credibile e responsabile, si preoccupa del fatto che l’onestà e la correttezza dei costumi è un qualcosa che si costruisce con l’educazione, la cultura e l’edificazione di un comune sentire sociale che spetta anzitutto alla Politica mettere in atto.
Con lungimiranza, collaborazione con le altre forze politiche (perchè nessuno è depositario della verità, nè libero dal male) e disposizione all’autocritica.
Questo Paese, l’Italia, sta male. Molte delle persone che lo abitano stanno sempre peggio.
Abbiamo un bisogno estremo di una classe politica matura, seria e responsabile.
In questo senso abbiamo bisogno anche di un Movimento Cinque Stelle che finalmente sia tale.

NIENTE DEMAGOGIA

E un Partito che voglia davvero e realisticamente aspirare a ciò, deve sapere anzitutto due cose: che non gli è consentita la demagogia di identificarsi col popolo, di esserne l’ “adulatore”, come scriveva Aristotele (Politica: V,11, 1313b).
Suo compito è governarlo, quel popolo, perchè poi lo stesso popolo un giorno gli possa preferire democraticamente un’ altra parte politica, formita di un programma politico che lo convincerà di più.
E infine, cosa che non sembri minore, deve sapere che la tanto sbandieratà “onestà” rappresenta un problema, non la soluzione.
Non è credibile, e quindi è irresponsabile, candidarsi al governo del Paese autoaffibbiandosi a priori l’improbabile patente dell’onestà.
Perchè l’onestà è un qualcosa che si costruisce giorno per giorno e mai definitivamente. Mai da soli e senza il dialogo con le altre forze politiche e con chi, in generale, non la pensa come noi.
Insomma, l’onestà è una cosa bella, ma non è ciò con cui si ricostruisce un Paese.
Per fare questo serve una Politica seria, fornita di programmi, trasparente e soprattutto responsabile.
Altrimenti non andremo da nessuna parte.
E non torneremo mai a vedere le stelle brillare in cielo!

  • Umberto Ciancio

    L’onestà non è una virtù che abbiamo scritto in fronte. Però se i partiti si dessero delle regole come se le è date il M5S, ad esempio non candidare chi è indagato o ha subito condanne penali anche di primo grado, e l’immediata sospensione o espulsione (secondo i casi) di chi già eletto si dovesse trovare in queste condizioni, per quanto ovvio, potrebbe essere un bel passo avanti. Per il resto ho apprezzato molto l’assenza nell’articolo della trinariciuta ostilità viscerale che spesso pervade la sinistra nei confronti del M5S.