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L'urto del pensiero

Raggi, Appendino e la società dei mediocri

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­di PAOLO ERCOLANI

 

La nostra è l’epoca in cui, per citare Paul Ricoeur, all’ipertrofia dei mezzi corrisponde un’atrofia dei fini. In cui la sfavillante opulenza informativa produce, all’atto pratico, una desolante indigenza conoscitiva.

Sappiamo che dobbiamo andare, desideriamo ardentemente farlo, siamo programmati dalla grande industria culturale per muoverci in base ai dettami prestabiliti, ma non sappiamo per dove.

Costretti al viaggio ma privati della capacità di concepire autonomamente una mèta.

Sempre più è così nel nostro esistere quotidiano, ma da molto (troppo) tempo è così nell’agire politico.

Naviganti senza una mèta

Il teatrino mediatico appiattisce tutto sul “chi vince e chi perde”, senza denunciare il dato più clamoroso e significativo: nessuno, né chi vince né chi perde, ha vinto o perso sapendo dove andare. Dove portare il paese.

La politica è diventata mera gestione del qui e ora, un più o meno onesto concentrarsi su problemi attuali, stringenti, concreti, come se una vita affrontata senza una visione di insieme non fosse, per ciò stesso, una vita destinata a produrre problemi in continuazione, per quanto si possa essere bravi a risolverli.

Per troppo tempo ci hanno raccontato la stupidaggine secondo cui conta il viaggio e non la meta. Il viaggio stesso sarebbe la meta.

Peccato che la vita non è un tour operator e, soprattutto, noi non possiamo permetterci di essere in vacanza. Mai come oggi non possiamo permetterci la vacanza del pensiero.

Finché tutti, onestamente o meno che sia, si candideranno a guidare la nave senza più preoccuparsi di dove portarla, di un’idea di paese, di mondo, di porto, noi che di quella nave ne siamo i passeggeri non avremo nulla di che festeggiare.

Finché non torneremo a pensare la nostra vita, saremo semplicemente condannati a viverla.

Il problema è che da molto tempo, oserei dire almeno dalla metà degli anni Settanta del secolo scorso, il sistema tecno-finanziario dominante (tecnologia mediatica + capitalismo finanziario, entrambi di matrice neo-liberista) ha programmato e diffuso, ai più vari livelli (informazione, televisione e scuola, in primis), un sistema di formazione ed educazione di personalità e menti «mediocratiche».

Mediocrazia

Il trionfo della mediocrità è andato di pari passo con la sconfitta della ragione.

Ad occupare i gangli vitali del sistema sociale (università, politica, informazione, cultura, dirigenti), sono state per lo più figure magari non prive di qualche competenza specifica nel rispettivo settore di appartenenza, ma totalmente incapaci di pensiero autonomo, di iniziativa scollegata da ordini superiori, da un sistema che non può essere intaccato né minimamente messo in discussione. Anche e soprattutto se non funziona.

L’esempio più lampante, ai vari livelli, è quello fornito dai «giovani vecchi»: ossia quelle persone che, pur anagraficamente giovani, non sanno far altro che riprodurre, in maniera patetica ma ancor più sterile, comportamenti, automatismi e convinzioni di chi li ha preceduti.

I pochi non disposti a ciò, sono condannati alla persecuzione e all’emarginazione da ogni posto di lavoro, specie di natura dirigenziale.

Si tratta di un fenomeno mirabilmente descritto dal filosofo canadese Alain Denault nel suo ultimo libro («La mediocratie», Lux Editeur).

Nel caso italiano dobbiamo aggiungere un tassello non secondario: i mediocri a cui è stato concesso uno spazio esclusivo (nel senso che le menti «divergenti» sono state perlopiù escluse), non sono soltanto coloro che operano in un sistema senza minimamente mettere in discussione (o provare a oltrepassare) le cornici di quel sistema stesso.

Mediocrità

Nel nostro infausto Paese, infatti, a tutti i livelli (e ognuno, in ogni ambito e professione non fatica ad accorgersene) ad essere stati inseriti nei posti che più o meno contano (e in cui più o meno si fanno danni), sono stati anche coloro che hanno conseguito quel posto per diritto ereditario, per filiazione o raccomandazione, come premio per il servilismo concesso a un potente di turno che, poi, li ha degnamente premiati.

Potrà sembrare troppo riduttivo, o invece troppo cervellotico (a seconda dei gusti), ma qui risiede il fulcro attraverso cui comprendere non solo il tempo presente, ma anche, nello specifico, il contesto politico.

Prendiamo il Movimento Cinque Stelle, indiscusso trionfatore dell’ultima tornata elettorale e seriamente candidato a rappresentare il futuro governativo dell’intero Paese.

Esso da una parte sembra essere composto da dilettanti allo sbaraglio, da una classe politica emersa senza alcun filtro qualitativo e selettivo che non sia la Rete (sic!), senza alcuna esperienza della macchina amministrativa. Per di più, con l’inquietante presenza di una «proprietà» composta dalla società di comunicazione di Casaleggio e dal «garante» Beppe Grillo.

Ma è un fatto che il trionfo di questo Movimento, le stesse modalità con cui esso «funziona», rappresentano il prodotto naturale di un’intera classe politica, dirigente, informativa e manageriale che ha fallito miseramente. Incompetente, mediocre (per i motivi spiegati sopra) e distante dai problemi reali della gente (bene che vada); truffaldina, corrotta e orientata soltanto al bene materiale dei singoli politici e delle rispettive corti (nel peggiore dei casi).

È il fallimento della vecchia classe dirigente a fornire, paradossalmente, al Movimento pentastellato quella mèta (o «piccola» narrazione) che manca a tutti gli altri: non se ne può più di questa classe corrotta e incompetente, «noi» cittadini dobbiamo insorgere e cacciarli via tutti in nome dell’onestà e della trasparenza.

Un programma forse rozzo, sicuramente populista e di impossibile realizzazione, ma comunque un programma che intercetta i disagi e le istanze di una popolazione sempre più martoriata.

Raggi e Appendino alla prova dei mediocri

Ma la vecchia classe dirigente, quella perlopiù composta da mediocri un po’ in tutti i settori centrali della sfera pubblica, non è nemmeno capace di accorgersi della grande onda che sta per travolgerla.

Basti solo considerare il modo patetico in cui la vecchia politica si sta facendo lentamente (ma inesorabilmente?) distruggere dal Movimento penta stellato. Oppure assistere allo spettacolo penoso di una classe giornalistica (a sua volta composta ormai per buona parte da mediocri, da figure messe lì in virtù di tutto tranne che dei loro meriti), che, pur di compiacere capi e capetti, attacca in maniera vergognosa le due neo-sindache di Roma e Torino, prima ancora che si siano fattivamente insediate sulle rispettive poltrone.

Un giornalismo che ha tollerato l’intollerabile, commentato l’incommentabile, tentato di mascherare il disastro che pure riluceva, quando si trattava di «raccontare» quella classe politica «mediocre» quanto il giornalismo stesso.

Mentre ora non si vergogna nemmeno un po’ di reclamare a gran voce (bene che vada) alla Raggi e all’Appendino di realizzare l’impossibile prima ancora che possano materialmente provarci.

Oppure di offenderle e sminuirle con toni sessisti, di incastrarle con presunti scandali, di distruggerle col potere della comunicazione.

La vera posta in gioco

Ma è un’impresa impossibile, perché dai mediocri provengono soltanto azioni mediocri: vale per i Fassino e per una vecchia politica che se continua così ha i giorni contati. Ma vale anche per un giornalismo che, con il suo vergognoso appoggio alla vecchia classe politica, ha dimostrato di non contare nulla, di non spostare alcun voto oltre a non saper fare l’unica cosa che gli compete: informazione.

Risiede qui la vera sfida per il futuro prossimo: sconfiggere la mediocrità. Spezzare le catene di una società in grado di produrre soltanto elementi mediocri, burattini o pupazzi guidati da un ordine superiore che si riserva l’esclusiva di stabilire il confine tra il vero e il falso, il giusto e lo sbagliato, il buono e il cattivo.

Formare ed educare cittadini capaci di pensiero critico e autonomo, oltre che forniti di competenze e di un senso etico rispettoso della collettività, rappresenta il grande obiettivo da cui non possiamo più deragliare.

Al di là di chi vince, o perde, questa o quell’altra tornata elettorale. Perché senza quel tipo di cittadini di cui ho detto, anche votare diventerà presto un esercizio del tutto irrilevante.

  • Carmine

    La mediocrazia non l’hanno inventata o 5S, c’è da decenni, ve ne accorgete solo ora? Eppure avete contribuito in massa 😉

  • Alfredo

    Non dimentichiamo che ha votato il 50% degli italiani…di questi tanti non si sentono rappresentati da nessuno…non trascurerei questo particolare.

  • http://rottaproletaria.wordpress.com Gb

    Il Manifesto segnala i problemi con una sorta di distacco incomprensibile, come loro non avessero una parte , un ruolo in quella disinformazione mediatica ( o servilismo di partito o d’interesse)..
    La mediocrità di cui parlate é prodotta anche dalla vostra informazione,é che l’Italia ha sguazzato da sempre in quella melma e stava bene a molti, ora alla resa dei conti ci accorgiamo che non abbiamo piu nulla, che 1% delle persone del pianeta ha in mano tutto : potere, politica, economia , informazione….a noi 99% rimane (non so ancora per quanto) la consapevolezza e la denuncia

  • Matteo Barzini

    Non ci posso credere. Ancora con la mediocrità? Ancora con il servilismo? L’autore di questo articolo si rende conto di aver sfornato lui stesso un discorso riciclato 4000 volte (e quindi mediocre)? Si rende conto di rappresentare anch’esso la chiusura mentale che descrive, nel momento che segue come una scimmietta ammaestrata dei codici che sono quelli del suo giornale? “Siamo diventati dalla metà degli anni 70….”? 40 anni prima eravamo in guerra e onoravamo un dittatore sanguinario, 1000 anni prima uccidevamo musulmani in nome della religione, 2000 anni fa ci divertivamo a vedere uomini uccidersi tra loro…….. siamo sempre stati mediocri. No ne facciamo un discorso di status, di politica, di classe dirigente, di giornalisti, vi prego! Sono cazzate! Pensate ad evolvervi individualmente invece di guardare gli altri. Siamo il doppio di quelli che eravamo solo 70 anni fa, è normale che sia pieno di idioti. Dire che la situazione sia degenerata è la scusa dell’intellettuale ferito per la sua depressione e mancanza di ambizione. Hai voglia di dire cose intelligenti? Levati dal culo e scrivi un libro, viaggia, cambia mestiere. Il giornalismo sta morendo non per colpa dei dirigenti ma perchè le notizie viaggiano 300 volte più veloci di prima, il che ci lascia in balia di opinionisti (non giornalisti) che scrivono questi pensieri confusi, che alimentano l’ego ferito di chi li legge. Gli esseri umani sono in gran parte merde ma di certo non viviamo un periodo di oppressione intellettuale. Forse non ha molto da dire chi scrive….

  • Ernest Everhard

    NO, non l’hanno inventata i Grillini. Ma a loro bisogna riconoscere il merito di averla innalzata a Movimento, istituzionalizzata e portata nei palazzi del potere come si deve!!

  • Federico Direktor

    Chapeau!
    Un articolo perfetto specchio della perpetua Italietta…

  • Federico Direktor

    Credo che tu abbia seri problemi con il mondo e con te stesso…. hai scritto una montagna di sciocca e scriteriata inutilità, con riferimenti ed aforismi fuori di senno.

  • Matteo Barzini

    Ah ok. Ottimo punto di vista il tuo. Non ci avevo pensato

  • Giuliana Lajules

    Grazie, Matteo Barzini.

  • Francesco

    Mi sembra che l’autore di questo articolo ne abbia scritti un bel po’ di libri, si documenti, grazie. Saluti

  • roberto colucci

    Stai quindi asserendo che la vecchia classe politica è meno di nulla?

  • Matteo Barzini

    nello stesso modo in cui io ho diretto molti documentari. In qualsiasi caso non è l’abito che fa il monaco signor francesco

  • Francesco

    Non vi era bisogno della specifica, mi ero già documentato su di lei e credo non sia residente in Italia, o sbaglio? Ad ogni modo preferisco il gran signor Paolo Ercolani, lei ha ancora molto da studiare. E da vivere.

  • Matteo Barzini

    si sbaglia, vivo in Italia. Un saluto

  • http://www.nutriblog.it/ Luca Di Russo

    È vero, sono idee nate molti anni fa, ma questo non significa che oggi la situazione sia diversa. Forse è anche grazie a questo ripetersi che pian piano la collettività si renderà conto che questa classe politica ha fallito proprio per i motivi indicati dall’Ercolani. I Gasparri, Borghezio, Berlusconi & co. esistevano da prima del m5s, come anche i giornalisti del loro seguito. La mediocrazia è viva e vegeta nel 2016 e molti ancora non se ne rendono conto. Quindi avanti chi ancora ne parla e ne scrive.

  • http://code001it.blogspot.it Luca Codeluppi

    La classe politica è l’espressione non solo del popolo ma anche e soprattutto della classe intellettuale che in Italia è meno che mediocre autobloccata com’è da una incredibile congerie di impossibilia e politically, socially etc-ally correct. Una classe che cresce e si alimenta principalmente in un pensiero che si sposta tra o mescola buonismo cattocomunismo, lotta di classe (quando si toccano i diritti dei salariati/stipendiati/pensionati/prebendati) pacifismo, accoglismo etc.etc. Che non sa più distinguere tra elemosina fatta all’angolo di un centro accoglienza, responsabilità reciproche accoglienti/accolti, sensi di colpa da società opulenta ed ex coloniale e caos prossimo venturo.
    Una intellighenzia che ancora non ha digerito il fatto/capito che l’unica classe su cui fare affidamento si sta occupando di tenere in piedi il poco di economia reale non parassitaria dei soldi dei contribuenti (quelli veri, quelli dell’economia reale) Una intellighenzia che di economia e finanza non capisce assolutamente nulla perché vive per la quasi totalità in una bulgacoviana condizione di inutilità operativa autoreferenziale.
    In un panorama di questo tipo, come mai potremmo trovare non solo i personaggi, ma anche quell’insieme di reti che potrebbero distillarli e appoggiarli?
    E concordo sul fatto che sia dagli spazi de Il Manifesto (giornale a cui sono sempre stato ostile anche se ne ho sempre percepito una intrinseca serietà) che questo grido viene innalzato, ma forse ormai l’indipendenza di pensiero può solo essere ospitata e non più avere uno status di diritto nella nostra società interconnessa e omologata.
    In questo caso: “grazie Il Manifesto, che ospiti pensiero libero aldilà del fatto che tu lo condivida o meno”

  • Paolo Ercolani

    Al di là delle offese gratuite e personali, estranee a un blog che si propone di attuare l’urto del pensiero, non si può che esprimere soddisfazione per un luogo che, come questo, ospita pareri e opinioni spesso ben strutturati e illuminanti. Anche se a volte, e per fortuna, critici con l’autore dell’articolo. Ciò detto, ci tengo a precisare che la “mediocrazia” di cui si parla, non voleva essere certo riferita alle due sindache, cui ancora spetta il compito di dimostrare le loro capacità in quello che sarà u. compito tutt’altro che agevole. Il filosofo prova ad andare oltre quello che si vede, a cercare la causa prima di certi fenomeni. È quello che ho provato a fare. Se ci sono riuscito o meno, spetta alle singole sensibilità e intelligenze stabilirlo.

  • Ernest Everhard

    No, anzi, non fraintendermi. Io sono uno di quelli che riconosce la dignita’ della professione di politico e non condivido le idee di chi cerca di rimpiazzarli con comuni cittadini sostenendo che politico = ladro. La politica e’ una cosa seria ma purtroppo negli ultimi 20/25 anni il livello e’ andato calando costantemente, la vecchia classe dirigente e’ stata pian piano rimpiazzata da una nuova generazione che e’ manifestamente incapace di gestire la cosa pubblica e cio’ ha spianato la strada ai mediocri. Quandi i mediocri poi hanno fatto massa critica, hanno elevato la mediocrita’ a dottrina politica e istituzionalizzata in tutto e per tutto.

  • Aldo Cammara

    Per l’appunto perpetua….per alcuni versi lo si poteva scrivere 50 anni fa…

  • lallo ghini

    Sconfiggere la mediocrità dovrebbe essere davvero lo slogan per l’Italia del possimo ventennio. Pregasi insistere e persistere sul concetto.
    PS: Appendino, a naso, è tutto meno che mediocre….

  • Francesco

    Secondo me non ti è tanto chiaro il senso della riflessione di Paolo Ercolani.

  • gerardo Garzone

    “Formare ed educare cittadini capaci di pensiero critico e autonomo, oltre che forniti di competenze e di un senso etico rispettoso della collettività”. questo è l’obiettivo costante che bisogna perseguire se si vuole risollevare le sorti di questo paese. Ma proprio qui risiede il problema: chi dovrebbe avere questo compito, i singoli cittadini immersi in questo tipo di società?, La scuola scuola, nello stato di prostrazione in cui si trova? La politica il cui basso livello è rappresentato dai suoi membri? Oppure bisogna esclamare come un famoso filosofo contemporaneo “solo un dio ci può salvare”? Eppure bisogna tentare se non si vuole soccombere e trovarci in un paese ridotto in macerie.

  • Matteo Barzini

    è difficile non capire il senso della riflessione, e, profondamente, ne condivido ogni parola. Ho passato tanti anni a crogiolarmi nel disgusto, il terrore, di non sapere a chi rivolgermi, a chi affidare il mio travaglio, chi “guida la nave”? Poi sono emigrato, ed ho trovato tanta, forse più mediocrità che nel nostro paese ed ho ragionato, rivalutato la mia stessa speranza. Ho capito che ripetere il discorso, certamente lecito, “viviamo nella mediocrità” non aiuta ad uscirne. In questo momento il ragionamento non serve, stanno emergendo politici privi di mediocrità morale, nuovi dirigenti con idee spontanee, non dettate dalla sottomissione ideologica. Non ribadiamo concetti statici. Proponiamo cose nuove. Un saluto a tutti. Soprattutto Paolo Ercolani, mente fina e ricettiva

  • Leandro Clelio Palmieri

    Il commento di Cacciari su La7, questa sera, è inequivocabile e facilmente interpretabile: da comunisti a partigiani della dittatura pubblica, dalla lotta per il popolo a quella per i cittadini.

    Il giacobinismo dal XIX al XXI passando dal XX secolo d.C., producendo un codice morale intriso solo della logica del sospetto nei confronti dell’oppositore, in cui la politica diventa l’unico nemico da combattere, fino alla distruzione anche di se stessi, in un’ottica intollerante e settaria, senza considerare che anche il giacobinismo è una forma di politica.

    Avete appena cominciato e avete già stancato, cominciate ad accogliere di tutto sul vostro carro, quello del vincitore.

    Di una cosa è certa la mancanza: vi manca il “sogno”, proprio quella meta di cui parla Paolo Ercolani, neo aderente a quel nuovo Club dei Giacobini che ci sta facendo ritornare al 1994, alimentando la rivoluzione sul fronte opposto, con mezzi comunicativi moderni, la cui proprietà, per ora, è nelle mani di Casaleggio & Co.

  • gianni degli inganni

    mah a me pare che anche il quotidiano comunista sia un bel gruppo di mediocri che passano il tempo a capire come resuscitare un morto, cmq a mio mediocre avviso negli ultimi decenni si è formato un gruppo di adulti mantenuti a cui è stato impedito di provare a prenderesi responsabilità, da parte di altri adulti ipertutelati che così sono protetti da potenziali concerrenti, e ora questi bambinoni loro malgrado esprimono gemme quali di battista e di maio; la appendino e la raggi, come pizzaroti, invece mi sembrano gente che si è mossa nella vita, ma il direttorio e le facce note dei deputati del 5s sono da cesare lombroso, ambiziosi spocchiosi e inetti, almeno per ora, poi tra 5 anni daje daje qualcosa avranno imparato

  • Paolo Ercolani

    A parte i rilievi personali, fuori luogo e un po’ sterili a mio avviso, come anche i tentativi di etichettamento preventivo e generalizzante (il manifesto, comunisti, vecchia guardia etc.), ci tengo a precisare che parlando di mediocrazia non mi riferivo alle due neo-sindache, nè ai pentastellati in quanto tali. Bensì a un modello di società che ci riguarda tutti, che colpisce e penalizza la gran parte di noi, che rischia di farci saltare come sistema paese. Per il resto, se mi consentite, noto con piacere che la mediocrazia non abita per nulla fra i lettori (e i commentatori) di questo blog. Ne sono lusingato!

  • Bolshoi

    Articolo decisamente superficiale, se non proprio nostalgico.

    Il Moviemento 5 Stelle rappresenta l’unica offerta rivoluzionaria nel panorama politico italiano.
    E’ l’unica forza che dimostra un approccio d’avanguardia sui temi fondamentali, vedi il reddito di cittadinanza o la democrazia diretta (via web).

    Poi sul fatto che il livello culturale sia più che mediocre non si discute. E ful fatto che ciò impedisca a molti di noi di votarli anche.

  • nicolacs

    Ben detto e. questo vale anche per quanto riguarda L’Europa, Diceva il povero, furbissimo, lucido Andresti: il potere logora chi non c’è l’ha! Purtroppo potere e denaro sono tentazioni a cui i governanti, pur legittimamente eletti, non sanno rinunciare. Neppure i sedicenti Principi della Chiesa sono riusciti a resistere a quelle tentazioni. Ora. è arrivato Papa Francesco. C’è la farà Francesco, come si chiede Rocco D’Ambrosio nel suo recente libro?

  • mikhail67

    Io diffido di quelli che si autoproclamano in questo modo: dicevano la stessa cosa di sè stessi anche la Lega, ma anche la Rete di Orlando (anni ’90, vi ricordate?), Forza Italia, ma anche Italia dei Valori (quest’ultima ci ha lasciato in dote i Razzi e gli Scilipoti). Ciascuno la beata promessa di essere l'”unica offerta rivoluzionaria nel panorama politico italiano”, “l’unica opportunità di cambiamento vero”, “l’unica speranza per l’Italia” ecc. ecc. Poi li abbiamo visti governare. Così come abbiamo cominciato a vedere i primi sindaci a 5 stelle alla guida di piccoli capoluoghi, alle prese con i problemi veri e con il tritacarne del “fuoco amico”. E ora direi che ne vedremo di ancora più belle.

  • Mario

    Ma è soprattutto il fallimento della sinistra cari compagni, quella vigliacca che non ha mai voluto seriamente prendere le redini. Che si è logorata e divisa fino a polverizzarsi. E dando sempre la colpa a qualcun altro. La sinistra perdente e ipocrita richiusa nei cinemini di periferia che distribuita qualche poltrona ha regolarmente rotto le righe e che ora fa tiepido plauso ai 5s dei quali accoglie le analisi propagandistiche, senza sviluppare uno straccio di programma politico. Hasta la vista, siempre

  • brumgroar

    + mediocri in buona fede
    – mediocri in mala fede
    #poterealpopolo

  • StefanoKiMiPaGGa

    Perché un non-mediocre dovrebbe fare politica?
    – Possibilità di cambiare le cose?
    No, se oggi giorno fa una proposta non populista e non immediatamente comprensibile dai “social” vieni immediatamente mollato dalla massa, isolato e deriso.
    – Soldi?
    Un non-mediocre guadagna di più fuori dalla politica.
    – Piacere?
    Di venire insultato perché anche tu, in quanto politico, sei automaticamente un “ladro”, “corrotto”, “venduto” e…

  • vale

    Articolo senza un filo di contenuto…….Il vuoto assoluto….

  • Tizio

    La mediocrazia, l’ingresso trionfante dei mediocri in scuola, università, media; insomma, la loro ribalta, è il prodotto chiaro ed indiscutibile del 6 politico di sessantottina memoria…dove si è volutamente equivocato il diritto allo studio col diritto al titolo di studio! Lì è partito il piano inclinato…!

  • Oreste Peruzzo

    Ti fidi solamente di quelli che in questi 30 hanno splopato l’Italia! Bravo

  • mikhail67

    Essendo il nostro un grande Paese (la terza economia dell’Eurozona, se qualcuno lo avesse dimenticato), tra i tanti che hanno spolpato (non splopato) l’Italia ce ne sono alcuni che invece hanno lavorato e costruito, e anche bene. Ecco, io mi fido di questi ultimi, e non dei primi. E non mi fido neppure dei lamentosi di professione, di quelli che vivono con l’ossessione di “mandare a casa” chiunque sta al governo, di chi gioca al tanto peggio-tanto meglio, di chi sfancula e basta, di chi predica “decrescite felici” dall’alto del proprio attico con vista e viaggiando in suv.

  • giakobino

    salutami la terza economia dell’eurozona, babbo natale e la fatina dei denti

  • giakobino

    la vil plebaglia… che ovvove i povevi!

  • Ernest Everhard

    che ovvove i povevi di spivito e di intelletto! la vil plebaglia dei tempi nostvi è pvessappoco costituita da pavvenus con un patvimonio vicco che mal si accompagna a un livello intellettuale becevo.
    non c’è più l’avistocvazia di una volta, solo pavvenus.

  • mikhail67

    La terza economia dell’eurozona la saluto volentieri. Per Babbo Natale siamo fuori stagione, il saluto per la fatina dei denti lo chieda a qualcun’altro dalle conoscenze più eclettiche delle mie. Stia solo attento agli orchi cattivi!

  • Cristina Barbero

    lucido articolo. complimenti