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Anziparla

Quella lettera che puzza di strategia femminile

Durante una perquisizione nella casa parigina di Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, il 20 marzo scorso gli investigatori che cercavano documenti relativi al caso Tapie-Crédit Lyonnais hanno trovato anche una breve lettera, senza data, scritta a mano da Lagarde quando era ministro delle Finanze a Sarkozy, a quel tempo presidente della Repubblica. Le Monde l’ha pubblicata ieri:

«Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente:
1) Sono al tuo fianco per servire te e servire i tuoi progetti per la Francia
2) Ho fatto del mio meglio e posso avere fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono
3) Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un’ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole
4) Impiegami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting
5) Se mi impiegherai, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace, senza sostegno rischio di essere poco credibile. Con la mia immensa ammirazione. Christine L».

Bene. Poiché lei è una donna (potente) e lui un uomo, questa è la lettura: lì non ci può essere che arrivata con le solite strategie femminili oscillanti (a seconda dell’inclinazione maschilista) tra sottomissione e seduzione. (Cito solo qualche giornale italiano, ma anche su twitter potrete trovare il solito elenco di commenti sessisti con tanto di fotomontaggi sadomaso):

Il Giornale. «Mancano soltanto luogo e orario di appuntamento, la marca del profumo che avvolge madame dai bianchi capelli ma è evidente la strategia di Christine Madeleine Odette Lagarde, due mariti, due figli, oggi compagna di un imprenditore di Marsiglia (vedi alla voce Tapie-Olympique) ministro dell’agricoltura, della pesca, del commercio estero, dell’industria e dell’impiego: aveva intuito dove stava la sala da ballo e si era portata avanti con il lavoro in tutti i settori (…)»

Il Corriere della Sera. «Usami, scrive Christine Lagarde a Nicolas Sarkozy, con uno stile a metà tra Cinquanta sfumature di grigio e Fantozzi». E ancora: «Si tratta di un capolavoro di sottomissione poco lusinghiero per la futura direttrice del Fmi, una delle donne più potenti del mondo», sostenitrice tra l’atro «dei diritti delle donne e delle quote rosa nei consigli di amministrazione».

Quello che ho pensato io, leggendo, è che fosse una comunicazione privata in cui banalmente (come ha commentato un mio collega del Post) “viene fuori un legame leale tra i due”. Cosa tra l’altro “politicamente irrilevante visto che lei era una dirigente del partito di Sarkozy”. Aggiungo che il fatto lei scriva di avere bisogno di una guida e un sostegno, di non sentirsi dunque mascolinamente onnipotente e di non voler agire da sola, mi sembra un fatto positivo che marca, nel bene, una differenza femminile.

@glsiviero