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Generazioni Occupy

Quando arrivo a #GeziParki un gruppo è riunito per un annuncio #OccupyGezi

Vengono date informazioni di sicurezza. Un ragazzo, che si presenta dicendo che il suo nome è la traduzione turca di “Fortuna”, mi spiega che nel parco si aspettano un intervento della polizia nel prossimi giorni, probabilmente nella notte tra domenica e lunedì.

Mi spiega che non c’è nessuna organizzazione “ufficiale” nel parco, ci sono solo persone che si sentono in qualche modo responsabili della sicurezza collettiva e lavorano, quindi, per aiutare tutti.

Dice che Occupy Gezi è fatto di individui e non partiti o organizzazioni. Che chiunque, di qualunque credo politico o religioso è benvenuto sulla base di una piattaforma comune di richieste “di base” che si possono riassumere in due parole: maggiore libertà.

Nel parco ci sono anche molti musulmani. Lui stesso è musulmano. E mi racconta come ieri durante la preghiera del venerdì alcuni non credenti hanno aiutato un gruppo di musulmani (i musulmani anti capitalisti, parte della protesta fin dall’inizio) a pregare, creando un circolo “sicuro”, aiutandoli nelle pulizie, creando l’amplificazione necessaria a chi doveva guidare la preghiera.

L’Islam in sé non è un problema, conclude Fortuna, sono i musulmani che vogliono imporre la loro visione a tutti che non ci vanno bene.
Un po’ come i cristiani, chioso io salutandolo e ringraziandolo.

  • italo

    ahiahiahi… sento puzza di bruciato…
    non credo ci siano più né il tempo né le condizioni per costruire le alleanze di cui ho scritto ieri.
    temo che l’intervento della polizia (o addirittura dell’esercito, vista l’interpretazione che erdogan dà del movimento: terroristi, ecc…) sia inevitabile e “incombente”.
    state attenti: quando quelli picchiano… picchiano!