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Antiviolenza

Quale pietà?


C’è un parroco, Don Piergiorgio Zanghi, che nella chiesa di Porto Garibaldi nel ferrarese, nega l’ostia durante l’eucarestia a un bambino di 10 anni diversamente abile perché, dice lui, “non in grado di intendere e di volere”. Poi c’è un Monsignore, Mons. Grandini, che pur di giustificare il gesto del parroco dice che “Il bambino deve saper distinguere il pane dall’ostia”. Poi c’è la comunità, quella in cui il bambino è nato e vive, che rimane scioccato dal gesto: “allibiti”, scrivono i giornali. Infine ci sono i compagni del ragazzino, altri bambini, che rimangono amareggiati davanti all’amichetto discriminato, tanto che uno di loro scrive al parroco una letterina in cui si chiede che “questo desiderio venga esaudito”. E poi c’è una mamma, quella del piccolo, che si sente delusa perché il bambino “era andato regolarmente al catechismo con tutti gli altri”. Il sacerdote, che aveva già espresso le sue perplessità ai genitori del bambino disabile, aveva infatti acconsentito a un percorso personalizzato con dvd creati a tale fine, ma poi lo scorso giovedì, giorno del fattaccio, lo stesso prelato aveva comunicato alcune sue perplessità ai genitori, per poi ammettere comunque il bambino alla funzione delle prove generali. In realtà il fatto che il ragazzino, ammesso a seguire il catechismo per poter fare la prima comunione, sia stato escluso proprio durante le prove generali prima della cerimonia, davanti a tutti, non solo è un atto discriminatorio verso il minore ma anche un cattivo esempio per gli altri bambini presenti che certamente non hanno avuto una bella impressione di fronte a un adulto che avrebbe dovuto avere, se non un minimo di tatto personale, almeno una sorta di pietas cristiana. Ma perché una storia così fa notizia? Perché si tratta di una discriminazione grave avvenuta in un Paese, il nostro, che si reputa “civile”, ai danni di un minore e diversamente abile che, al di là del credo religioso che probabilmente appartiene più ai suoi genitori che a lui, non può e non deve essere in alcun modo discriminato nell’ambiente in cui vive, siano i suoi genitori buddisti, induisti, islamici o di qualsiasi altra religione. In un Paese laico, come dovrebbe essere l’Italia, esistono infatti diverse normative e convenzioni internazionali ratificate anche da noi, in cui il minore viene tutelato, leggi che non solo la chiesa, che dovrebbe oltretutto essere dotata di una particolare sensibilità nei confronti di chi viene troppo spesso escluso, ma tutte le istituzioni, qualsiasi funzione ricoprano, dovrebbero tenere conto. Come ha detto Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia: “Quanto accaduto è a dir poco assurdo, non soltanto sul piano etico, ma soprattutto sotto il profilo dei diritti fondamentali riconosciuti ai bambini. Il sacerdote, negando al piccolo la comunione ha leso la sua dignità di persona”. Da essere umano a essere umano, insomma e senza dover per forza ricorrere alla pietas cristiana, è un’evidente lesione di un diritto. Come recita l’articolo 2 della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia (1989), i minori devono essere tutelati da uno Stato che abbia ratificato la Convenzione da ogni forma di discriminazione: “Gli Stati parti adottano tutti i provvedimenti appropriati affinché il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attività, opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari”. Un principio che non solo dovrebbe essere ricordato al parroco di Porto Garibaldi e a Monsignor Grandini, ma a tutti gli adulti che operano e lavorano con minorenni in un paese, il nostro, in cui troppe volte vengono sbandierati diritti che in realtà rimangono solo sulla carta.

  • Emanuele

    L’Ostia è il simbolo del corpo di Cristo. Attraverso la quale in teoria il fedele si ricongiunge con Dio.

    Io sono credente, e sono un lettore del manifesto quindi le mie idee politiche non sono certo quelle di C.L, credo però che per un fatto del genere vada punito il prete, e chi lo difende, e non si debba generalizzare.

    Troppo spesso si parla con fin troppa cattiveria del prete che nega l’ostia ai divorziati, o qualche altro bigottismo eccessivo…senza poi dare una visione di insieme che almeno per quanto riguarda diversi preti è piuttosto positiva.

    Non sto assolutamente cercando di giustificare questo idiota, perché oltre che insensibile dimostra di non credere nemmeno lui a quello che predica.
    Nel vangelo Gesù guarisce gli ammalati e risolleva gli umili e soprattutto ama enormemente i bambini…..un prete che nega ad un bambino diversamente abile la comunione è solo la dimostrazione dei tanti, troppi errori strutturali che ahimè possiede la chiesa cattolica…

    Non viene citato il “problema” del bambino, ma se anche fosse veramente in una condizione di presunta impossibilità di intendere e volere, negargli l’incontro con Dio non è certo tra le competenze di un prete……e in generale di nessuno.

  • http://www.astrotime.org AstroTime

    La Chiesa tratta la fede e la spiritualità come un suo monopolio riservato, arbitrario – e arbitrato nel peggiore dei modi – quanto abusivo.

    Il problema con la chiesa non è e non sarà mai quello dei Diritti e della Discriminazione, ma solo quello di un potere aziendale universale – datosi che il concetto di Dio glie lo conceda – gestito con la loro ottica, di cui l’Inquisizione è ancora la sacra ombra, illuminata solo da molti roghi.
    Hanno sterminato senza esitare intere popolazioni indigene in suo nome, altro che discriminazione: una tabula rasa ancora peggio del razzismo, dei campi di sterminio all’aperto! (http://xicanopwr.com/2007/10/columbus-day-the-contradictions-of-the-columbus-celebration/)

    Non mi stupirei se le motivazioni recondite di quel prete fossero quelle di non concedere l’ostia al bambino, perché nella sua idea un disabile è posseduto dal demonio.

    E già che ci siamo, ne ho letta un’altra che fa inorridire! ed è assai più grave e significativa di quanto si possa supporre.
    il Corriereit, ANSA, America Oggi.. hanno riportato in gran pompa parole del pontefice quali “Il buio su Dio” e – in appoggio – il buio sui valori, che fa smarrire la distinzione tra il bene e il male. Ovviamente non di buio sul papa.

    Solo in chiesa si poteva pronunciare simile frase il giorno di Pasqua!
    espressione peggiore di una bestemmia, nessun individuo dovrebbe permettersi di profferila, figuriamoci un papa; è il primo nella storia, che io sappia (e c’è che sostiene che sarà anche l’ultimo).
    “Il buio su Dio e sui valori minaccia il mondo, ma la Pasqua è una nuova Creazione”
    la Pasqua NON è “una nuova Creazione”; altro paletto ambiguo, ricco di premesse di un rinnovamento ad hoc.

    L’obiezione è banale: è il sottoscritto che ha frainteso, in preda ad una crisi mistica;
    ma intanto questa frase echeggia sui media e nelle menti delle persone, che la metabolizzano a livello inconscio, con effetti inquinanti ai quali è quasi impossibile sottrarsi.
    Anzi, non se ne accorgono nemmeno; istintivamente vi si adattano. Un po’ come quando si mangia qualcosa che disturba il nostro palato, ma ormai lo stiamo masticando…

    Chi tira i fili della persuasione occulta, lo sa molto bene!
    Per chi lo intende, è un segnale dei tempi; di un peggio che è dietro l’angolo; e va considerato.

    Dio non è proprietà della chiesa, il cui unico monopolio è sempre stato il potere temporale.

    È per tutti il Creatore dell’esistente, dunque non vi sono limiti ai modi in cui lo si possa concepire.
    Nondimeno, ciò non autorizza alcuno ad oscurarne l’idea o la stessa rappresentazione interiore, direttamente o indirettamente, abusando della sua posizione e dei suoi paramenti per proiettare un’immagine con parole ambigue e sinistre in modo più o meno responsabile (per non dire insidioso) e comunque pericoloso, soprattutto se e quando gli è dato di parlare al mondo, in una ricorrenza la cui solennità è da considerarsi universale.

    Nulla giustifica l’associare i concetti di “Dio” e di “buio”, con il buio che sovrasta.
    A livello subliminare contano i simboli, come le immagini di uno spot, alle quali ognuno darà collocazione.
    E se pure non se ne rendesse conto egli stesso, cosa di cui dubitiamo fortemente, la questione non muta.

    Mai più una Pasqua all’insegna del buio come primo attore.
    La LUCE non necessita del buio per emergere; semmai è il contrario! e questo concetto dovrebbe estinguere ogni ‘mezza misura’.

    Si dia piuttosto l’ostia ai disabili PER PRIMI.

  • anna

    questi uomini di Chiesa mancano di catechismo concreto.le loro regole diventano coercitive e di tutto parlano meno di carità cristiana e di amore.il protagonismo diventa alibi di un’ortodossia scritta ma plasmabile.qui parliamo di un caso che diventa addirittura mancanza di pietà,motore di fede.

  • https://twitter.com/iggy_oggy iggy

    a me le idiozie degli uomini della chiesa cattolica (che è quella che conosco meno peggio) non mi stupiscono più.
    quel prete dovrebbe solo vergognarsi, in qualità di essere umano, non di prete.