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losangelista

Prometheus: Alien Redux

il "Prometeo" in viaggio verso lidi non troppo ignoti

Nella prologo del nuovo film di Ridley Scott  – la  prequel che 30 anni dopo torna sul pianeta maledetto dove ebbe inizio la  mitologia della serie Alien – un umanoide alieno paga un terribile prezzo per qualcosa a noi ignoto. Il riferimento non troppo velato e’ al titano cui allude il titolo: supponiamo quindi che l’alieno venga punito forse per aver osato carpire cio’ che solo agli Dei deve appartenere. Nelle due ore che seguono il quesito e’ destinato a rimanere senza ripsosta ma quasi certamente l’avra’ in un ulteriore sequel (o due? ). Prometheus – il film con cui Scott torna al suo filone fanstascientifico originale – termina infatti con un altro inizio, un finale  che garantisce praticamente che ci saranno altre puntate, come ieri a Londra ha confermato lo stesso regista. Ma restiamo per ora con questo film, un opera che i trailer anticipati hanno propostitamente mantenuto nebuloso e che semmai aveva i presupposti per inquietare gli “Alienisti” piu’ puri. In un momento in cui sequel prequel reboot e remake vengono usati sempre piu’ spesso per mascherare il deficit di ordiginalita’,  l’operazione di Scott (che a proposito ha appena annunciatio anche una prossima sequel di Blade Runner) riesce  invece quasi perfettamente.  Il regista aveva  invenetato il mondo di Alien nel suo film “fondativo” del 1979 per poi assistere ai seguiti di James  Cameron, David Fincher e Jean Pierre Jeunet oltre agli spinoff  “B” di Alien vs. Predator. Qui riprende in mano le redini e ci imbarca sul Prometheus, l’astronave in missione scientifica verso un planetoide a molti anni luce dalla terra. Durante la traversata intergalattica l’equipaggio  e‘ in ibernazione criogenica. Tutti tranne Dave, un Michel Fassbender dai comportamenti ancora piu’ robotici di quelli che esibiva in Shame. Stavolta pero’ la freddezza e’ giustificata dato che trattasi di un androide di ultima generazione che per passare il tempo studia lingue estinte, si esercita a pallacanestro solitaria e guarda Lawrence d”Arabia per l’ennesima volta sul maxischermo della nave, il che gli provoca grande malinconia. E’ l’ultimo della serie di cyborg infelici della SciFi  un filone cui Scott ha contribuito i replicanti di Blade Runner oltre che  lo stesso Ash del primo Alien; Fassbender ne e’ ovviamentei un citazione diretta ma Dave si e’ ulteriormennte intristito assumendo una rassegnazione cosmica che rammenta quella dei persoanggi di Artificial Intellignece di Kubrick/Spielberg oltre a quella del mitico Hal di Odissea nello Spazio. Ne si tratta dell’unico omaggio a Kubrick su questa astronave che scivola silenziosa nel firmamento dei cattivi presagi. Operazione rischiosa dunque ma salvata da una performance straordinaria di Fassbender che con questo ruolo entra di diritto negli annali della fanstascienza e non solo. Quando il Prometheus atterra e l’equipaggio scongelato comincia l’esplorazione del pianeta  e dei suoi anfratti (la location e’ un Islanda opportunamente cammuffata) si entra piuttosto in fretta nel merito di un incauto anelito prometeico puntualmente ripagato da un mare di guai con annessi viscidumi. Un film gia’ visto, si (e questa “prequel” appare a tratti come un vero e proorio “remake”) ma ancora una volta l’operazione e’ piu’ di un cinico riciclo grazie soprattutto alla “Ripley” del caso, stavolta nei panni dell’eroina irriducibile c’e’ la Noomi Rapace de L’uomo che Odiava le Donne, e l’attrice  svedese qui dimostra tutta la magnetica forza di Lisbeth Salander, tenendo in pugno il film con una straordinaria ferocia  interiore. Prometheus non risparmia lo splatter e una scena in particolare che ha a che vedere con la Rapace, un modulo di “chirurgia computerizzata” e una gravidanza, diciamo, molto “particolare”, e’ da antologia dell’orrore – si dice che nello spazio nessuno ti possa sentire gridare ma nel cinema si, eccome. La trama e’ sicuramente un po’ affrettata, alcuni personaggi (come quello di Charlize Theron) sono inutile zavorra, ma tutto sommato Ridley Scott  e’ tornato alla grande fantascienza. Per quanto ci riguarda non vediamo l’ora di vedere il seguito.