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Horror Vacuo

Proletaria armata per la cartomanzia

30 luglio 2011, Roma

Melissa P. contiene riserbo e spudoratezza, Spumone (“l’orrendo pupazzo d’infanzia con cui tutti i giorni mi sposavo, facevo l’amore la sera e divorziavo la notte”) e il disgusto per i cappelli indossati dopo il tramonto (“non sono affatto chic, sono inutili, oltre che ridicoli”). Ma la più naturale delle ragioni per volerle bene è che siamo coetanei ed appassionati di cartomanzia ed occulto.
La ragazza dai Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire converge nella gioventù cannibale di Stile Libero, pronta ad attizzare fuoco “per bruciare il non necessario”. Ci sono alcune destabilizzanti fragilità in chi, come lei, con un diario erotico ha venduto milioni di copie. Eppure Melissa continua a muoversi come una PAC (proletaria armata per la cartomanzia), cerca di vivere “sotto i nostri inconsci piedi” come fa il giovane protagonista di Holdberg quando piomba sul pianeta Nazar.

Tarocchi, psicomagia, erbe terapeutiche, presenze e sogni premonitori. La sostanza della divinazione mi sembra viva tutta in lei.
Tutta la divinazione è una forma di racconto. La mitologia nasce dall’astrologia e da questo studio millenario deriva la religione. Mi sono avvicinata alla mantica sin da piccola: a Catania, in famiglia, mia madre ed alcuni parenti andavano a farsi fare qualche scesa di carte. Poi quest’arte è cresciuta, si è evoluta in me. Da poco, ho messo un’inserzione anonima sul giornale Porta Portese in qualità di cartomante. Vengono insospettabilmente molti uomini distrutti dall’economia.

Quali sono le contraddizioni italiane che supererebbe se fosse una strega?
Come “se fosse”? Io sono una strega. Sono strega se per strega s’intende una donna che usa l’intuito per immaginare, indagare o predire quello che possono fantasticare gli altri. La strega, socialmente, è una figura fondamentale per l’umanità: costituisce l’elemento di comprensione dell’universo. E poi, è noto, le carte sono delle rassicurazioni allegoriche.

Qual è la dimensione più giusta per leggere i tarocchi? Immagino lontano da grandeur e trombonismo.
Io mi sento a mio agio in casa a Piazza Vittorio, con il tavolino rotondo e la veletta. Solitamente faccio accomodare i clienti in cucina. Si crea una certa familiarità.

E’ una collezionista di bacchette magiche?
Raccolgo pezzi di rami o di tronchi per parchi e giardini romani, poi li dipingo di colori differenti a seconda dell’energia che voglio trasmettano. Infine li addobbo con incisioni ed amuleti.

Quanti le hanno domandato di fare un figlio?
Solo una persona.

Maestri ispiratori ne ha?
Gérard Encausse, una fonte speciale. Papus è il suo nome mistico e magico. Non è un mago nero come Crowley né un pagano come Jodorowsky. E’ la sintesi tra magia e narrazione, un vero scienziato dell’arte magica.

Lei pensa mai al suicidio?
Prima non ci pensavo. Oggi mi capita di pensare al suicidio non come ad una possibilità ma come ad una curiosità da saggiare. Mi domando: se mi buttassi dalla finestra di casa, nel passaggio tra la finestra e l’asfalto, che cosa accadrebbe, cosa proverei?

  • http://www.la-cartomanzia.com Antonio

    Meliissa ha creato un business partendo dalle sue pulsioni e esperienze sessuali.

  • http://astroamore2000.altervista.org gimpiero

    articolo interessante