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FranciaEuropa

Prime manifestazioni contro il “matrimonio per tutti”

A Parigi sono partiti da Denfert-Rochereau e sono arrivati a Invalides, dove è sepolto Napoleone, “padre del codice civile”. Il dress code era “bianco, blu e rosa”, con palloncini sempre rosa, per esprimere tutto il male che pensano della legge, che sarà discussa dal parlamento francese a gennaio, che permetterà il “matrimonio per tutti”, cioè agli omosessuali che potranno anche adottare dei bambini. Nel corteo parigino, anche molti bambini. Alcune migliaia di persone a Parigi, più altre manifestazioni a Rennes, Nantes, Metz, Bordeaux, Digione, e, soprattutto Lione, dove contro il matrimonio aperto anche alle coppie omosessuali è sceso in campo anche il cardinale arcivescovo Philippe Barbarin, con prese di posizione che lasciano interdetti (“ci saranno innumerevoli conseguenze – ha detto il prelato – dopo vorranno fare delle coppie a tre o quattro, un giorno, forse, cadrà la proibizione dell’incesto”). Le manifestazioni di oggi sono volutamente “non confessionali e apolitiche”, organizzate da un collettivo che si è battezzato “La manifestazione per tutti” e ha dichiarato esplicitamente di non voler essere “omofobo” . Dei “kiss in” omosessuali, in reazione alla manifestazione a Parigi,  sono del resto stati accolti con degli applausi. Domani, domenica, invece scenderanno in piazza gli integralisti cattolici con l’estrema destra e sarà un altro paio di maniche. A  Tolosa, invece,  ci sono stati momenti di tensione: una contro-manifestazine, a favore delle legge, è stata proibita.

La tesi dei manifestanti di oggi, come riassume l’umorista Frigide Barjot, che è tra i principali organizzatori, è che una famiglia è “HF” (“homme-femme” o anche “alta fedeltà”) oppure PME (‘padre-madre-bambino”, ma la sigla significa anche “piccola e media impresa”). Oggi sono scesi in piazza i contestatori “repubblicani”. Tra loro, c’erano comunque molte personalità della destra, a cominciare da Larcher, ex presidente del Senato. Ma anche alcuni che si dichiarano di sinistra, come Laurence Tcheng, a capo del movimento “la sinistra per il matrimonio repubblicano”. Xavier Bongibault, del gruppo “Plus gay sans mariage”, non vuole il matrimonio, ma un miglioramento del Pacs.  Tutte le religioni si sono schierate contro il matrimonio per tutti e ieri erano ben rappresentate alle manifestazioni. Ma i francesi, al 61%, sono favorevoli all’apertura del matrimonio agli omosessuali, mentre solo il 48% è d’accordo con il diritto di adozione.  Comunque, la prima giornata di manifestazioni contro il “matrimonio per tutti” non regge il paragone con le proteste del passato: 100mila persone a Parigi nel ’99 contro il Pacs, un milione nell’84 a favore della scuola privata.