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Napoli centrale

Prima la benzina poi il latte. E’ panico

 

Sono loro che comandano, i camionisti. Si pensa ai banchieri e invece sono loro, “l’ultima ruota del capitalismo” a determinare l’andamento del libero mercato italiano. E se non trasportano le merci mettono completamente in ginocchio le grandi città, in pochi giorni. Anzi in poche ore. Ci siamo svegliati così sull’orlo di una crisi di nervi e abbiamo visto il viso senza trucco della società dei consumi. A Napoli come nella altre grandi metropoli, file e file di donne e uomini isteriche/ci pronti a contendersi l’ultima goccia di benzina. Perché se qualche litro di latte è ancora disponibile nei grandi supermarket è l’oro nero a essersi esaurito nel giro di una notte. Come a dire chi se ne frega se non si mangia, ma la vita è dettata, è scandita dalla necessità di spostarsi in un moto perpetuo.

La corsa ai distributori è stato come vedere lo stesso film girato in diverse aree della città. In mattinata ai Colli Aminei, per esempio, l’unica pompa di benzina disponibile nel raggio di chilometri aveva alzato il prezzo del carburante a 1840 a litro, e nemmeno a dirlo ha esaurito le scorte nel giro di poco. La fila lunghissima ferma per ore era rappresentata da uno sciame di disperati, non solo poco disposti a prendere i mezzi pubblici se non fossero riusciti a fare il pieno, ma accasciati su se stessi all’idea stessa di rallentare i propri ritmi, di fare scelte differenti dalla frenesia quotidiana. Stessa scena all’altezza di via Epomeo, dove i gestori hanno anche distribuito bigliettini per mantenere la calma ed evitare schrezi tra gli automobilisti.

In ogni caso a ora di pranzo hanno serrato le pompe praticamente tutti i distributori, gettando nel panico totale gli abitanti rimasti a secco che hanno percorso la città in lungo e in largo alla ricerca di un erogatore aperto, esaurendo così anche il resto della benzina. “Sono sicuro che in questo momento se mettessero la benzina a 10 euro al litro la gente la comprerebbe lo stesso”, sorride Massimo Ferrara, proprietario del negozio di parrucchiere per donne sul ponte della Sanità proprio affianco a un benzinaio chiuso dalla sera precedente. Qui gli automobilisti arrivano provano a infilare le banconote, diffidenti del tentativo precedente non riuscito. Uno alla volta come fossero pellegrini speranzosi di un miracolo della Madonna del diesel. Sulle sue vetrine del parrucchiere campeggia la scritta 5 euro a piega: “Lo so è un prezzo imbattibile – dice Ferrara – e siamo sempre pieni, la crisi non c’è e la gente ha paura di spendere quando vede i prezzi altri, così preferisce farlo solo se sa di fare la scelta migliore”. Un concetto che chiaramente non vale per la benzina.

Gli autotrasportatori d’altro canto non sembrano disposti a cedere di fronte queste scene di delirio collettivo e nonostante le direttive della prefettura che hanno sgomberato i blocchi agli imbocchi autostradali principali Caserta e Salerno. Pare che siano già 8 le denunce per interruzione di servizio, mentre ci sia anche un arresto.

Come accaduto per i tassisti non c’è molta simpatia da parte della politica per uno sciopero che costringe alla canna del gas tutti, dagli imprenditori che chiudono le fabbriche (a Pomigliano sono state bloccate le linee) ai commercianti che dopo l’euforia delle prime vendite temono il protrarsi dello stop. Il sindaco De Magistris si è detto molto preoccupato per la situazione e ha definito la protesta inaccettabile per le modalità di attuazione: “ Mi auguro – ha dichiarato – che il governo metta in campo le azioni necessarie per impedire che le città diventino ostaggio di manifestazioni del genere”.

Il blocco dei camion però resta confermato fino a venerdì anche se per i distributori di carburante si potrebbe far prima: “Per giovedì la situazione, a Napoli, potrebbe ritornare normale seppur a macchia di leopardo – spiega Enzo Mosella, vice presidente nazionale della Federazione gestori – diciamo che nella serata di giovedì gli impianti potrebbero essere di nuovo pieni. Per le altre province, che dipendono da Napoli, la normalità tornerà invece venerdì. Ma, sia chiaro, nulla in questa situazione è certo”.

La Ferconsumatori: “Siamo preoccupati per i prezzi che stanno andanto alle stelle, per i rincari degli alimenti e per la mancanza dei farmaci salva vita . Noi di Federconsumatori – ha dichiarato il presidente Rosario Stornaiolo – invitando alla calma e al confronto tra parti, non possiamo però non condannare fermamente uno sciacallaggio del genere. Invitiamo chiunque abbia notizie di rincari a segnalarli prontamente ai nostri sportelli, in modo da permetterci di proseguire con ulteriori accertamenti e segnalazioni”.

  • Rosanna Maiolino

    Ma a nessuno, proprio a nessuno tra quelli che da un po’ provano ad unire le istanze ambientaliste alle idee di una sinistra responsabile -sia istituzionali che di movimenti- viene in mente approfittare di questa occasione per ricordare il grande problema costituito dal trasporto su gomma nel nostro paese? Mi sembra incredibile!