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Ceci n'est pas un blog

Pregiudizio Capitale

Singolare che con tutto quello che ha smosso Mafia Capitale ci sia chi si sta concentrando sul voto dei Rom che avrebbe inquinato le primarie del PD. E a farlo sono ad esempio l’Huffington Post, il Fatto Quotidiano e oggi la trasmissione di “approfondimento politico” che va in onda al mattino su La 7 “Aria che tira”. Il bello è che da un paio di giorni, quotidiani, blogger vari e chiunque si atteggi a giornalista, stanno chiedendo scusa a Cristina Alicata, membro del PD romano, che durante le primarie del PD per la corsa a sindaco di Roma denunciò delle “solite file dei rom” ai seggi. All’epoca fu accusata di razzismo. Il razzismo nasce da un pregiudizio e per me quella denuncia della Alicata nasceva da un pregiudizio.

Nel 2013 Cristiana Alicata scrisse su Facebook: “Le solite incredibili file di rom che quando ci sono le primarie si scoprono appassionatissimi di politica”. A parte che non capisco perché un rom, residente a Roma, non debba votare per le primarie di un partito che all’epoca aveva buone possibilità di vincere e che vive sulla propria pelle le politiche delle amministrazioni. Oltretutto alcuni candidati alle primarie visitarono dei campi rom. Ricordiamo che alla campagna della Alicata ci si aggrappò anche il M5S romano con la solita classe. Questo è il primo pregiudizio e punto di partenza della storia. Ora la Alicata denuncia che quel campo era in gestione alla coop 29 giugno e quindi automaticamente è stato usato da Buzzi e soci. Prove? Zero. Ma tanto basta per far parlare di nuovo del voto delle primarie del PD inquinato dai Rom. Perché un Rom automaticamente inquina un voto, mentre un italiano certo che no.

Dati alla mano i Rom censiti nei campi sono intorno alle ottomila unità. Aventi diritto, over 16, non credo più di 4/5 mila. A Roma (dati PD) votarono oltre centomila persone. Oltretutto si continua a parlare di Rom come una entità unica, una enorme tribù che vive di furti, espedienti e quant’altro. Eppure bastarebbe parlare con qualsiasi operatore per farsi una idea totalmente diverse: esistono rom kosovari, bosniaci, rumeni, serbi e soprattutto italiani, che sono intorno a 1/3 dei residenti a Roma. E tra di loro non vanno d’accordo, anzi. Uno dei problemi di quel ghetto costruito dalla giunta Alemanno, il campo di La Barbuta, fu proprio quello di mettere rom di nazionalità diverse insieme, nonostante non corressero buoni rapporti. Ma questo non importa “i rom hanno inquinato il voto delle primarie del PD”. Sia chiaro che a chi scrive del voto delle primarie del PD interessa meno di niente. Fa rabbia che una storia già ampiamente smontata oltre un anno fa, torni fuori e riabiliti dei concetti razzisti. Perché questo è. Non abbiamo analisi del flusso dei voti, ma solo rancore tra varie anime del PD romano che all’epoca dietro a questa storia si fecero guerra, mentre pezzi del PD romano concorreva nella gestione del sociale in maniera alquanto “discutibile”. Scrivo discutibile perché del resto non si è ancora aperto un processo e prima di condannare qualcuno bisognerebbe aspettare.

Grave che oggi si torni a parlare di un aspetto prima di tutto insignificante visto che andrebbe puntato il dito su chi ha speculato “sull’emergenza rom”, dagli organi di stampa alle cooperative che a detta dell’inchiesta avevano costruito un sistema di controllo, gestione e speculazione, a quegli esponenti delle amministrazioni comunali che si sono succeduti e che hanno ingrassato queste stesse cooperative. Che poi era una situazione già denunciata, ad esempio dall’Associazione 21 Luglio, che a giugno di quest’anno presentò un dossier dal titolo eloquente “campi nomadi spa”.

Quindi la lunga mano dei Rom si è presa Roma, usando il linguaggio che tanto piace ai nostri giornalisti infatuati da Romanzo Criminale, tanto da stravolgerne anche la storia della Banda della Magliana, è una enorme bufala razzista. Non importa che dentro quel pentolone chiamato Mafia Capitale ci sia di tutto: da senatori ad amministratori, a manager pubblici, finmeccanica, marina militare e talpe nella questura di Roma. Quel che è diventato prioritario è denunciare il tentativo di inquinamento delle primarie del glorioso PD romano ora commissariato dal PD nazionale.