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Post- cinema

i volti di Carrey in "A Christmas Carol"

i volti di Carrey in "A Christmas Carol"

Ci siamo occupati recentemente su queste pagine dei personaggi di sintesi che si fanno piu’ numerosi  a Hollywood e sono destinati ad esserlo sempre di piu’. A Christmas Carol ne e’ uno degli esempi attuali, realizzato con la tecnica del “performance capture” in cui un computer acquisisce la performance di un attore in carne ed ossa permettendo al regista di manipolarne successivamente le sembianze  pur mantenendone i movimenti e la voce*. In questo caso Robert Zemeckis si e’ chiuso in uno studio per un mese con Jim Carrey il quale ha letto e interpretato per una cinepresa collegata al computer ben 4 personaggi del copione basato sulla novella di Dickens (Cantico di Natale). In seguito gli artisti della Image Movers, societa’ creata da Zemeckis appositamente per sviluppre progetti “ibridi”, hanno creato la veste grafica del film; le tecnica gia’ usata per personaggi come il Gollum del Signore degli Anelli e altri film come Beowulf sempre di Zemeckis, un alto sacerdote del cinema tecnologico dai tempi di Roger Rabbit e Forrest Gump.  In questo caso e’ stato aggiunto anche il  3D,  tecnica sempre piu’ in auge (e a nostro avviso sopravvalutata) a Hollywood. Durante la promozione  del film a Los Angeles Zemeckis ha decantato le prospettive dell’ibridazione analogico-digitale ormai in grado tecnicamente di resuscitare personaggi e attori del passato permettendo ad esempio un nuovo film con Marylin Monroe, oppure un film in cui Meryl Streep interpreta Abramo Lincoln o di restituire a leggende come Nicholson o Clint i propri corpi di ventenni; una recitazione “liberata” da legami corporei e spazio-temporali capace secondo Zemeckis, a sua volta di liberare completamente la visione del regista da limitazioni “terrene”. Una forma fra live action e animazione che obblighera’ sempre di piu’ a superare tradizionali classificazioni e gerarchie artistiche e che e’ destinata come abbiamo notato in passato,  a modificare e complicare le definizioni di genere e di “autore” di cinema. Il prossimo progetto di Zemeckis e’ una rielaborazione  digitale di Yellow Submarine reso in 3D utilizzando le sembianze scansionate dei veri Beatles, parola questa – “vero” – destinata appunto ad essere sempre piu’ ambigua.

Robert Zemeckis

Robert Zemeckis

* In questo caso il flagello del doppiaggio risulta ancor piu’  deleterio, obliterando l’apporto dell’attore,  cioe’ la perfomance vocale, e producendo un amalgama di movimento, animazione e voce posticcia  su cui gli utori originali non hanno controllo creativo alcuno: un ibrido mutante.