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Napoli centrale

Pompei, dalla camorra all’Impregilo

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Il gigante Polifemo è personaggio noto e arciusato nella fisiognomica, in pochi però sanno della sua storia d’amore con la ninfa Galatea, pronta invece a sposare un adolescente pastore di nome Aci. Il ciclope acceso dall’ira e dalla delusione per non essere ricambiato uccise il rivale con un sasso, che venne trasformato dalla nereide in una sorgente divina. Ecco è rappresentato questo mito greco, in un affresco pre-eruzione sulle pareti della Casa rossa una delle tre domus ispezionate dalla Dia a Pompei. Si tratta di quelle splendide pitture sul rosso tipico del sito, e in particolare questa costruzione sarebbe una di quelle a rischio crollo e perciò necessita di interventi primari. Per questo è stato aperto il cantiere che anche grazie ai 105milioni di fondi europei dovrebbe mettere in sicurezza diverse abitazioni-monumento (tutti ricordano lo scempio del crollo della Schola armatorum nel novembre 2010).

Si tratta di uno delle ‘area peggio conservata del mondo, eppure sito dell’Unesco dal 1997. Non trova mai pace e questa volta, visto gli ingenti finanziamenti europei sarebbe anche entrata nelle mire della camorra. Secondo infatti il gruppo interforze della prefettura di Napoli, il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata è altissimo. Così ieri sono state ispezionate tre cantieri e venti persone per verificare eventuali infiltrazioni. Il decreto è stato emesso dal prefetto Francesco Musolino in un accordo siglato insieme al Viminale. Le altre due case oggetto di accertamenti sono state quella di Sirico, dal nome del suo proprietario, un politico-commerciante e La casa del Marinaio o del Gallo, che presenta un bellissimo mosaico internamente.

E’ chiaro che bisognerà seguire bene il ripristino dei luoghi e anche le procedure, perché non è solo la camorra a metterci lo zampino. I privati hanno infatti già fiutato l’affare sulla ristrutturazione e in campo tra gli altri è già scesa l’Impregilo. “Ho pensato – ha spiegato Pietro Salini, nuovo patron del gruppo strappato a Gavio – che la società potesse intervenire sul sito rimettendo a disposizione una parte dei fondi che ci derivano dalla Campania, da Acerra. Questo è il nostro progetto su Pompei che spero si possa portare avanti”. L’Impregilo come è noto è uno dei grandi gruppi che decidono le sortu dell’economia nel nostro paese, lo stesso che ha costruito l’unico inceneritore della Campania, la linea del frecciaargento, il nuovissimo ospedale che diventò pericolante dopo il terremoto dell’Aquila. Qualche dubbio viene: speriamo sia solo uno spot.