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Napoli centrale

Pollari dopo Abu Omar, ancora guai

Dopo il nuovo processo deciso dalla Corte di Cassazione sul sequestro del mullah Abu Omar, scoppia un caso intorno a Nicolò Pollari, ex capo dei servizi segreti militari e attualmente consigliere di Stato. La procura di Napoli lo accusa di corruzione in una serie di compravendite di beni avvenute insieme all’immobiliarista partenopeo Achille D’Avanzo. Ci sarebbero state infatti delle gravi irregolarità nel dare in affitto e vendere immobili destinati alla Guardi di Finanza, motivo per cui risulta coinvolto anche Walter Cretella Lombardo comandante delle Fiamme Gialle venete. Ieri sono scattate perquisizioni a tappeto per consultare documenti utili all’inchiesta condotta dal pm Woodckok. Un filone che nasce dai riscontri ottenuti durante il processo a carico del parlamentare Pdl Alfonso Papa, nell’ambito dell’indagine sulla P4.

Il deputato, finito a Poggioreale nel 2011 e poi scarcerato era stato infatti accusato, durante un interrogatorio, dal faccendiere Luigi Bisignani, di avere diversi agganci con alti ufficiali della Gdf e di essere in strettissimi rapporti con i servizi segreti. In particolare Papa, secondo diverse dichiarazioni, avrebbe avuto un legame diretto con Pio Pompa collaboratore di Nicolò Pollari, da cui avrebbe ottenuto dossier su politici, magistrati e imprenditori da ricattare. In base a questi elementi sarebbe come una matassa che si sbroglia gradualmente, visto che l’ex magistrato è sempre stato ritenuto, da tutti i testimoni dell’indagine, vicino allo stesso ex capo del Sismi.

In ogni caso le accuse napoletane di ieri rappresentano l’ennesima doccia fredda per lo 007 italiano che si professa completamente estraneo alla vicenda: “Ho appreso con profonda sorpresa e con profondo dispiacere – ha dichiarato l’ex Capo del Sismi- di essere evocato in una vicenda che non conosco, alla quale sono assolutamente estraneo e rispetto alla quale, con riferimento a taluno dei nominativi evidenziati, non ho neppure elementi di occasionale conoscenza”.

Ma dal centro direzionale napoletano sembrano sicuri del fatto loro concentrando l’attenzione sull’acquisto di alcuni appartamenti nella capitale ottenuti, a prezzi irrisori, da famigliari di Pollari e Cetrella, nonché sull’affitto di immobili con canoni invece ritenuti troppo alti, come la caserma Cardinale a Napoli, che da 6 anni è sede della polizia tributaria. Secondo gli inquirenti sarebbero state compiute operazioni sotto banco per evadere il parere dell’Agenzia delle entrate. A verbale ci sono anche alcune dichiarazioni del parlamentare Pdl Marco Milanese, mentre i sospetti si concentrano anche su possibili tangenti riscosse da alcuni alti ufficiali. Insomma un’altra brutta storia per Pollari dopo che a settembre la Corte di Cassazione ha deciso per lui e per Marco Mancini un nuovo processo per aver probabilmente collaborato al sequestro dell’imam Abu Omar insieme a 23 agenti della Cia. Era il marzo del 2003.